Sanremo Story
 

IL 1986 - LA STORIA

A cura di Rey Brambilla


La novità più grossa di questa edizione è il ritorno dell'esecuzione vocale, senza play-back, il play-back è solo per gli ospiti. 

Presenta per la prima volta una donna, come presentatrice principale, Loretta Goggi e il gruppo della trasmissione "Discoring", che in quei anni presentava le ultime novità discografiche, cioè Anna Pettinelli, Sergio Mancinelli e Mauro Micheloni. 

Loretta Goggi si comporterà benissimo e senza alcuna gaffe, a parte un sorriso eternamente stampato in bocca e una confusione nel presentare i primi tre  cantanti (Renzo Arbore la spiazzerà rivelando senza suspence che il vincitore è Eros Ramazzotti). 

Quest'anno si svolge pure una gara tra video-clip più famosi (Mick Jagger, Simple Minds, Talking Heads, Eurytmichs) e vince quello di David Bowie. Al festival c'è anche il "reuccio", Claudio Villa,in veste di critico (un ruolo in cui è a suo agio) e va in forte polemica con Gianni Ravera, sempre sulle giurie dei "giovani", che non sono segrete (quello che dice Villa). 

Purtroppo, il destino vuole, che questo sia l'ultimo Sanremo e l'ultimo scontro tra i due. Ravera, il patron per tanti Sanremo (18) morirà a Maggio e il grande "reuccio", come si vedrà, morirà proprio alla serata finale dell'anno dopo. 

Anche in questa edizione risaltano gli ospiti, anche se non tanti come gli altri anni.In particolare gli idoli di quel periodo (Fine Young Cannibals, Prefabe Sprout) dei bravissimi gruppi (Drum Theatre e Depeche Mode) e il sempre potente gruppo degli Spandau Ballet. L'ospite d'onore è però il grande Sting, che canta il suo ultimo è suggestivo pezzo "Russian", sulla guerra fredda ormai sul declinare, insicuro davanti al play-back. 

Il vincitore, come è stato detto, fu Eros Ramazzotti, meritatamente, con la bellissima "Adesso tu" ,che suggella il suo successo che andrà poi al di là di Sanremo. La canzone è a tratti una canzone autobiografica. 

Secondo è Renzo Arbore. 

Il presentatore ha sempre dato voce al Festival, come critico e Ravera lo voleva come presentatore ma lui pensava fosse più divertente partecipare in gara e così è stato. Forte del successo di "Quelli della notte", era avversato da molti partecipanti che non accettavano questa disparità; accompagnato dai i suoi fedelissimi (tra cui Gegè Telesforo), che suonavano con lui sul palco, portò una canzone originalissima,"Il clarinetto", che descriveva un equivoco tra un ragazzo che parla di musica e di clarinetto e una ragazza che crede si intenda il sesso...tutta la canzone è basata su questo doppio senso, con molto divertimento. 

Terza, infine, quella che era una delle 8 donne presenti (sul podio ne salì una sola), Marcella. La sua canzone è molto bella "Senza un briciolo di testa" e merita il terzo posto. 

Questa è però un edizione di bellissime canzoni. Non è presente, come dovrebbe essere d'ufficio, la "giovane" vincitrice in carica, Cinzia Corrado, la sua stella è già tramontata. Come si diceva, forte è la presenza delle donne. 

Il caso più clamoroso è quello di Loredana Bertè. Il suo è un debutto, di una cantante sempre sopra le righe; vuole stupire e da subito dice che la sua esibizione farà piacere ai maschi e difatti si esibisce sul palco con una finta pancia da "mamma" e con un gruppo di ballerine ancheggianti. La sua canzone è molto grintosa, con la sua solita voce rauca,"Re", scritta da Mango (anche lui in gara). Loredana si arrabbierà per le critiche alla sua esibizione, dicendo che rappresenta un dolcissimo momento per una donna e che,se l'avesse fatto Madonna, nessuno avrebbe detto nulla;l a Bertè vuole vincere e si arrabbierà molto quando saprà del suo non posto. E poi Rettore (a Sanremo dopo il 1977 e per la prima volta col solo nome di Rettore). Vestita come una dama del '700, la Rettore porta una bella canzone,"Amore stella" ma la cosa più significativa è la discussione a parole con Loredana Bertè e l'azzittimento di Toto Cutugno (che stava descrivendo la sua canzone ma è azzittito da un "zitto tu, falso Celentano!"). 

Loredana Bertè è bersagliata da frasi ironiche ("in età vince lei ma in altezza vinco io", "Luridona Bidet") e con risposte pesanti da parte di Loredana. Una donna completamente diversa è Orietta Berti, tornata a Sanremo con un vestito elegante e tranquillo, che stupisce come sempre con ironia, cantando "Futuro", dove si descrive la guerra fredda (che in quell'anno era in via di conclusione) e dice il suo fermo desiderio che i suoi figli ne restino fuori. 

Curiosa è la attinenza tematica con "Russians" di Sting. Fiordaliso esprime questa volta,dopo la dedica al figlio dell'anno scorso, tutta la sua rabbia e potenza vocale, con la bella "Fatti miei". Flavia Fortunato, che porta una bellissima, ma con poco successo,"Verso il 2000". 

I casi più clamorosi sono però sicuramente: Anna Oxa, che stupisce ancora con la sua bellezza lunare e l'ombelico nudo, mostrando la sua grande voce con una bella canzone dedicata ai suoi fans,"E' tutto un attimo" (una canzone di suo marito di allora, Ciani e Umberto Smaila!) e Rossana Casale, esordiente cantante jazz (che ringrazierà sempre Ravera per averla lo stesso ammessa a Sanremo, che con la sua bella voce delicata ma molto jazz, porta la sua bellissima "Brividi"; seppur nell'ambiente più alternativo e jazzistico, avrà molto successo. 

Tra gli uomini, a parte Marco Armani, che porta un brano senza grande spessore ("Uno sull'altro"), vi sono ancora dei bei pezzi: ritorna il glorioso Sergio Endrigo (dal 1976), che porta però un brano bello ma non certo alla sua altezza (come dirà lui stesso),"Canzone italiana"; Luca Barbarossa, dopo il promettente esordio nel 1981, che porta un bellissimo pezzo dedicato alla Roma dove lui ha vissuto e vive,"Via Margutta", non compreso però dai votanti del Totip; Fred Bongusto (anche lui assente da molto tempo, che porta un curioso motivo che descrive il suo amato mondo del piano-bar ("Cantare"); Toto Cutugno, con un brano carino,"Azzurra malinconia" ma non all'altezza dei suoi brani a venire e dei passati; Enrico Ruggeri, che abbandona gli occhiali particolari e i capelli colorati, per portare una brano di classe,"Rien ne va plus", che paragona la vita ad una ruolette del casinò ed infine Zucchero (che d'ora in poi non parteciperà più e spiccherà il volo verso altri traguardi) con la bellissima, ma ovviamente incompresa,"Canzone triste".Zucchero stringerà proprio qui a Sanremo, i rapporti col suo futuro partner, Sting. 

Dopo l'esperienza nelle "nuove proposte", Sanremo vede sbocciare una grande conferma, Mango, con la sua bellissima "Lei verrà", che diventerà uno dei suoi migliori successi, una bellissima melodia accompagnata da una bellissima canzone. Infine ci sono le curiosità: Nino D'Angelo, il famoso caschetto d'oro, idolo dei ragazzi napoletani, che terrorizzato si presenta al Festival (prima di entrare in scena bacia sempre la foto di sua nonna defunta), cantando una bella "Vai" e Scialpi, una creatura di Migliacci, a cui è dato un look punk e una canzone molto giovanile, "No east no west". 

Purtroppo il ragazzo non avrà il successo sperato e sarà costretto a cambiare spesso look. Si notano infine la presenza di due gruppi, molto diversi uno dall'altro. Gli Stadio,con un pezzo un po' meno del precedente ("Allo stadio") ma sempre piacevole,"Canzoni alla radio", come sempre firmato dal giovane Luca Carboni, he però finirà ancora ultimo e non apprezzato dagli elettori. Infine una nota di colore, l'esibizione dei Righeira, già famosi per la celeberrima "Vamos alla playa", che portano una divertente "Innamoratissimo". I due ragazzi, coi capelli tinti, hanno paura che la mancanza del play-back li sfianchi la voce, visto che loro ballano e cantano contemporaneamente. 

Curioso è il particolare che sul palco si presenta un solo Righeira l'altro arriva dopo il primo ritornello, saltando letteralmente sul palco. 

La categoria delle "nuove proposte" diventa invece sempre più un riciclaggio di vecchi cantanti che ritentano la  strada, con più o meno successo. 

Ci riprova la vecchia e rimaneggiata Nova Schola Cantorum ("Azzurra anima"), che non raggiunge la finale; ci riprovano Carnacina ("..E camminiamo") e Calcagno ("Quando l'unica sei tu"), di cui però solo il primo andrà in finale ma con scarsa fortuna. Aida Satta Flores, che non va in finale con "Croce del sud". Vince la brava e bella Lena Biolcati, con "Grande grande amore", cui però purtroppo un incidente vocale gli costerà un successo sicuro. 

Da notare l'anticonformista Francesco Hertz, che è sesto con "Ma non finisce mica qui". Inoltre vi sono due debutti importanti: il primo, che arriverà secondo con la bella "La nave va", è un farmacista non vedente, i cui amici costringono a partecipare, è Aleandro Baldi ed avrà un certo successo nella musica italiana. 

La seconda interprete è una brava cantante dalla voce calda e di un certo fascino, Paola Turci, che non va in finale con "L'uomo di ieri" ma avrà un grosso successo.


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