Sanremo Story
 

IL 1980 - LA STORIA

A cura di Rey Brambilla


Per in trentennale di Sanremo, Ravera (sempre affiancato da Gianni Naso), non vuole celebrazioni o tristezze ed è così che trasforma il palco in una discoteca (di cui però in Tv si vede gran poco!) e chiama come conduttore il preferito dei giovani, Claudio Cecchetto e la ragazza che fa il verso a Rita Haworth, Olimpia Carlisi ed inoltre il comico "disturbatore", Roberto Benigni ed infine dal casinò Daniele Piombi.

Cecchetto sarà soprattutto fondamentale nelle prime due serate in radio ma alla serata finale sarà, come diremo, lo show di Benigni.

Come sempre ci sono tanti ospiti: i re della musica dance (Billy Preston, ecc.), la grande Dionne Warwick (che ritorna a Sanremo) ed inoltre il mimo David Zed, l'attore Alberto Sordi e il cantante comico Pippo Franco.

30 sono i cantanti:10 big, con la finale assicurata (il simpatico Bobby Solo non si mette tra questi) e 20 giovani, di cui 10 saranno eliminati.

La vittoria va all'ex leader degli Albatros, Toto Cutugno, ombroso e antipatico coi giornalisti, con la bella (anche se non bellissima) "Solo noi". Toto avrà poi un forte successo negli anni a venire.

Ci sono poi tre ex "senatori", contenti di ritrovare il pubblico:il grande Gianni Morandi, che torna dopo un lungo ed umiliante ritorno alla gavetta, con una canzone del grande De Gregori, "Mariù", che lo porterà in finale ma non gli darà la fortuna; Peppino Di Capri, che si "giovanizza" con "Tu cioè" e va in finale (pur non ottenendo la vittoria come nel 1973 e 1976) e Bobby Solo, che è felicissimo che la gente lo ami ancora, dopo un periodo di buio e offre anche lui un testo giovane, come "Gelosia" (che non va in finale) ma che scandalizza con la sua "ci sto bene un casino con te".

Partecipano inoltre alcuni cantanti già famosi: Alberto Cheli ("Passerà") e Aldo Donati ("Canterò canterò canterò") ex membri della Schola Cantorum, che vanno in finale ma la loro carriera si ferma li; Leroy Gomez, che aveva ottenuto un certo successo con gli Santa Esmeralda e la versione di "Don't let me be misonderstood" ma passa del tutto sotto silenzio (pur andando in finale) con "Tu mi manchi dentro"; Leano Morelli con l'apprezzabile "Musica regina" ed infine Stefano Rosso, che scoppiò anni fa con "Una storia disonesta" e torna con la sua satirica "L'italiano", sulle particolarità dell'Italiano medio, va in finale ma non ha lo stesso successo.

Inoltre si notano degli esordienti: Francesco Magni,con "Voglio l'erba voglio", una canzone con doppi significati e con una frase scottante (dove si parla di farsi una pera), che viene censurata ma il cantante si dimentica e la canta lo stesso, va in finale ma il suo nome scomparirà presto.

Inoltre c'è da notare il debutto di tre cantanti. Enzo Malepasso, grande autore, che porta una canzone bruttina,"Ti voglio bene", che si piazza però al secondo posto.

Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, cantante di bassissima statura, che canta "Su di noi", una bella canzone che sancirà il successo di questo simpatico cantante, entrerà in finale ed arriverà terzo, (Pupo racconterà più avanti che, preso dall'emozione, a quel Festival urinò nel cappello di un signore!).

Inoltre nasce un nuovo gruppo, I Decibel, che cantano "Contessa", una canzone particolare, che non arriverà in finale, che sbeffeggia il grande Renato Zero. Il leader di questo gruppo è un tipo un po' strano, coi capelli biondi tinti e gli occhiali da sole più strani possibili; si chiama Enrico Ruggeri, il gruppo si scioglierà ma lui avrà un grande successo, anche a Sanremo.

Memorabile è l'affermazione di un altra giovane sconosciuta, Mela Lo Cicero che dirà "io non sono una mela matura,sono una mela acerba". Curiosa, in questo Sanremo, la miscela di parentele: si presenta il fratello di Wess, Orlando Johnson con "Il sole canta", che raggiungerà la finale e la sorella di Mike Oldfield, Sally Oldiflield, che avrà la finale con "I sing for you".

Il gioco di famiglia più clamoroso è quello però del tale Giorgio Zito col suo gruppo dei Diesel.

Il cantante è in verità Giorgio Bennato, fratello di Edoardo ed Eugenio,che non vorrebbero un terzo fratello nel mondo della musica, poiché sarebbe troppo inflazionata dai Bennato e lo costringono ad usare il cognome della madre, Zito; Giorgi porterà una canzone molto simile al successo del fratello Edoardo, "Sono solo canzonette", che si chiama "Ma vai, vai" e descrive le traversie di un uomo che cerca lavoro tra i potenti, accompagnato da una buona musica rock, arriverà in finale ma senza successo.

Questo Sanremo ha però il difetto, come altri di fare risaltare di più il conduttore che i cantanti. Roberto Begnini rassicurava Ravera, dicendo che sarebbe stato tranquillissimo eccetto per un bacio che avrebbe dato alla sua partner, Olimpia Carlisi.

Sul palco il comico si scatena ed è irrefrenabile. Prima di tutto si rivolge al papa, chiamandolo amichevolmente (urlandolo) "Woytilaccio!" e anche all'ora presidente del consiglio, Cossiga, "Cossigaccio!", invita inoltre sul palco, come ospite Giulio Cappelli, che non è altro che un cienciaiolo del paese di Benigni, che è tutto contento di aver l'abergo pagato; dedica le canzoni di Sanremo ai politici di allora:"ai democristiani "Solo noi", ai comunisti "Gelosia", ai radicali "Voglio l'erba voglio", ai repubblicani "Va pensiero" e a Tanasssi "Passerà".

Infine il previsto bacio ad Olimpia Carlisi, è un imbarazzantissimo bacio di 45 secondi in eurovisione, sulla bocca.

Alla fine Benigni stesso dirà, a proposito di Sanremo,"après nous le deluge, cioè dopo Benigni il diluvio".


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