Sanremo Story
 

IL 1976 - LA STORIA

A cura di Mirko Fini


Dopo la disastrosa e precedente edizione, il Comune torna ad affidare l'organizzazione ad un vero patron Vittorio Salvetti, il quale cerca di riportare agli antichi fasti la manifestazione.

Dapprima ingaggia tutta una serie di ospiti importanti per ridare linfa ad un festival che spera in una rinascita; Domenico Modugno che lancia dalla riviera sanremese il suo nuovo singolo di successo"Il maestro di violino", Rita Pavone che propone un medley di suoi successi, Erminio Macario che con "pel di carota" recita dei frammenti da una commedia musicale di prossima rappresentazione nei maggiori teatri italiani, Mario Del Monaco per gli amanti della lirica, Adamo ed Julio Jglesias quali esponenti della musica internazionale di successo e la star del momento Suzi Quatro.

La direzione d'orchestra viene affidata a Riccardo Vantellini. L'orchestra Azzurra composta da Hengel Gualdi, Ely Neri, Glauco Masetti, Bruno Martino, ripete i motivi in gara per sottoporli alle votazioni.

I giovani sono attirati dalla dance che si balla in discoteca, quindi il buon Salvetti ingaggia un ex cantante oggi apprezzato dj per condurre questa edizione: Giancarlo Guardabassi noto per la sua "erre" francese che conduce la rassegna appollaiato su uno sgabello (il massimo della non formalità).

Tutto questo per adeguare la manifestazione a gusti più moderni. Inoltre si escogita un meccanismo nuovo di gara: Le canzoni trenta per l'esattezza vengono divise in 5 squadre di 6 cantanti, di cui 2 "caposquadra" (big) accedono direttamente alla finale.

Dei rimanenti quattro brani in gara per squadra, quello che ha raggiunto più voti accede alla terza serata ed il secondo classificato viene ripescato per poi tornare a proporre il brano la serata successiva; infatti le cinque canzoni piazzatesi al secondo posto di ogni squadra torneranno a sfidarsi e su cinque pezzi solamente tre accederanno alla finale.

Le serate vengono trasmesse via radio e la terza serata in diretta televisiva. Gli ospiti registrano la loro performance per cui si esibiranno in playback. Viene invitata Radio Montecarlo (al top del successo) che istituisce due premi: il premio alla miglior canzone vinto dagli Albatros e quello dell'eleganza vinto da Dori Ghezzi soprannominata "Lady Festival".

Artisticamente parlando non ci si aspetta alcune eliminazioni: Leano Morelli che propone un brano cantautoriale di buona fattura "Nata libera", Santino Rocchetti che si fa notare per la sua voce possente e roca con il brano "E mi manchi", Rosanna Fratello sensuale come non mai con la sua "Il mio primo rossetto" scritta da Umberto Napolitano, Romina Power versione solista con "Non in due", Vanna Leali che presenta con disinvoltura vocale un brano scritto da Paolo Limiti intitolato "Torno a casa".

Anche due esponenti della canzone partenopea vengono sbattuti fuori senza ritegno: Gloriana regina della sceneggiata napoletana Meroliana con "La canzone dei poveri" che esalta la sensibilità ed il gran cuore di chi non possiede nulla ma ha tanto amore ed Antonio Buonomo che presenta una canzone "La femminista". Tale canzone non piace però alle esponenti di questo movimento che si presentano fuori dal Casinò e lo riempiono di insulti e botte tanto che ci vuole la forza dell'ordine a ripristinare la tranquillità.

Anche Ezio Maria Picciotta viene abbastanza criticato dalle donne perché propone un brano dal titolo "Uomo qualunque" parlandodi quanto oggi il sesso maschile sia diventato oggetto di sesso e niente più. Quanto tempo è passato da quando Villa e Latilla cantava "Il pericolo numero uno" (La donna!). Oggi la situazione si è capovolta.

Il Kitsch è però rappresentato da Maggie Mae con l'orrenda "Syng my song". Tra i giovani che si guadagnano la finale da segnalare Paolo Frescura con la sua delicata "Due anelli", Patrizio Sandrelli con "Piccola donna addio" che ripercorre anche se con atmosfere nuove la canzone melodica d'autore, Miko con "Signora tu" che ha per tema l'amore tra una donna matura ed un giovane ragazzino e i Daniel Sentacruz Ensemble che propongono una canzone da ballare "Linda balla Linda" che sarà il vero tormentone di questa edizione.

Tra i big che accedono direttamente alla serata conclusiva sono molti quelli che deludono: I Camaleonti con la loro "Cuore di vetro", Sergio Endrigo con "Quando c'era il mare", I Profeti con "Cercati un'anima" e la Strana Società che annovera tra le sue fila Umberto Tozzi con la sua "Andiamo via".

Anche i Ricchi e Poveri sono a corto di idee e scelgono un brano dalla buona costruzione musicale ma destinato ad un pubblico di bambini. Orietta Berti tenta un rinnovamento con la sua "Omar" dedicata a suo figlio nato da pochi mesi, affidandosi ad arie gitane e facendosi accompagnare sul palco da veri e propri zingari, ma è solo un rinnovamento a metà dunque non riesce del tutto. Drupi al contrario convince con la sua "Sambariò" e parla anche di uso di droghe leggere.

Vince Peppino Di Capri con la sua "Non lo faccio più" che ha per tema il primo rapporto di una ragazza che alla fine però decide di rimanere illibata.

Al secondo posto si classificano Wess e Dori Ghezzi con la loro accattivante "Come stai con chi sei". In terza posizione si verifica un aex-equo quello di Sandro Giacobbe che con la sua "Gli occhi di tua madre" ottiene un clamoroso successo di vendita e Gli Albatros gruppo capitanato da Toto Cutugno che propone "Volo az 504" che parla della fine di un amore in aeroporto e che presenta l'effetto "aereo" alla fine della canzone. Questa canzone fa il giro del mondo mietendo successo in tutte le classifiche.

A fine manifestazione si può ben dire che Vittorio Salvetti ha compiuto una magia! Non resta al momento che accontentarci di questa modesta ripresa, visibile anche come risultati di vendita.


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