Nel 1984, Renzo Arbore lanciava “Cari amici vicini e lontani” per festeggiare i sessant’anni della radio italiana. Oggi, quella voce familiare rientra nelle case degli italiani grazie a Rai Storia, che ha restaurato alcune puntate dall’archivio di Rai Teche a Torino. Non è solo nostalgia: è un viaggio vero dentro un’epoca d’oro, fatta di volti e suoni che hanno segnato la radio con creatività e coraggio. Un’occasione per riscoprire come la sperimentazione abbia cambiato per sempre il modo di fare intrattenimento.
Il restauro e la nuova vita in tv di un classico della radio italiana
Dal 26 luglio, ogni domenica alle 21.10 su Rai Storia, per cinque settimane fino al 23 agosto, va in onda una versione rinnovata di “Cari amici vicini e lontani”. Sono nove puntate, rimesse a nuovo con un accurato restauro audio-video nei laboratori di Rai Teche di Torino, per conservare e valorizzare un patrimonio culturale prezioso. A introdurre ogni episodio è lo stesso Renzo Arbore, che racconta con la sua voce la storia dietro quegli anni.
Nel 1984, Arbore ideò questo programma come una vera festa per la radio, mettendo insieme voci storiche e nuove leve. Non si tratta solo di raccontare il passato, ma di farlo rivivere attraverso una selezione di momenti indimenticabili: interviste, performance e ricordi di artisti e protagonisti.
Voci e volti che hanno scritto la storia della radio
Tra i protagonisti spicca il gruppo “I Senza vergogna”: Stefano Palatresi, Massimo Catalano, Gegè Telesforo, Alberto Botta e Michele Pavese, con Enzo “Il Grande” e il duo “Antonio e Marcello”. Questi artisti eseguono i brani simbolo della radio degli anni ’50 e ’60, soprattutto i medley di canzoni che hanno fatto da colonna sonora a intere generazioni. La sigla “La famiglia canterina” resta ancora oggi un pezzo amato dagli appassionati.
Non mancano poi le Gemelle Nete, due sorelle ottuagenarie che propongono con ironia la loro versione di “Un bacio a mezzanotte”, brano del 1953 scelto come sigla finale.
La prima puntata si concentra sugli anni ’30 e ’60 della radio italiana, rendendo omaggio al maestro Pippo Barzizza, pioniere dello swing capace di fondere jazz e rigidi controlli dell’epoca. Barzizza ritorna alla bacchetta per dirigere l’“Orchestra Rai” di quegli anni. Si ricordano anche figure come Nunzio Filogamo, che apriva il Festival di Sanremo con la celebre frase “Cari amici vicini e lontani, buonasera ovunque voi siate”, da cui prende il nome il programma.
Anni ’60 e ’70: tra riforme, comicità e grandi innovazioni
Nel racconto degli anni ’60, Arbore mette in luce Leone Piccioni, direttore della radio dal 1965 al 1969, che portò molte novità, tra cui la nascita di “Bandiera Gialla”. Qui si segna l’inizio della storica collaborazione tra Arbore e Boncompagni, che cambierà il volto della radio italiana.
Il programma ricorda anche la comicità radiofonica con show leggendari come “Batto quattro” , con Enrico Vaime, Italo Terzoli e Gino Bramieri, e “Black out” , scritto e condotto da grandi nomi come Guido Sacerdote, Sergio Corbucci e Luciano Salce.
Tra gli altri protagonisti degli anni ’40 e ’50 emergono Nella Colombo e Flo Sanson’s, che raccontano i loro successi accompagnati dall’orchestra di Gianni Mazza, in medley che rivisitano la stagione d’oro della radio, alternandosi con direttori d’orchestra storici.
Dj, quiz e show: la radio che guarda al futuro
La seconda serata, alle 22.10, rende omaggio a Silvio Gigli, creatore del primo quiz radiofonico “Botta e risposta”, con un busto in bronzo nel suo studio. Tra le esibizioni spicca Gigi Proietti con “Serenata celeste”, classico degli anni ’50.
Arbore celebra anche i pionieri del djing come Vittorio Zivelli, Renzo Nissim e Giancarlo Guardabassi – recentemente scomparso – insieme alla nuova generazione di dj di Radio Rai: Fiorella Gentile , Serena Dandini e Luca De Gennaro , che hanno mantenuto viva la voglia di innovare.
Si racconta anche la seconda fase di “Per voi giovani”, che dopo il primo ciclo con Arbore, negli anni ’70 vide protagonisti Paolo Giaccio, Renato Parascandolo, Raffaele Cascone e Claudio Rocchi, quest’ultimo noto per la sua adesione alla filosofia Hare Krishna. Questi artisti accompagnano le esibizioni di Claudio Villa, star radiofonica degli anni ’50 conosciuto come il “reuccio” della canzone italiana.
Il ritorno di “Cari amici vicini e lontani” su Rai Storia è un’occasione preziosa per riscoprire con attenzione un patrimonio culturale nazionale. Un modo per ascoltare la radio di cinquant’anni fa – o più – con suoni più chiari e colori nuovi, in una veste televisiva che restituisce dignità a un tesoro spesso dimenticato.
