Il 24 giugno, il Teatro Argentina di Roma si prepara ad accogliere la notte dei Nastri d’Argento 2026. “La grazia” guida la competizione con 9 nomination, spiccando tra le opere in lizza. Tra conferme attese e qualche sorpresa, la selezione racconta un cinema italiano vivo, attento al passato e al ruolo delle donne dietro e davanti la macchina da presa. I premi, come sempre, non saranno scontati.
A dominare la scena c’è “La grazia” di Paolo Sorrentino, che conquista ben nove nomination. Il film è in lizza in categorie di peso, dal miglior film alla regia, passando per la sceneggiatura, fino alle prove di Toni Servillo e Anna Ferzetti. Non mancano poi riconoscimenti tecnici per fotografia, montaggio e sonoro, a sottolineare la cura e la complessità dell’opera, apprezzata su più livelli dalla critica.
Non lontano, si fa strada un gruppo di quattro film con sei candidature ciascuno: “Cinque secondi” di Paolo Virzì, “Gli occhi degli altri” di Andrea De Sica, “Le città di pianura” di Francesco Sossai e “Le cose non dette” di Gabriele Muccino. “Cinque secondi” si segnala nelle categorie principali, dal miglior film alla regia, e porta in campo Valerio Mastandrea e Ilaria Spada come protagonisti. “Le città di pianura” spicca per mix di aspetti artistici e tecnici, con attenzione al suono, al montaggio e alla canzone originale. “Gli occhi degli altri” si fa notare per la forza delle interpretazioni femminili e la regia, senza trascurare le nomination tecniche.
Tra i candidati al miglior film figurano anche “40 secondi” di Vincenzo Alfieri, “Duse” di Pietro Marcello e altre pellicole di rilievo, a conferma della ricchezza del cinema italiano, che spazia da opere d’autore a prime esperienze e commedie. Questo ventaglio variegato promette un confronto stimolante, che si riflette anche nelle categorie dedicate agli attori protagonisti e non. Tra i volti più noti spiccano Valeria Bruni Tedeschi, Valeria Golino, Toni Servillo e molti altri, segno di un’annata ricca di interpretazioni di spessore.
È una svolta importante quella che arriva dal Nastro dell’Anno 2026: per la prima volta il premio va a una commedia, “Buen camino” di Gennaro Nunziante con Checco Zalone protagonista. Un riconoscimento che rompe gli schemi tradizionali, premiando un film che, oltre al successo popolare, ha saputo conquistare anche il pubblico più attento, mantenendo qualità e diffusione culturale. Questo premio segna un momento storico per la commedia italiana, riconosciuta ora come protagonista nel panorama dei grandi premi nazionali. “Buen camino” sarà celebrato ufficialmente durante la serata del 24 giugno, aggiungendo valore simbolico alla manifestazione.
La commedia resta poi protagonista anche nelle nomination, con cinque titoli in gara tra cui “Il Dio dell’Amore”, “La vita va così”, “Lavoreremo da grandi”, “Notte prima degli esami 3.0” e “Oi vita mia”. Questi film portano leggerezza ma anche contenuti attenti alle dinamiche sociali, confermando la capacità del genere di parlare a un pubblico vasto senza rinunciare a spessore. Tra gli attori comici in corsa ci sono nomi solidi come Sabrina Ferilli e Giuseppe Battiston, punti fermi del genere da anni, a conferma della continuità e del valore della tradizione.
Accanto ai premi tradizionali, l’edizione 2026 riserva riconoscimenti speciali ad alcune figure di spicco del cinema italiano, legati più alle interpretazioni dell’anno che a carriere intere. Giancarlo Giannini sarà premiato per il suo ruolo vocale ne “Il Vangelo di Giuda” di Giulio Base, una prova intensa e decisiva per la narrazione del film. Barbara Bouchet riceve un premio per “Finale: Allegro” di Emanuela Piovano, ruolo che la mostra lontana dai cliché, sottolineando la sua capacità di rinnovarsi. Mariano Rigillo si distingue per “La salita”, opera prima alla regia di Massimiliano Gallo, dove regala un’interpretazione teatrale di grande intensità.
Tra i riconoscimenti creativi spicca il Nastro d’Argento SIAE per la sceneggiatura, assegnato a Giulia Calenda. La sua scrittura è stata lodata per sensibilità e complessità, capace di coniugare cinema popolare e narrativa profonda, con uno sguardo attento ai conflitti familiari e alle emozioni. Un premio che sottolinea l’importanza delle nuove autrici che stanno portando nuova linfa e prospettive al cinema italiano, con storie al femminile di grande spessore.
Il 2026 segna gli 80 anni dei Nastri d’Argento, la più longeva manifestazione di premi cinematografici in Italia, nata poco dopo la fondazione della Repubblica. Questa edizione celebra con un omaggio speciale le donne del cinema, intrecciando memoria e sfide attuali. Il premio intitolato ad Anna Magnani, prima donna premiata nel 1946 e icona del nostro cinema, sarà consegnato a Monica Guerritore, che ne ha raccolto l’eredità interpretativa e artistica anche come regista e autrice.
Altro momento forte sarà la consegna del Nastro speciale “Otto per gli Ottanta”, pensato per valorizzare la presenza femminile in scena e dietro le quinte. Tra le premiate spiccano Alba Rohrwacher, Teresa Saponangelo, Francesca Archibugi, Laura Samani e altre professioniste che rappresentano i diversi volti del cinema italiano. Un riconoscimento che mette in luce quanto il contributo delle donne sia centrale nella cultura cinematografica di oggi, lanciando un messaggio chiaro sulla parità e sul rinnovamento del settore.
Tra le sorprese dell’anno, “Gioia mia” di Margherita Spampinato si conferma una delle opere prime più interessanti. Il film, ambientato in Sicilia, racconta con delicatezza il legame tra una zia anziana e il nipote, affrontando temi di affetti e differenze generazionali con uno sguardo autentico. Per questo ha ottenuto il Premio Speciale BNL BNP Paribas, riconoscimento dedicato alle prime opere che sanno raccontare storie personali e generazionali con sensibilità.
Il film è stato apprezzato anche per le interpretazioni, in particolare quella di Aurora Quattrocchi, e per il casting, segno di un lavoro curato in ogni dettaglio. Il premio di BNL BNP Paribas rafforza il legame tra nuovi talenti e la scena più consolidata del cinema italiano, favorendo il rinnovamento e la continuità artistica.
La cerimonia dei Nastri d’Argento 2026 si terrà mercoledì 24 giugno al Teatro Argentina di Roma. La stampa specializzata sarà chiamata a votare i vincitori nelle varie categorie, mentre verranno consegnati anche i premi speciali annunciati, trasformando la serata in un momento di confronto tra passato, presente e futuro del cinema italiano.
Questa ottantesima edizione si presenta con un doppio volto: da un lato, la sfida serrata tra i film più candidati, con “La grazia” in pole position; dall’altro, l’attenzione alla memoria e al ruolo delle donne, con premi dedicati a interpreti storici e nuove voci femminili. L’attesa cresce, in un appuntamento che confermerà ancora una volta i Nastri d’Argento come specchio fedele delle trasformazioni e delle tendenze del cinema nazionale.
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