Il 10 luglio 2026, su tutte le piattaforme digitali, è arrivato “Nell’etere”, il primo album di Ico, giovane cantautore milanese. Dodici tracce che non passano inosservate: nove in inglese, tre in italiano, un mix che alterna rock alternativo, cantautorato e dream pop, con quel sapore inconfondibile degli anni Novanta. Non è solo musica, ma un viaggio in un mondo sospeso, un’atmosfera in cui passato e presente si intrecciano senza soluzione di continuità. Da subito, la sua voce e le melodie catturano, trasportando chi ascolta in un sogno a occhi aperti.
“Nell’etere”: un viaggio tra emozioni e ricordi
Il titolo dell’album non è casuale. Per Ico la musica è molto più che scrivere canzoni: è una dimensione a parte, quasi un luogo fuori dal tempo dove far vivere emozioni, ricordi e sogni senza confini. Lo spiega così: «La musica per me è una specie di realtà parallela dove poter dare voce al proprio mondo interiore. Ho pensato all’etere come a questo spazio ideale dove far viaggiare le tracce». Il pezzo che dà il nome all’album è una pietra miliare, un legame profondo con un passato personale, soprattutto una relazione finita che ha segnato la scrittura e il tono del disco. «Quella canzone rappresenta tutto il periodo in cui ho lavorato all’album, è dedicata a una storia speciale».
I primi demo sono nati in sei mesi nel 2023, poi il lavoro si è allungato fino alla fine del 2025 negli studi Atlantis di Milano. Questo tempo ha permesso a Ico di trasformare le idee iniziali, nate in autonomia, in un album solido e coerente, grazie anche alla produzione artistica di Ludovico Poggio e Alessio Croci. La distribuzione digitale è stata affidata a Pirames International, garantendo al disco una diffusione ampia e attuale.
Inglese e italiano: due lingue, un’identità
Una cosa che colpisce di “Nell’etere” è la doppia lingua: nove canzoni in inglese, tre in italiano. Non è una scelta commerciale, ma nasce dal modo in cui Ico vive la musica e la sua identità artistica. «Ascolto per lo più musica in inglese, circa tre quarti, e un quarto in italiano», racconta. Per lui non c’è competizione tra le due lingue, ma sono due facce della stessa medaglia creativa. L’inglese lo avvicina al rock internazionale, mentre l’italiano è parte profonda della sua anima di autore. «Non voglio rinunciare a nessuna delle due, perché sono due aspetti importanti della mia personalità artistica».
Questa convivenza non spezza il disco, anzi: crea un filo che tiene insieme tutto grazie a un impianto musicale solido e a una scelta stilistica che lega la tradizione rock a un suono contemporaneo. L’emozione è il vero collante, dando coesione a un lavoro sfaccettato ma armonico.
Le radici rock di Ico: da Dylan a Buckley passando per gli anni Novanta
Parlando delle sue influenze, Ico racconta un percorso dalla poesia folk al rock internazionale. Bob Dylan è stato uno dei primi riferimenti, soprattutto per la capacità di raccontare storie con le canzoni. Crescendo, però, il rock è diventato il suo modo di esprimersi. Tra i nomi più citati ci sono Oasis, Led Zeppelin e Beatles, simboli dell’età d’oro del rock del Novecento.
Le ispirazioni si allargano anche a Radiohead, Nirvana, Pink Floyd e a grandi nomi italiani come Lucio Battisti e Fabrizio De André, un ponte tra tradizione e modernità. Ma chi più di tutti lo rappresenta è Jeff Buckley: «Con lui mi sento più legato, è un punto di riferimento forte». Questi riferimenti non sono semplici omaggi, ma si traducono in una scrittura che alterna momenti intimi, aperture melodiche ampie e passaggi più energici, dando originalità al progetto.
Pronto per il palco: la nuova fase live con la band
Dopo qualche concerto nei locali milanesi, il prossimo passo per Ico è portare “Nell’etere” dal vivo con la band al completo. In questo periodo stanno provando in studio, sempre negli spazi di Atlantis, per rifinire gli arrangiamenti e trovare la giusta intesa tra i musicisti. «L’idea è creare uno spettacolo coinvolgente, che metta in luce le diverse sfumature delle canzoni», racconta.
Il live è per lui una tappa fondamentale: non solo un modo per farsi conoscere, ma un momento per costruire un’identità solida e un rapporto diretto con chi ascolta. L’obiettivo è crescere concerto dopo concerto, sviluppando un linguaggio condiviso tra band e pubblico.
Talent show e concorsi: la strada dell’indipendenza
Nel corso dell’intervista si è parlato anche di talent show come X Factor, che ultimamente ha aperto le porte anche a sonorità rock e alternative. Ma Ico si sente lontano da questi circuiti, preferendo un percorso più indipendente: «Voglio portare avanti il mio progetto con un contatto diretto con chi ascolta, senza filtri». Pur riconoscendo il valore comunicativo e organizzativo della tv, punta a costruire la sua identità sonora e a rafforzare la sua musica sul palco.
Diverso il discorso per i concorsi dedicati alla canzone d’autore, come Musicultura, a cui non ha ancora partecipato ma guarda con interesse per il futuro. Per ora, il primo obiettivo è far conoscere il proprio lavoro attraverso esibizioni live costanti e coerenti.
La tracklist di “Nell’etere”: dodici brani tra internazionale e italiano
L’album si compone di dodici pezzi che si alternano tra lingua e stile, mantenendo un equilibrio. Ecco la lista completa:
1. Lost My Way
2. Parallel Universe
3. Nell’etere
4. You Don’t Know Me
5. Growing Old Without You
6. Scorri verso l’alto
7. Underneath the Sun
8. Devil in Disguise
9. Singing in the River
10. Un tramonto per due
11. All I Have
12. Shutdown
Ogni traccia racconta una parte del viaggio emotivo di Ico, tra atmosfere sognanti e sonorità rock. Ora, dopo il lavoro in studio, queste canzoni sono pronte a vivere sul palco, per regalare un’esperienza autentica e intensa.
