Sanremo Story
 

IL 1991 - LA STORIA

A cura di Rey Brambilla


Questa sarà l’edizione con meno ascolti degli ultimi anni.

Il patron è sempre Aragozzini e la composizione è sempre la stessa, stranieri e italiani, gli stranieri non incidono più come prima, anche se sono sempre bravi.

La classifica è data sempre per i primi tre. Si ritorna all’ Ariston, come già nel 1990, è abolito il Palarock o il Palabarilla.

Gli ospiti stranieri sono pochi e famosi. Quest’anno ce ne sono davvero pochissimi: Rod Stewart, che doveva cantare due canzoni ma ne canta una sola e alcuni danzatori (l’argentino Bocca, il russo Derevianko e l’americano Ezralow); dovevano partecipare i Bee Gees ma non ci sono a causa della paura per i voli, per la guerra del Golfo che c’era allora.

A presentare sono chiamati due belli: l’ex attore di Tinto Brass, Andrea Occhipinti e l’ex-attrice porno, nonché compagna di Montezemolo, Edvige Fenech. Tutti e due si dimostreranno impacciati ed emozionati, lamentandosi del fatto che è sempre difficile presentare Sanremo. Mentre la Fenech sarà seria e abbastanza rigida, Occhipinti collezionerà un sacco di gaffes, sembrando addirittura che qualcuno le comandi (dimostrerà di non conoscere la parola “vernacolo”; sbaglierà per 28 volte il nome dei Ladri di Biciclette; confonderà la famosa marca di cucine Scavolini con “Scatolini,ecc.).

Ancora una volta la vittoria è annunciatissima, poiché il debutto del grande Riccardo Cocciante è troppo importante. Porta una canzone tipica delle sue,”Se stiamo insieme”, bella ma troppo simile a “L’appuntamento”, di Ornella Vanoni (al che Cocciante dirà che anche Bach e Betoovhen hanno copiato qualcosa!). Bellissime le espressioni di Cocciante durante la canzone. La sua canzone sarà doppiata dalla brava Sarah Jane Morris.

Secondo un altro grande ed incredibile debutto, il grande Renato Zero, il Re dei Sorcini (con lui chiama i propri fans), una suora laica addirittura si toglierà gli occhiali e gli darà un bacio dicendo “anche io sono stata sorcina e lo sono ancora nel cuore”. La sua canzone è molto bella ma si deve accontentare del secondo posto, “Spalle al muro”, firmata da Mariella Nava (anche lei in gara), tratta della dura condizione dei vecchi e si dice che Renato l’abbia pensata per suo padre. Bella l’interpretazione recitata di Zero, grazie anche all’orchestra filarmonica di Londra e di un ottima partner straniera, Grace Jones, che si fa disegnare dei baffi e finisce la canzone, facendo finta di svenire e trascinata via dal palco.

Terzo è il vincitore in carica delle “Nuove Proposte”, Marco Masini, doppiato dalla sempre bravissima Dee Dee Bridgewater, che canta “Perché lo fai”, un pezzo su una ragazza eroinomane. Anche Masini era un probabile vincitore, anche solo per la gioventù.

Il resto dei cantanti sono bravi ma sono infondo comparse. Nutrita come sempre la presenza femminile: Mietta, col bravissimo Leo Sayer, che porta una bella canzone, “Dubbi no” ma non ha lo stesso successo di “Vattene amore” (anche perché è meno bello); ritorna Fiordaliso, con una canzone però diversa dalle sue, seppure sempre bella, ma che fa denotare minore grinta e voce, “Il mare più grande che c’è”; cambia stile anche Rossana Casale, che abbandona il jazz per la musica etnica, con la sua bellissima “Terra”; Loredana Bertè questa volta porta una canzone molto più tranquilla dove anche lei dimostra meno grinta e meno voce, quindi ha meno successo,”In questa città”; ritorna la sempre brava Grazia Di Michele, accoppiata con Randy Crawford, con il bel pezzo “Se io fossi un uomo”. Infine esordisce tra i Big, anche senza vincere tra le Nuove Proposte, l’autrice Mariella Nava, portando un bellissimo pezzo,”Gli uomini”, che però è troppo difficile per la platea di Sanremo.

Nel campo maschile si notano: Umberto Tozzi, che torna con un pezzo che farà molto successo, “Gli altri siamo noi”; Amedeo Minghi, che delude con una canzone non certo bellissima “Nenè” seppur doppiato dalla grande Bonnie Tyler; Riccardo Fogli, che porta una bellissima canzone,”Io ti prego d’ascoltare”; Raf, che ritorna con “Oggi un Dio non ho”, un altro suo grande successo, accompagnato dalla brava ma sfortunata (poiché morirà poi di cancro) cantante israeliana Ofra Haza; ci riprova Enzo Jannacci, con un altra bellissima canzone impegnata, “La fotografia”, dove descrive la figura di un padre disperato, poiché suo figlio è morto per un attentato mafioso e lui stesso (il padre) è un mafioso, la canzone sarà ulteriormente apprezzata per l’interpretazione della bravissima Ute Lemper, cantante tedesca di scuola Brechtiana, che recita mentre canta; bravo, questa volta, anche Edoardo De Crescenzo, con “La musica va” ed infine è da notare il bellissimo pezzo di Gianni Bella, scritto da Mogol e doppiato dalla formidabile Gloria Gaynor, “La fila degli oleandri”, che narra dell’infanzia di Mogol. Curiosa è la presenza di Al Bano e Romina Power, reduci da una crisi matrimoniale (purtroppo la seconda sarà fatale), che portano una canzone più realistica, “Oggi sposi”, dove raccontano felici il fatto che abbiano passato questa crisi. Doppierà la loro canzone Tyrone Power Junior, il figlio di Tyrone Power (che però non ha mai visto il padre) e fratellastro di Romina; il giovane non sa assolutamente l’italiano e la sua “interprete” per i giornalisti, sarà la sfortunata primogenita della coppia Ylenia Carrisi.

Clamoroso è il debutto di un cantante, da molti anni in carriera ma sempre relegato nei bassifondi, Pierangelo Bertoli, che purtroppo è costretto sulla sedia a rotelle. Accompagnato (ovviamente non come partner stranieri) dal gruppo sardo dei Tazenda, canterà una canzone che diverrà un vero tormentone, “Spunta la luna dal monte”, con pezzi in sardo dei Tazenda che lo stesso Bertoli tradurrà in contemporanea sul palco. Infine è da notare la presenza di colore del gruppo dei Ladri di Biciclette (il cui leader dotato di una voce roca è Paolo Belli), già esplosi nel 1989 con “Ladri di Biciclette”, la loro canzone sarà un funky. “Sbatti ben su del Be-Bop”, molto ballabile ma il successo del gruppo sarà breve.

Da notare infine la comparsa di due bombe sexy, Jo Squillo e Sabrina Salerno (che si esibiranno clamorosamente in costume due pezzi) con la ballabile e femminista, “Siamo donne”.

Tra i giovani vince l’ennesimo prodotto toscano di Bigazzi, Paolo Vallesi con “Le persone inutili”. Il cantante avrà un breve successo ma poi sparirà un po’ nei bassifondi. Da segnalare la presenza di: Rita Forte (terza con “E’ soltanto una canzone”, con una bella voce che parteciperà ad alcuni Sanremo e poi diverrà una cantante in Televisione; Irene Fargo, bravissima e bellissima voce (“La donna di Ibsen”), che però sparirà presto e del gruppo dei Timoria, con “L’uomo che ride”, che avranno un loro successo ma sempre fuori da riflettori. Infine ci sono i doppi sensi di: Gianni Mazza, ulteriore “creatura” di Renzo Arbore, che avrà un certo successo con “Il lazzo” ma poi diverrà un apprezzato direttore di orchestra e Marco Carena (“Serenata”), scoperto da Maurizio Costanzo, una cantante surreale che però avrà un successo breve.

Una curiosità è il gruppo delle Compilations (“Donne del 2000″) fatto di ragazze, che non avrà successo, ma una di esse vincerà le “Nuove Proposte” l’anno dopo Francesca Alotta.


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