L’aria all’Idroscalo di Ostia era elettrica, carica di una tensione buona, quella che precede qualcosa di unico. Renato Zero ha fatto il suo ingresso, accolto da un applauso che ha rotto il silenzio della sera. Non era una semplice serata d’estate, ma l’apertura della quinta edizione del Puntasacra Film Fest 2026. Sul palco di Piazza dei Piroscafi, Zero ha trasformato quel momento in un viaggio tra le periferie romane, tra ricordi e passioni, tra la voglia di libertà e la forza dei giovani. Prima della proiezione restaurata di Ciao Nì, il film del 1979 diretto da Paolo Poeti con lui protagonista, ha parlato al pubblico con parole intense, segnate da una profondità che resta impressa.
Idroscalo di Ostia, un tesoro nascosto da valorizzare
Renato Zero ha descritto l’Idroscalo come un luogo pieno di potenzialità e storie, ma troppo spesso dimenticato dalla città di Roma. Lo ha definito una vera «miniera d’oro», ancora tutta da scoprire e valorizzare. Ha sottolineato come spesso si fatichi a scavare sotto la superficie per cogliere la ricchezza umana e culturale che si nasconde dietro i volti e le storie di chi vive in questa zona. L’Idroscalo, parte della periferia romana, resta infatti ai margini dell’attenzione pubblica, associato più a problemi sociali o cronache difficili che al suo vero valore.
Nel suo discorso, Zero ha allargato il discorso all’intera città, evidenziando come Roma stia perdendo la capacità di custodire le sue radici più autentiche. Il dialetto, la semplicità, l’accoglienza — tratti tipici dei romani — rischiano di scomparire perché manca un vero sostegno a chi tiene vivo questo patrimonio. L’artista ha raccontato di aver vissuto sia la Roma del centro storico sia quella dei quartieri popolari, e proprio in quest’ultima ha trovato il volto più vero e quotidiano della città.
Con un filo di rammarico ha notato come spesso anche i romani stessi ignorino monumenti simbolo come il Colosseo o il Pantheon, preferendo mete più lontane senza conoscere davvero il proprio territorio. Per lui, essere davvero romani significa costruire il proprio senso di appartenenza nelle strade meno battute, nelle periferie, nella vita di tutti i giorni.
Pasolini, l’Idroscalo e un appello agli abitanti
L’Idroscalo porta con sé anche un ricordo doloroso e importante: qui, il 2 novembre 1975, fu ucciso Pier Paolo Pasolini. Renato Zero ha rivolto parole di grande rispetto al poeta e regista, lodando il suo coraggio nel raccontare realtà spesso ignorate o marginalizzate. Pasolini è stato una voce essenziale per dare luce alle periferie e alle classi popolari.
Durante il suo intervento, Zero si è rivolto direttamente agli abitanti dell’Idroscalo, chiamandoli un «baluardo di questi meravigliosi tramonti». Ha sottolineato la forza di una comunità che resta legata a un territorio complicato ma pieno di fascino. Poi, con fermezza, ha lanciato un messaggio chiaro: «Non mollate. Non mollate mai». Queste parole hanno riassunto lo spirito del festival, nato proprio per portare la cultura nelle periferie, non per allontanarla. Non è più il tempo di chiedere alle persone di spostarsi verso i luoghi tradizionali della cultura, ma di portare cinema, arte e dibattito direttamente nei loro quartieri.
Il programma del Puntasacra Film Fest 2026 ha offerto undici serate a ingresso libero, trasformando l’Idroscalo in un punto d’incontro tra spettatori, artisti, scrittori e registi. L’obiettivo è stato creare uno spazio aperto e inclusivo, capace di dialogare con tutte le anime della città.
Ciao Nì, il film che racconta l’anima artistica di Renato Zero
La seconda parte della serata è stata dedicata alla proiezione di Ciao Nì, film del 1979 che segna una tappa cruciale nella carriera di Renato Zero. Un’opera originale, un mix di musica, ricordi autobiografici, provocazione e immaginazione, difficile da incasellare nei generi tradizionali. Zero ha raccontato il forte legame che lo lega a questo film, che rappresenta un momento di coraggio, quando ha deciso di sfidare le regole del mercato musicale e le imposizioni delle case discografiche.
Ha paragonato queste strutture di controllo a un «cinto per l’ernia», qualcosa che limita e opprime la libertà di espressione. Nel film, il protagonista è sottoposto a forze che vogliono trasformarlo in un prodotto standardizzato e vendibile. La sua risposta è stata resistere, restare fedele a sé stesso, difendere la propria identità anche quando il suo stile sembrava fuori luogo rispetto alle regole del mercato.
Il messaggio che ha lasciato è stato chiaro e forte: «Noi non siamo carne, siamo tutta anima». Un invito a non ridurre gli artisti a semplici merci. Il trucco, i costumi e la teatralità non servivano a nascondersi, ma a dichiarare il diritto di essere se stessi. La versione restaurata di Ciao Nì era già stata presentata in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, grazie a un restauro curato dalla Fondazione Cineteca di Bologna con Mediaset-RTI e sotto la supervisione diretta di Zero.
Giovani e visibilità: le nuove sfide nell’arte
Durante l’incontro, Renato Zero ha affrontato anche le difficoltà che oggi incontrano i giovani nel mondo della musica e dello spettacolo. Li ha definiti «penalizzati», raccontando come il panorama sia cambiato rispetto ai suoi esordi. Un tempo gli ostacoli erano rappresentati da case discografiche e produttori; oggi invece la pressione arriva da numeri, algoritmi, piattaforme digitali e giudizi fulminei, fattori che rischiano di soffocare la creatività e la costruzione di un’identità solida.
Nonostante tutto, ha sottolineato quanto sia fondamentale per ogni artista mantenere autonomia e coerenza, senza lasciare che siano le forze esterne a decidere chi si è davvero. Questo principio lo ha guidato per tutta la vita, come ha già ribadito in altre occasioni, invitando a reagire all’immobilismo e a scegliere con coraggio la propria strada.
Il calore dei “sorcini” e l’omaggio dell’Idroscalo
Prima dell’arrivo di Renato Zero, il pubblico dell’Idroscalo aveva già mostrato grande entusiasmo. I «sorcini», i fan storici del cantautore, non si sono fatti fermare dal caldo torrido. Hanno trasformato l’attesa in una vera festa, cantando per più di due ore un repertorio che spaziava dai brani più famosi a pezzi meno noti ma amati allo stesso modo. L’arena si è riempita di fascette, magliette e cartelloni dedicati, testimoniando ancora una volta il legame profondo e duraturo tra Zero e i suoi fan.
Nel corso della serata, i ragazzi dell’Idroscalo Calcio hanno consegnato a Zero la maglia della loro squadra, personalizzata con il numero zero. Un gesto simbolico che ha suggellato il legame tra l’artista e la comunità locale, chiudendo una serata che ha unito arte, memoria e territorio prima della proiezione del film restaurato.
