Sanremo Story
 

IL 1989 - LA STORIA

A cura di Rey Brambilla


Il primo Sanremo del patron Adriano Aragozzini (si dice molto vicino alla Rai e Gianni Agus), dopo l’abbandono di Marco Ravera, ha molte novità. Viene detto “progetto Zeus”, poiché ogni cosa è ingigantita.

I classici due gironi (Giovani e Big) vengono aumentati a 3 (spesso senza una specifica suddivisione): i Big (cantanti affermati) Emergenti (coloro che hanno almeno un 33 giri all’attivo) Nuovi (coloro che non abbiano mai fatto parte dei Big).

I presentatori sono sicuramente la nota stonata di questo Sanremo, dopo una vana partecipazione di Renato Pozzetto, vengono scelti quattro figli d’arte: Rosita Celentano (figlia del “molleggiato”), Paola Dominguin (figlia di Lucia Bosè), Daniel Quinn (figlio di Anthony Quinn) e Gianmarco Tognazzi (figlio di Ugo Tognazzi). Al Palabarilla (non più Palarock, in onore dello sponsor): Kay Sandvick e Anne Claire Matz. I 4 ragazzi si comporteranno malissimo, tra varie gaffes e impacci (il più famoso è quello di Daniel Quinn, che paragona la comunicabilità della azienda Barilla, alla comunicabilità del grande ospite dell’edizione, Ray Charles).

Gli ospiti sono tantissimi e famosi: Charles Aznavour, Elton John Ray Charles e Dee Dee Bridgewater (che si esibiranno in un duetto da brividi), Boy George, Chico Barque, Depeche Mode, Sandie Show, Nick Kamen, Cliff Richard, Simply Red, Ofra Haza (che purtroppo è stata poi uccisa da un cancro) e gli Europe.

Vengono invitati due comici e tutti e due faranno scandalo. Beppe Grillo, che farà un lungo monologo (prima assicurerà di seguire un certo canovaccio ma poi farà di testa sua), incolpando il giornalista Sandro Mayer, di un intervista con domande stupide al piccolo rapito, Marco Flora (quando Paola Dominguin gli porta un bicchiere d’acqua, lui l’accoglie con un “poverina, anche tu cosa c’entri..”) Inviterà chi è dalla sua parte, ad alzarsi in piedi, poiché non è giusto che poi solo lui si becchi le grane, e tutti si alzano.

La seconda grana viene però dal bravissimo trio: Anna Marchesini, Tullio Solenghi e Massimo Lopez; il secondo, con tanto di remo in mano, imita San Remo e cita dei passi della Bibbia… il Vaticano è scandalizzato e il trio si difende dicendo che già, lo stesso sketch, era stato fatto a Domenica In. Aragozzini prometterà che al prossimo Sanremo, i comici staranno solo seduti a seguire il Festival.

Alla fine vince che di più si aspettava, cioè un duo formato apposta per vincere: Anna Oxa, questa volta in abito più sobrio e meno lunare del solito e il grande Fausto Leali, il “negro bianco”. La canzone, “Ti lascerò”, forse non è bellissima ma è bello l’accoppiamento tra la voce roca di Leali e la bellissima voce di Anna Oxa.

Secondo, per la terza volta consecutiva, Toto Cutugno, che è molto criticato poiché porta una canzone appositamente per Sanremo “Le mamme”. Toto è come sempre in litigio coi giornalisti, che lo prendono sempre di mira.

Terzi, e criticatissimi a tal punto che quando ricevono il premio lui invita chi fischia ad uscire dal teatro, sono Al Bano e Romina Power, che portano una curiosa canzone, sicuramente meno “zuccherosa” delle altre e più varia di melodia,”Cara terra mia”; un contenuto ecologico, un problema molto pressante in questi anni.

Per il resto Aragozzini, grazie alle sue amicizie, porta a Sanremo Big assenti da molti anni: Gino Paoli (1967), che porta una bellissima canzone delle sue ma come sempre non troppo apprezzata,”Questa volta no” (Paoli vorrà cantare con un gruppo di accompagnamento e, nonostante le regole lo vietino, ci riesce forse per il nome che ha) e Ornella Vanoni (1970) che porta un altro bellissimo pezzo “Io come farò”.

Altri Big degli anni ’60 partecipano: Fred Bongusto, con una bella canzone,”Scusa”, che però non è apprezzata dal pubblico del Totip; Gigliola Cinquetti, che si esibisce per la prima volta in una musica latina, con tanto di balletto e minigonna, in “Ciao” e il solito Peppino Di Capri, che porta una bella canzone, dedicata al suo pianoforte “Il mio pianoforte”.

Forte è anche la presenza comica: Gigi Sabani, con una canzone scritta da Toto Cutugno, “La fine del mondo”, che descrive con ironia il giorno della fine del mondo, Sabani canta un po’ imitando e finisce penultimo non apprezzato. Debutta Francesco Salvi, un comico demenziale il cui successo è arrivato con “C’è da spostare una macchina”, porta una canzone,”Esatto” attorniato da un gruppo di uomini travestiti da maiali; la canzone è un tentativo di fare cantare degli animali ma tutto è un fiasco, l’unico animale che sa dire qualcosa (cioè nulla) è un pesce, avrà un grande successo in Hit Parade.

A Sanremo si presenta anche Marisa Laurito, la stella di Renzo Arbore, con “Il babà è una cosa seria”, una canzone a forti doppi sensi sul sesso (come ammetterà lei stessa).

Per il resto vi sono dei clamorosi debutti:il più vecchio cantante mai andato in gara a Sanremo, dopo un lungo periodo di silenzio, il glorioso Renato Carosone, con “Una canzuncella doce doce”, una canzone allegra, tipica del repertorio napoletano. Debutta anche il mitico cantante degli anni ’60, sempre impegnato, il cantante-dottore Enzo Jannacci.Va a Sanremo “tanto per provare”, con un bellissimo testo, “Se me lo dicevi prima”, cioè la classica risposta che da un uomo posato a chi sta male, in questo caso un tossico dipendente. Un altro grande debutto è Jovanotti, non ancora contagiato dal Rap, il giovane cantante arriva a Sanremo con zainetti firmati e abbigliamento semplice ma con 4 guardie del corpo che malmenano chiunque si avvicini. La sua canzone, “Vasco”, è un inno ai bravi ragazzi e alla brava gioventù ed è un assalto a Vasco Rossi, Jovanotti a Sanremo ha anche una relazione con la presentatrice, Rosita Celentano.

Dopo sette anni torna anche Mia Martini, a cui ancora una volta viene chiesto di uscire dal suo isolamento, canta un pezzo straordinario,”Almeno tu nell’universo”, dedicata la suo amore. Per altro ritorna, per tentare un nuovo successo, Tullio De Piscopo, ma la sua “Allora,allora” è divertente ma non di certo bella come “Andamento lento”. Ci riprova anche Raf,con la sua bellissima “Cosa resterà degli anni ’80”, un bilancio del decennio che si chiude.

Per il resto è da ricordare le altre cantanti: Rossana Casale, con la sua bellissima “A che servono gli Dei”, sempre jazzistica e con un bellissimo basso da sottofondo; Fiordaliso, con la bella e grintosa,”Se non avessi te” e Dori Ghezzi, con la sua particolare “Il cuore delle donne”. Infine è da ricordare la presenza di Riccardo Fogli, con la sua bella “Non finisce così” e Sergio Caputo, che porta un brano allegro, “Rifarsi una vita”, che però non è apprezzato dai votanti al Totip, che lo spediscono all’ultimo posto. Infine c’è da notare la presenza dei Ricchi e Poveri, che continuano la strada dell’addio alla “canzonetta”, portando una bella canzone che rivela la bella voce di Angela, “Chi voglio sei tu”. Presenza opaca è di Edoardo De Crescenzo, che porta l’ennesima canzone melodica, “Come mi vuoi”.

Per quanto riguarda la categoria “emergenti”, dove si deve aver composto un 33 giri. La categoria è vinta, finalmente, dalla brava Paola Turci e la sua voce calda,che canta “Bambini”, accompagnata alla chitarra. Pino D’angiò, poi famosissimo bassista, si ritira poiché non sopporta l’atmosfera di tensione del Festival.

Nel girone partecipano: Aleandro Baldi, che è terzo con “E sia così”; Marina Arcangeli, “Il poeta”, ex corista della Nuova Schola Cantorum; la Steve Rogers Band, con “Uno di noi”, il gruppo che segue Vasco Rossi in concerto, già famoso per “Alzati la gonna” e addirittura Gepy e Gepy, il grassissimo cantante del “Piper”, famoso per essere stato il primo cantante rithym and blues in Italia.

Nei “nuovi” vince invece la brava Mietta con la sua voce nasale e “Canzoni”, scritta da Amedeo Minghi. Partecipa Gianluca Guidi, figlio di Johnny Dorelli, con “Amore è”, che entrerà in finale, ma poi abbandonerà il canto per il teatro; ritornerà Aida Satta Flores (“Certi uomini”) che va in finale e Franco Fasano e Jo Chiarello, debuttanti a Sanremo nel 1981, che si piazzano seconda (lei) e terzo (lui) (“Io e il cielo” e “E quel giorno non mi perderai più”). Curiosa è la presenza delle due sorelle, scoperte da Gianni Boncompagni, Brigitta e Benedicta Boccoli, che cantano “Stella”; Benedicta si fidanzerà con Gianluca Guidi, il figlio di Dorelli.


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