Fulvio Lucisano se n’è andato a 98 anni, ma dietro quel numero si nasconde una vita intera dedicata al cinema italiano. Dal dopoguerra a oggi, ha segnato la storia di un’industria in continuo cambiamento. Per settant’anni ha lavorato fianco a fianco con registi e attori, capendo prima di molti cosa avrebbe catturato l’attenzione del pubblico. Una figura solida, capace di reinventarsi attraverso epoche e rivoluzioni culturali, diventando un pilastro imprescindibile del grande e del piccolo schermo.
Dalle origini con l’Istituto Luce alla fondazione di Italian International Film
Nato a Roma l’1 agosto 1928, Lucisano ha mosso i primi passi nel cinema appena ventenne. Nel 1949 ha lavorato al documentario “Anno Santo”, legato al Giubileo del 1950. L’anno dopo è entrato all’Istituto Luce, occupandosi dei cinegiornali per i mercati latinoamericani. Quell’esperienza è stata la sua palestra, dove ha imparato i segreti della produzione, che poi ha portato con sé nel cinema di lungometraggio.
Nel 1955 ha prodotto il suo primo film, “I quattro del getto tonante” di Fernando Cerchio. Tre anni dopo, nel 1958, ha fondato la Italian International Film , che oggi è una delle case di produzione più longeve e importanti del nostro cinema. Con IIF, Lucisano ha ampliato i suoi interessi, entrando anche nella televisione e nella gestione delle sale, fino a dar vita al Lucisano Media Group, un gruppo moderno e integrato che ha consolidato la sua presenza nell’industria.
Un produttore che ha spaziato tra generi e volti del cinema italiano
Lucisano non si è mai fermato a un solo genere. Negli anni Sessanta ha prodotto “Terrore nello spazio” di Mario Bava, un cult dell’horror e della fantascienza italiana. Ha firmato commedie popolari con Franco e Ciccio, polizieschi come “Cosa avete fatto a Solange?” e ha spaziato dal cinema commerciale a quello d’autore.
La sua forza stava nell’adattarsi e nel saper cogliere nuovi talenti. Un incontro decisivo fu quello con Massimo Troisi. Nel 1981, insieme a Mauro Berardi, ha puntato sul debutto di Troisi con “Ricomincio da tre”. Il film è diventato un successo clamoroso, un classico degli anni Ottanta, celebrato più volte da ANICA, l’Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive.
Tra le sue produzioni ci sono anche “Un ragazzo di Calabria” di Luigi Comencini, “Il grande cocomero” di Francesca Archibugi, “Ninfa plebea” di Lina Wertmüller e “Fantozzi – Il ritorno”, a testimonianza di un percorso ricco e variegato.
La rinascita della commedia italiana e i successi del nuovo millennio
Dal 2006 in poi, Lucisano ha continuato a intercettare i gusti del pubblico con film di grande richiamo. La IIF ha prodotto “Notte prima degli esami” di Fausto Brizzi, diventato subito un punto di riferimento della commedia italiana anni Duemila. Il film ha lanciato nuovi volti come Nicolas Vaporidis e Cristiana Capotondi, e il suo sequel ha consolidato il successo.
Negli anni successivi ha lavorato su titoli come “Cemento armato”, “Ex”, “Nessuno mi può giudicare”, “Non ci resta che il crimine”, “Tramite amicizia” e “Succede anche nelle migliori famiglie”. La collaborazione con Alessandro Siani è stata particolarmente proficua, con pellicole che hanno dominato il box office. Tra i progetti più recenti spicca “Io e te dobbiamo parlare”, diretto da Siani e con Leonardo Pieraccioni, a conferma della vitalità produttiva anche negli ultimi anni.
La svolta in tv: Mina Settembre e le serie che conquistano il pubblico
Accanto al cinema, il gruppo di Lucisano ha sviluppato una forte presenza in tv, guidata da Paola Lucisano. Tra i maggiori successi c’è “Mina Settembre”, una serie prodotta con Rai Fiction che ha conquistato il pubblico fin dalla prima stagione, grazie anche alla prova di Serena Rossi e a una scrittura ben calibrata.
Altri titoli importanti sono “Liberi tutti”, “Guida astrologica per cuori infranti” e “Non ci resta che il crimine – La serie”, spin-off televisivo della saga cinematografica, realizzato con Sky Studios e curato da Fulvio insieme alle figlie Federica e Paola. Un’azienda familiare solida, capace di dialogare con diverse piattaforme e pubblici.
Riconoscimenti e ruolo guida nell’industria italiana del cinema
Lucisano non è stato solo un produttore. Tra il 1998 e il 2001 ha guidato l’ANICA, rappresentando l’industria italiana in un periodo di grandi cambiamenti tecnologici e di mercato. Il suo lavoro ha contribuito a modernizzare un settore centrale per la cultura del nostro Paese.
Nel 2007 ha ricevuto il titolo di Cavaliere del Lavoro dalla Presidenza della Repubblica, un riconoscimento all’impatto economico e culturale della sua attività. Nel 2009 gli è stato assegnato un David speciale per i cinquant’anni di carriera. Nel 2018, per i suoi novant’anni, la sua storia è stata raccontata nel libro “Fulvio Lucisano. Sotto il segno del cinema” di Laura Delli Colli, che ha ripercorso la sua lunga avventura professionale.
Un’eredità che vive nella famiglia e nel futuro del cinema italiano
Lucisano è rimasto attivo fino a poco tempo fa. Nonostante l’età, ha seguito da vicino le produzioni del gruppo, passando gradualmente il testimone alle figlie Federica e Paola. Nel catalogo del 2026 ci sono già titoli come “Notte prima degli esami 3.0” e “Alla festa della Rivoluzione”, segni chiari di una continuità culturale straordinaria.
La sua carriera ha attraversato settant’anni di cinema, dalla fine degli anni Quaranta fino al 2024, spaziando dal documentario alla fiction tv, dalla distribuzione all’esercizio delle sale. Il nome di Fulvio Lucisano resta inciso nella storia del cinema italiano, simbolo di passione, impegno e amore per il racconto per immagini.
