
Quando Francesca Michielin annuncia un nuovo album, si crea subito un’aspettativa palpabile. Il 12 giugno 2024 ha svelato “Magia Bianca”, un progetto che non si limita a collezionare canzoni, ma costruisce un vero e proprio viaggio. Tra atmosfere medievali, leggende antiche e simboli esoterici, l’artista traccia un percorso sonoro e narrativo che mette al centro una femminilità potente, capace di rompere schemi e sovvertire cliché. Più di un disco, un’esperienza che avvolge, incuriosisce e trasporta in un universo sospeso tra realtà e fantasia.
Un concept album che pesca nel fantasy e nel medioevo
“Magia Bianca” segna una svolta importante nel percorso di Michielin. L’artista ha scelto di raccontare una storia coerente, ambientata in un universo a metà tra fantasy e medioevo. Le canzoni parlano di streghe, lune, rituali e donne fuori dai canoni tradizionali. Testi e musica giocano tra ironia e ombra, tra cliché e rotture, guidati da un filo poetico che guarda al passato per riflettere sul presente.
L’idea è nata anche grazie a un viaggio a Londra, dove Francesca ha lavorato con David Kosten, produttore noto per le collaborazioni con Bat for Lashes. È stato quell’incontro a dare forma al suono del disco, un mix di dungeon synth e pop contemporaneo che attraversa le nove tracce. Ogni pezzo scivola nel successivo, con transizioni fluide che rendono l’ascolto un vero viaggio.
I singoli e il debutto al MI AMI Festival
Prima dell’uscita del disco, sono arrivati due singoli: “Una donna non può” e “Strega Comanda”. Il primo, accompagnato da un video firmato da The Rings, vede la partecipazione speciale di Giovanna Mezzogiorno. La canzone affronta senza mezzi termini il tema dell’identità femminile e delle imposizioni sociali, usando la figura della strega come simbolo di resistenza e libertà.
“Strega Comanda”, uscito il 5 giugno, è stato presentato durante il MI AMI Festival, dove Francesca si è esibita sotto lo pseudonimo di Costanza D’Este. È stato un momento speciale per far conoscere questo nuovo universo sonoro e visivo, tutto giocato su atmosfere medievali e fantasy.
Voci femminili e collaborazioni di spessore
Un elemento chiave di “Magia Bianca” è la presenza di diverse voci femminili, ognuna inserita in tracce cariche di significato. Tra queste Angelica in “1484”, Patrizia Laquidara nel “Canto delle Anguane” e Veronica Lucchesi in “Feral Girl”. Il disco include anche un omaggio a Caparezza in “Strega Comanda” e la partecipazione di Ceneri in “Magia Bianca, Magia Nera”.
“1484” apre il disco richiamando l’anno della bolla papale che diede il via alla caccia alle streghe in Europa. Il brano mette in parallelo passato e presente, mettendo in discussione potere, controllo sociale ed esclusione.
Identità, libertà e contrasti tra mito e realtà
I testi di Francesca si muovono in un mondo fatto di contrasti: ironia e tragedia, oscurità e sensualità, rigore e gioco. La figura della strega diventa simbolo di una femminilità libera, sovversiva e complessa. “Una donna non può” è un pugno nello stomaco ai doppi standard che ancora pesano sulle donne, dove la magia è metafora di autonomia e forza.
“Feral Girl” ribalta gli stereotipi della perfezione femminile, celebrando l’istinto selvaggio e ribelle. “Strega Comanda” è un inno a vivere il proprio spazio con consapevolezza, un messaggio forte lanciato anche nel mese del Pride, di cui Francesca è ambasciatrice.
Rituali antichi e atmosfere popolari nel racconto musicale
Due brani, “Litha” e “Solstizio d’Estate”, si legano ai rituali della notte di San Giovanni e al solstizio, mescolando suggestioni pagane con temi di amore e fragilità. L’atmosfera che ne nasce è sospesa tra festa e inquietudine.
Nel “Canto delle Anguane” si evoca il mistero di creature mitiche legate alla natura. Questo pezzo, co-prodotto con Patrizia Laquidara, esplora l’ambiguità e la trasformazione femminile, mettendo in scena una presenza potente e sfuggente.
Con “Magia Bianca, Magia Nera” si affronta l’ambivalenza morale e personale. Le scelte non sono mai nette, ma attraversate da dubbi e conflitti interiori. La musica si arricchisce di elementi come il canto gregoriano e dissonanze che sottolineano questa complessità.
Un racconto che coinvolge oltre la musica
Francesca Michielin ha pensato a tutto questo progetto come a una fuga dalla rigidità e dall’omologazione del presente, diventando voce di una narrazione che prende forza da un passato idealizzato e da un’immaginazione intensa. Il messaggio si riflette non solo nella musica, ma anche nell’immagine e nella performance.
Il suo lavoro si espande anche nel mondo del fumetto con la partecipazione all’antologia internazionale “Supergirl: Il mondo”, in uscita a giugno. Francesca firma il soggetto per una storia italiana, dimostrando ancora una volta la capacità di raccontarsi attraverso linguaggi diversi e trasversali.
