
«Cos’è l’amore?», si chiede Fabien Gorgeart nel suo ultimo film, una domanda semplice ma capace di scatenare un piccolo caos familiare. Marguerite è una donna piena di vita, ma si trova improvvisamente a dover affrontare un passato che credeva sepolto: l’ex marito Fred le chiede aiuto per annullare il loro matrimonio religioso. La loro destinazione è Roma, davanti alla Sacra Rota, e quel viaggio si trasforma in un confronto tra famiglie allargate, sentimenti ingarbugliati, nuovi partner e vecchie tensioni. Tra ironia e una punta di malinconia, la commedia svela le complicazioni di legami che non si spezzano mai del tutto.
Dietro la burocrazia: l’annullamento e le famiglie moderne
Il fulcro del film è Marguerite, che vive a Rouen con la sua nuova famiglia, e il suo rapporto sorprendentemente amichevole con Fred, deciso a sposare Chloé. Per farlo, però, serve l’annullamento del matrimonio religioso precedente, un iter che si rivela tanto burocratico quanto emotivamente complesso. Il film racconta questo percorso come un’odissea che coinvolge non solo la coppia di un tempo, ma tutti i loro legami familiari. Da Rouen a Roma, si passa da un quotidiano fatto di piccoli attriti domestici a una realtà istituzionale più rigida e tradizionale.
La pellicola mette in luce la complessità delle famiglie allargate, un tema che oggi tocca molti. Marguerite e Fred si sono lasciati, ma hanno una figlia in comune; Marguerite ha un’altra bambina con il compagno attuale, Sofiane. Le loro vite si intrecciano tra scontri e ricuciture, mostrando tensioni spesso non dette. Con delicatezza e ironia, il film racconta le zone d’ombra e i piccoli scontri che caratterizzano queste nuove famiglie. I dialoghi tra gli ex coniugi mostrano difficoltà ma anche una sorprendente capacità di collaborazione, cosa non così scontata in questi racconti.
Attori in stato di grazia: leggerezza e spessore
Sul grande schermo, Laure Calamy dà vita a Marguerite con una vitalità che alterna leggerezza e decisione. Il suo personaggio è autentico, mai scontato. Vincent Macaigne, nei panni di Fred, è un uomo impacciato e incerto, che cambia volto davanti alle sfide dell’annullamento. Il confronto tra i due ex è uno dei momenti più riusciti, con battute azzeccate e situazioni di tensione che fanno sia sorridere che riflettere. Accanto a loro, Lyes Salem interpreta Sofiane, aggiungendo un ulteriore elemento al complicato intreccio affettivo.
Il film si muove con equilibrio tra ironia e momenti più seri, raccontando una realtà complicata senza appesantire. Le scene a Roma, soprattutto quelle alla Sacra Rota, portano una ventata di comicità sulle assurdità della burocrazia ecclesiastica. Il regista sfrutta queste occasioni per mettere in scena situazioni grottesche, con una critica leggera ma efficace che tiene vivo l’interesse senza scivolare nel facile umorismo.
Ironia e qualche tema lasciato in sospeso
“Cos’è l’amore?” si inserisce nella tradizione francese di mescolare commedia e una punta di malinconia. L’umorismo diverte senza strafare, ma mostra consapevolezza di situazioni spesso complesse e dolorose. Tuttavia, il film tende a trattare certi temi in modo un po’ superficiale, specie i conflitti tra genitori e figli, spesso risolti troppo in fretta per risultare credibili. Il rapporto con la figlia adolescente, per esempio, viene appena accennato senza un vero approfondimento.
La parte finale, ambientata in Vaticano, descrive la burocrazia religiosa in modo grottesco ma realistico. La Sacra Rota diventa un palcoscenico paradossale dove le contraddizioni tra regole canoniche e vite moderne emergono con forza e ironia. Il viaggio a Roma non è solo una tappa formale, ma una crisi e forse una rinascita per tutti i personaggi. La città eterna fa da sfondo ideale a questo intreccio di vecchie passioni, nuove relazioni e interrogativi sull’amore nelle sue forme più attuali.
Una commedia misurata che intrattiene senza forzare la mano
Fabien Gorgeart firma un film che regala due ore di intrattenimento calibrato, dove l’umorismo leggero convive con spunti di riflessione. Pur senza addentrarsi troppo nelle complessità delle famiglie allargate, il film riesce a raccontare una realtà contemporanea con realismo e delicatezza. Mettere in luce tensioni ma anche possibilità di convivenza e collaborazione tra personaggi legati da affetti diversi ma forti è uno dei suoi punti di forza.
Le interpretazioni, soprattutto quella di Laure Calamy, danno spessore e credibilità alla storia. Nonostante qualche momento prevedibile e temi appena accennati, “Cos’è l’amore?” resta un prodotto equilibrato, con ritmo e un tono mai pesante. Le battute e le situazioni grottesche legate alla burocrazia ecclesiastica aggiungono un tocco originale, restituendo un quadro realistico e divertente delle nuove famiglie e delle loro sfide quotidiane.
