Sei mesi dopo Esoterica, Muriel torna a scuotere le casse con Perreo femminista. Non è pop come lo conosciamo: qui c’è un suono grezzo, deciso, che non si accontenta di intrattenere. È un urlo sulla libertà sessuale e di genere, una sfida lanciata dal dancefloor stesso. Quel luogo di festa si trasforma, diventa un’arena dove si infrangono vecchie regole e si riscrive il racconto della musica e dell’identità. Muriel non si limita a cantare: rivendica, provoca, cambia le carte in tavola.
Con Perreo femminista, Muriel porta con sé anni di esperienze e una maturità costruita lontano dall’Italia, tra sperimentazioni e contaminazioni. Il disco segna una netta rottura con il pop levigato e patinato a cui siamo abituati. Qui il suono è denso, quasi fisico, pensato per dominare i club e toccare le emozioni più vere. Non c’è spazio per compromessi commerciali: ogni pezzo ha un carattere deciso, un’urgenza che scuote con ritmi latin, breakbeat e pulsazioni hardgroove.
Questa miscela non cerca di accontentare, ma di sfidare. Le tracce sono un invito a prendere spazio, a farsi sentire contro l’omologazione del pop mainstream. La musica di Muriel non è solo intrattenimento, ma una visione artistica intensa e senza filtri, con un respiro che va oltre i confini nazionali.
In Perreo femminista, il club non è più solo un posto dove ballare. Diventa un territorio di libertà, un luogo dove i corpi e le identità si liberano dal controllo sociale. Muriel racconta proprio questa trasformazione: il dancefloor diventa una “zona franca”, un confine aperto dove si esprimono desideri e identità di genere diverse. È una nuova lettura di uno spazio che, nella sua storia, è sempre stato un punto di aggregazione e, spesso, di ribellione, capace di sovvertire le regole della vita quotidiana con il movimento e la condivisione.
L’artista si mette in gioco in prima persona, affrontando temi sociali con il coraggio di chi vuole riscrivere il senso dello spazio pubblico. Perreo femminista diventa così un manifesto per la libertà di essere e parlare senza censure, un richiamo per un pubblico ampio che si riconosce in questa visione liberatoria.
Anche l’aspetto visivo di Perreo femminista è parte integrante del progetto. Muriel sceglie di mettere al centro performer, modelli e figure della comunità LGBTQ+, non come semplice scelta estetica, ma come parte fondamentale del messaggio. Le immagini sono un’estensione della musica e dei temi: autentiche, inclusive, una vera celebrazione delle differenze.
Il racconto visivo accompagna e rafforza quello sonoro, creando un dialogo diretto con chi ascolta e guarda. Nel complesso, il lavoro di Muriel segna un passo deciso verso una musica che non vuole solo intrattenere, ma cambiare il modo in cui pensiamo e viviamo lo spazio, il corpo e l’identità. Perreo femminista è la nuova voce di un pop che osa rivoluzionare tutto.
Un milione di anni dopo il Big Bang, l’universo era ancora un luogo primordiale, quasi…
La cultura non è un ring, aveva detto Michela Murgia, ma la risposta di Vittorio…
Lo Stadio del Mare di Pescara si prepara a un nuovo, grande appuntamento. Sabato 25…
«Non vedo l’ora di tornare sul palco», ha confessato Michele Bravi, mentre il sipario si…
A Roma, il caldo estivo non lascia scampo, ma c’è chi sa come trasformare l’afa…
Il Gran Premio ha acceso i motori con una gara intensa, piena di sorpassi al…