« Torna alla pagina delle canzoni

Ma non ho più la mia città

Interpretata da Gerardina Trovato (1993)

Autori: G.Trovato

Venne il giorno che le dissi: tu Catania non mi basti,
dei miei sogni che ne hai fatto? Me li hai chiusi in un cassetto.
E sognavo di partire, di trovarmi in un bel posto
per potere riaprire quel cassetto ormai nascosto,
chiuso con delle catene, pieno ormai di ragnatele.
Mi dicevi, da bambina: “guarda sempre quelle stelle,
basta, sai, vederne una che va giù, tutto s’avvera”.
Quante stelle avrò contato, quante ne ho viste cadere,
ma l’America è lontana, ma l’America… l’America…
Era questo, sai, il mio sogno, di volare su New York.
E adesso sto cantando,
e ancora sto sognando,
ma sempre dalla mia città.
Non è cambiato niente,
tutte le notti aspetto ancora una stella cadente.
E così presi quel treno, mi fottevo di paura,
mi portai solo il cassetto pieno ormai di ragnatele,
e così arrivai in quel posto fatto tutto di motori,
mi mancava la mia spiaggia, mi mancava la tua faccia
che ogni notte mi portava a guardare i pescatori.
E adesso sto cantando,
e ancora sto sognando,
ma non ho più la mia città.
Non è cambiato niente,
tutte le notti aspetto
ancora una stella cadente.
E adesso sto cantando,
e ancora sto sognando,
ma non ho più la mia città.
Dove vivo non c’è il mare, sulle case sempre neve,
solo nebbia e vento freddo, sopra il grano scende pioggia,
ma le strade sono bianche, non c’è terra e non c’è sangue.
Penso ancora alle parole scritte in alto sul giornale:
“chi non ha paura di morire muore una volta sola”.
E adesso sto cantando,
e ancora sto sognando,
ma non ho più la mia città.
Non è cambiato niente,
tutte le notti aspetto ancora una stella cadente.
E adesso sto cantando,
e ancora sto sognando,
ma non ho più la mia città.

Avviso!
Tutti i testi contenuti nel sito sono di proprietà dei rispettivi autori. La Legge n. 159 del 22 maggio 1993 ne consente l'uso solo per attività di studio e di ricerca.


 


|


Chi siamo


|


Contatti


 

© SanremoStory