Sanremo Story
 

IL 1996 - LA STORIA

A cura di Rey Brambilla


L’edizione dei veleni e dei bassi ascolti, l’ultima dell’era Baudo.

Baudo è malato, alle corde vocali ma non osa dirlo ma è nervoso. Lo assistono, come sempre una valletta bionda, cioè la bellissima argentina Valeria Mazza e una valletta mora e mediterranea, Sabrina Ferilli. Sabrina Ferilli è di idee del PDS e non lo nasconde: si veste spesso di rosso e chiede di togliere un quadro fascista dalla sua stanza d’albergo (Alessandra Mussolini di An la definirà “l’oca rossa”).

Baudo è bersagliato da Striscia la Notizia, si vede recapitare, per le strade di Sanremo, un macabro messaggio che parla della sua morte: lui accusa pubblicamente Striscia la Notizia, Ricci accusa lui di averlo fomentato ma non si saprà mai la verità. Si sa solo che le guardie del corpo di Baudo picchiano a calci e pugni un giornalista Rai, filmati da Striscia la Notizia.

Il Dopofestival è governato dalla giovane ma bravissima Ambra, che riesce a bloccare anche il Baudo imperante e dai critici Luciano De Crescenzo e Roberto D’Agostino; anche al Dopofestival Baudo se la prenderà (giustamente) con un giornalista, che farà domande troppo private ad Al Bano, in gara.

Gli ospiti stranieri sono pochi ma di ottima qualità: il bravissimo Bruce Springsteen, che si esibirà in un cono di luce, per la prima volta in una televisione europea in diretta ma non vuole essere intervistato, canta e se ne va via. Per l’ultima volta vengono i Take That, senza Robbie Wiliams e prossimi allo scioglimento, cantano tutti in bianco (in segno di lutto, per la “perdita” del compagno) e assediati dalle fans.

Doveva partecipare Ornella Vanoni, tra i big, con “Bello amore” ma è esclusa poiché la canzone era stata cantata già alla radio da una certa Emilia Pellegrino.

Come sempre si svolge la selezione tra le “vecchie” Nuove Proposte. Tantissimi nomi giustamente eliminati: Fedele (“Non scherzare dai”, un improbabile rap); i dahmm (“Ama”); Mara (“Non è amore”).

Vince Ron, dopo che aveva giurato di non partecipare più a Sanremo, trova però che faccia vendere dischi e ritorna con una bella “Vorrei incontrarti tra cent’anni” e con una bravissima Tosca (già nelle “nuove proposte” anni fa ma non considerata), con una bella voce. Sulla loro canzone si scatenato polemiche: un gran pezzo del brano è copiato da un sonetto del grande Sheakespeare, cosa in verità non colpevole poiché è bene mondiale e di tutti ma perché non ammetterlo? Inoltre sembra che, per un errore di scrutinamento di voti, la vittoria sia di Giorgia ma non loro, sarà un mistero.

Secondi si piazzano, con grande sorpresa, il gruppo di “Elio e le Storie Tese”. E’ forse un segno di rottura, il simpatico gruppo si presenta con una canzone ironica sulla situazione italiana: “La terra dei cachi”. Memorabile è la prima esibizione del gruppo, dove Elio si mostra con un terzo braccio posticcio e con una parrucca in testa (in realtà Elio è quasi pelato) e l’ultima dove arrivano vestiti da extra-terrestri tutti argentati, Elio inoltre ha l’abitudine di baciare, ogni volta, l’abbonato Rai, scelto a caso, in prima fila. Il gruppo crea confusione con frasi incredibili: come dire che il Festival è truccato; come la definizione che l’emozione è un apostrofo beige tra la parola “sono emozionato” e come il commento del brano di Syria (vincente tra le “nuove proposte”) che dice che è difficile andare via da un treno mentre va (Elio dirà che Syria ha ucciso Adriana Ruocco, altra “nuova proposta”, buttandola dal treno!).

Terza infine ancora Giorgia, la campionessa in carica, con un bellissimo “Strano il mio destino”.La ragazza partecipa perché “non vuole fare come quelli che vincono Sanremo ma poi no ci vanno più”; dirà poi che Sanremo non farà più per lei (ma in molti hanno detto questa frase…e poi sono tornati). A proposito di Giorgia, quest’anno i “promossi sul campo” sono abbastanza deludenti. Delude Raffaella Cavalli, con “Sarò”; Gigi Finizio con “Solo lei” e Rossella Marcone con “Una vita migliore” (una bella voce ma non una bellissima canzone) e tutti quanti spariranno nell’oblio.

L’unico che non delude è Massimo Di Cataldo, con “Se adesso te ne vai”, una bella canzone.

Alcuni Big fanno sicuramente notizia. Dopo 5 anni e per la prima volta da solo (era dal 1974 che non accadeva più) torna Al Bano. E’ da solo perché Romina è in India a girare “Sandokan”. Tutti è due sono stati colpiti da una disgrazia enorme, la oro figlia primogenita, Ylenia, è scomparsa nel nulla. Era andata a New Orleans e sembrava si fosse legata ad un ambiguo suonatore di tromba e c’è chi dice di averla vista gettarsi in un lago ed affogare. Vane le ricerche, non si saprà mai nulla. Al Bano torna a Sanremo con un pezzo dedicato a lei, “E’ la mia vita”, splendido vuol dire davvero poco e la voce di Al Bano è a dir poco superlativa. Alla sua ultima esibizione e agli applausi isterici del pubblico in sala, lui si inginocchierà sul palco piangendo. La canzone, dopo una rimonta incredibile, arriverà solo settima.

Ritorna un altro grande, dopo una sola presenza nel 1961 e un bando dalla Televisione, solo perché omosessuale, è Umberto Bindi. Torna però accompagnato dai New Trolls e con una bella canzone, “Letti”, che però evidentemente non piace più ed è relegato ultimo. Infine c’è l’esordio di un comico (che in realtà avrà un breve successo), “nato” al “Maurizio Costanzo Show” con la canzone “Azz”. E’ Federico Salvatore e porta un bel pezzo, su un omosessuale. “Sulla porta”. Salavatore ci terrà sempre a dire che lui non è omosessuale, poiché ha moglie e figli.

Una storia importante è anche quella di Paola Turci. La giovane cantante aveva subito uno spaventoso incidente stradale che l’aveva sfigurata in viso; costretta a farsi delle plastiche e ad essere bendata tutta per mesi, la cantante aveva intenzione di smettere di cantare. Sostiene però, che un gruppo di fans la veniva a trovare con una chitarra e così, anche per l’affetto di questi fans, decise di continuare. Andò a Sanremo con un bel pezzo, che descrive anche la forza di vita, che possiede ancora, “Volo così”.

Ritornano anche i vincitori delle “Nuove Proposte”, del 1995, i “Neri Per Caso”, con “Mai più sola”, un pezzo melodico senza particolari effetti. Il gruppo del resto avrà un crollo di successo, poiché è anche difficile continuare con una novità senza rinnovarsi. Bravissima è ancora Spagna, che ritorna con “E io penso a te” e la sua bellissima voce ma questa volta senza il podio.

Alla fine ecco un bel gruppo maschile: Amedeo Minghi, che porta una sua tipica composizione, “Cantare è d’amore”; Luca Barbarossa che tenta una canzone folk ma con poco successo, “Il ragazzo con la chitarra”; “L’amore è un attimo”, di un abbastanza spento Enrico Ruggeri; “Non andare via”, di Paolo Vallesi che si denota però sul viale di un prematuro tramonto; “Soli al bar” di Aleandro Baldi e Marco Guerzoni, che non è eccezionale.

Da notare il bellissimo pezzo di Riccardo Fogli, “Romanzo”, molto difficile e quindi poco compreso e il solito grandioso pezzo di Michele Zarrillo, “L’elefante e una farfalla”, una delicata poesia.

Tra le “Nuove Proposte” vince la romana Syria. Figlia di un importante discografico, la ragazza è stata scoperta per caso da Mattone, mentre con alcuni suoi amici stava cantando fuori da casa sua. Porta un brano molto melodico ma rivela una bella voce, “Non ci sto”. Un’altra scoperta è la giovanissima Adriana Ruocco, che canta “Sarò bellissima”, dove si parla di una ragazzina che aspetta di diventare grande per fidanzarsi con un ragazzo. Il suo scopritore è Migliacci che è accusato di sfruttare i minorenni.

Si fanno notare anche un gruppo di ragazzi più o meno bravi: Leandro Barsotti (“Lasciarsi amare”), Camilla (“Zerotretresette”, almeno una melodia e un testo originale); Petra Magoni (“E ci sei”); Maurizio Lauzi (“Un po’ di tempo”, figlio del grande Bruno Lauzi, ottiene molto successo dalla critica ma pochissimo dai votanti ed è ultimo) Alessandro Mara (“ci sarò”), Olivia (“Sottovoce”, una bella voce e farà carriera in teatro); Silvia Salemi (“Quando il cuore”) Alessandro Errico (“Il grido del silenzio”, un bellissimo pezzo, l’idolo delle giovanissime è scoperto da Maria De Filippi, moglie di Costanzo, che è a Sanremo per assisterlo); gli O.R.O. (“Quando ti senti sola”, un bel pezzo).

Quelli che però avranno sicuro successo sono due. Una è Marina Rei, figlia di musicisti e percussionista a sua volta, si presenta sul palco a piedi nudi e porta una bella canzone, “Al di la di questi anni”, abbastanza blues. Avrà altro successo, anche con canzoni più leggere. L’altra è una sconosciuta catanese, una bellezza acerba, magrolina e coi capelli a caschetto e una chitarra elettrica a tracolla. Porta una bella canzone, “Amore di plastica” e possiede una voce particolarissima, si chiama Carmen Consoli ed avrà un grande successo, diventando l’eroina dei giovani siciliani. Infine una curiosità.

Tra i giovani si nota un duo i Jalisse, una donna che canta (Alessandra Drusian) e un uomo che suona la chitarra elettrica, con “Liberami”. Come tanti nel giro di pochi anni non saranno nessuno ma come pochi entreranno nella storia del Festival di Sanremo.


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