Sanremo Story
 

IL 1981 - LA STORIA

A cura di Rey Brambilla


A questo festival si respira aria di rinascita e sarà così. Il patron Gianni Ravera cambia molte cose. Prima di tutto non c'è più l'orchestra ma solo le basi musicali, le canzoni sono 28, di cui 12 di Big che passano di sicuro la finale e 16 di giovani, di cui 4 verranno eliminati ed inoltre per la prima volta, dopo tanto tempo, la televisione trasmette per intere tutte e 3 le serate.

Presenta ancora Claudio Checchetto (che creerà la sua famosissima sigla "Gioca juer"), con la bella e senza veli Eleonora Vallone (che prenderà papere su papere) e la grande Nilla Pizzi, assaltata dagli autografi ed inoltre dal casinò Franco Solfiti.

Ci sarà un  giuria "vip" composta da attori come: Eleonora Giorgi, Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Giancarlo Giannini e il famoso regista Sergio Leone.
Inoltre ci saranno molti ospiti Lando Buzzanca (come comico), Charles Aznavour, la giovanissima Lio, Barry Withe, Robert Palmer i bad Manners (il cui leader esibisce uno spogliarello sul palco) e i mitici Dire Straits.

Al casinò Milva e Mario Merola. Ci dovrebbe essere anche il grande Telly Savalas ma è impegnato. la prima grana scoppia con il comico Massimo Troisi, Ravera e la Rai, terrorizzati dal caso Benigni, chiedono prima al comico delucidazioni su cosa tratterà a lui dice: il terremoto in Irpinia, la religione e la politica. Tutto bene ma non per la Rai, che chiede al comico di scegliersi un altro argomento ma lui si offende e resta in albergo, senza partecipare alla trasmissione.

Ci sono molti cantanti e molte belle canzoni ma è tra queste che accade un ennesimo problema.

Tornano i Ricchi e Poveri, con l'allegra "Sarà perché ti amo" (che andrà in finale) ma per la prima volta sono in tre, poiché Marina ha litigato col gruppo (avendo avuto una relazione col marito di Angela) e ha cercato successo da sola pure cercando un finto fidanzamento con Walter Chiari; Marina però si presenta lo stesso, col suo legale, promettendo querele se non canta coi suoi ex-compagni....il pretore  decide che è giusto che lei canti, in caso si annullerebbe il Festival poiché i Ricchi e Poveri sarebbero illeciti ma poi accade qualcosa, un discorso tra i 3 Ricchi e Poveri e i loro discografici (e si dice forse qualche lauta mancia a Marina) ed è così che Marina si accontenta di un posto in prima fila e promette che si farà risentire (non sarà così).

Una curiosità è che, per un equivoco curioso, sul giornale appare il nome di Michela Russo (al posto di Marina Occhiena), esiste in verità un Michele Russo ma è l'assessore di Sanremo!.

Vince Alice, cioè la Carla Bissi del 1972, che con un abito da cavallerizza e con una voce ed uno sguardo deciso, canta la sua grintosa "Per Elisa", scritta dal suo pigmalione Franco Battiato. Grintosa come non mai la cantante non è affatto stupita della sua vittoria, perché, dice,la sua canzone è la più bella di tutte.

Seconda è la bravissima attrice ed imitatrice, Loretta Goggi. Loretta destava molti dubbi, poiché si pensava che la sua canzone fosse una imitazione di altre sue imitazioni ma in verità, lei, a sorpresa tira fuori una bellissima voce per una bellissima canzone "Maledetta primavera" (molti malignamente e per la brutta acconciatura della Goggi, la ribatezzano "maledetta parrucchiera") e piange stupita e felice tra le braccia di sua sorella dopo l'annuncio del secondo posto.

Terzo infine un bravo strumentista e cantautore, Dario Baldan Bembo (già nelle Hit Parade con "Aria"), con la sua "Tu cosa fai stasera?", serissimo e bravo nella sua esecuzione.

In questo festival come sempre ci sono i vecchi big: i già detti Ricchi e Poveri, Bobby Solo che gusta ancora la sua nuova fama ("Non posso perderti") questa volta in finale e la brava Orietta Berti che, abbandonati i panni della melodica, con intelligenze ironizza su una sua vecchia canzone ("Finché la barca va") che diventa "La barca non va più", una chiara satira contro il governo italiano, accompagnata da un coro di bambini (di giornalisti e discografici romani) tra cui uno che è costretto a ripetere la parola "casino".

E' da segnalare inoltre la presenza contemporanea di due fratelli in gara: Gianni e Marcella Bella; il primo con una bellissima canzone,"Questo amore non si tocca" e la seconda con una canzone poco impegnata, "Pensa per te", tutti e due guadagnano la finale.
Questo Sanremo vede anche il debutto di grandi interpreti.

Un giovane romano, la cui canzone "Roma puttana" è censurata in "Roma spogliata", che canta una bella canzone accompagnato dalla chitarra, si chiama Luca Barbarossa ed avrà molto successo a Sanremo.

Un napoletano verace con gli occhiali e baffuto, di nome Edoardo De Crescenzo, che porta una bellissima "Ancora", considerata una delle più belle canzoni italiane, peccato che De Crescenzo tornerà altre volte a Sanremo, tentando invano di bissare il successo di "Ancora".

Una ex-cascatrice del cinema, con piccola fama negli anni '60, che torna con grinta e bellezza da vendere, con un pezzo dalle tinte forti (accenna anche alla prostituzione) "Caffè nero bollente" di Fiorella Mannoia, che tornerà poi con meno grinta ma con gran voce e classe di pezzi stupendi.

Un altro giovane di scuola romana, che porterà una bella canzone,"Su quel pianeta libero", Michele Zarrillo, a cui il successo arriderà poco ma sarà sempre stimato per le sue belle canzoni.

Inoltre tornano i Collage ("I ragazzi che si amano") Napolitano ("Mille volte ti amo") Malepasso ("Amore mio"), gli ultimi due saranno eliminati ma ciascuno porterà canzoni bruttine, la loro piccola stella si è spenta.

Sono bravi gli Opera, con la bella "Guerriero" ma non vedranno la finale e il giovane Franco Fasano (con la spensierata "Un'isola alle Haway), che non vedrà la finale ma avrà qualche successo come autore.

Si nota anche la giovane Jo Chiarello, pupilla del tenebroso e maledetto Franco Califano ma con "Che brutto affare" non avrà fortuna.
Tra gli stranieri furoreggia  la disco music: Tom Hooker ("Toccami" non va in finale) i Passangers ("Midnight" va in finale) e Carmen e Thompson ("Follow me" va in finale).
Partecipa anche uno straniero che desta curiosità, Sterling Saint Jacques, il "nero con gli occhi azzurri" (sembra no convincere e si dirà che aveva le lenti a contatto) che va in finale con la sua "Blue" ma sparisce poi dalla circolazione.

Infine ricompare la canzone demenziale: Paolo Barabani ("Hop, hop somarello" una surreale canzone religiosa, che va in finale), Marinella ("Ma chi te lo fa fare", una canzone qualunquista che va in finale), Domenico Mattia ("Tulilemble", una canzone su un gioco per bambini che non va in finale) ed infine Stefano Tosi ("Io mi", dal testo insensato ma che guadagna la finale).

Tutti quanti spariranno nell'anonimato.


<-- 1980 - 1982 -->

SanremoStory
 
| Chi siamo | Contatti

|

© SanremoStory