Sanremo Story
 

IL 1970 - LA STORIA

A cura di Mirko Fini


La prima edizione del decennio settanta inizia sotto stelle rivoluzionarie infatti nel nostro paese continua la rivolta degli studenti iniziata nel 1968 e a questa si affianca una rivolta degli operai che desiderano la revisione dei contratti e soprattutto più potere nei confronti dei datori di lavoro che fino a questo momento li hanno sfruttati e non rispettati.

Ecco che si sciopera parecchi giorni a settimana ed a "singhiozzo", per creare un certo disagio a tutta la popolazione che necessita di beni e servizi.
Peggiore atmosfera non si poteva avere per l'edizione ventennale della manifestazione, la cui organizzazione è affidata a due patron: Ezio Radaelli e Gianni Ravera i quali garantiscono serietà e professionalità a tutti: editori, case discografiche, cantanti Viene ingaggiato il coro dei 4 + 4 di Nora Orlandi per affiancare l'orchestra Sanremese, al top del loro successo; infatti questa formazione di cui leader sono Nora e Paola Orlandi era stata alcune presente alla manifestazione ed aveva raggiunto popolarità supportando tutti i più noti esecutori nell'incisione dei loro dischi alla conduzione dapprima si pensa ad Ugo Tognazzi, ma poi si ricade su Nuccio Costa distintosi l'anno prima per eleganza e professionalità, su Enrico Maria Salerno noto attore già giudice di gara di altre manifestazioni ed Ira Fustenberg, principessa e quella che doveva essere ricordata per l'edizione "titolata" del festival, passa alla storia come l'edizione "paperata" della manifestazione per le tante papere e per i tanti errori fatti da quest'ultima.

Vengono invitati degli ospiti: Nino Manfredi, Florinda Bolkan per creare lo stacco con la tanta musica proposta i sindacati della categoria cantanti protestano perché desiderano un numero esiguo di artisti stranieri in gara fissando il numero massimo in cinque che sono: Mal, Rocky Roberts, Antoine, Nino Ferrer e Sandie Shaw tra l'altro tutti quanti italianizzati.

Tante sono le canzoni presentate alla Commissione che ne deve scegliere 24, ma poi in gara ne ammette 26 in quanto non si trova concorde nell'eliminazione di due brani.

Le giurie cambiano ogni sera e sono composte da 550 votanti riuniti in 22 sedi di quotidiani con il compito di scegliere le sette canzoni a sera che accederanno alle finali Tanti sono i big che lottano per un posto alla manifestazione alcuni però resteranno fuori: Maurizio, Wess, Giuliano dei Notturni, Renato dei Profeti, Adamo, Tony Astarita, Patrick Samson, Leonardo, Le Orme, Dominga, Niky, Donatella Moretti, Angela Bini oltre Armando Stula che tenta un suicidio per non essere stato ammesso Celentano cerca di rilanciare il suo Clan e iscrive alla manifestazione tutti i suoi artisti: Brenda Bis, Ketty Line, I Ragazzi della Via Gluck, Pio, Fiammetta e Claudia Mori inizialmente vengono ammessi in gara oltre il molleggiato, sua moglie, Pio, I Ragazzi della Via gluck e Fiammetta, ma poi quest'ultima non compare più nella lista definitiva ed il suo brano viene assegnato ad un altro interprete.

Tornando direttore artistico Ravera, ritorna anche l'acquisizione di diritto di partecipazione al festival da parte dei vincitori del Festival di Castrocaro; e da lì provengono Dino Drusiani e Lucia Rizzi vincitori di quest'ultima edizione, ma il buon Ravera si ricorda anche dei vincitori della passata edizione che non hanno avuto la possibilità di partecipare al Festival quell'anno non organizzato da lui ed invita alla manifestazione Paolo Mengoli e Rosalba Archilletti. Quest'ultima figura tra i partecipanti come interprete del brano di Mal, ma poi Luciano Tajoli si innamora del brano e spodesta la giovane cantante irritando così Mal con la sua partecipazione.

Dal punto di vista artistico tanti sono i cantautori che approdano: Fausto Leali inneggia alla libertà ed alla pace tanto invocata dai figli dei fiori con un brano di sua composizione intitolato "Hippy" e ripetuto dalla brava Carmen Villani che però non riesce a riscattare un brano deboluccio, Tony Renis che con Sergio Leonardi canta la sua "Canzone blu" orecchiabile quanto basta per accedere alla finale, Ricky Gianco autore del brano "Accidenti" proposto da Rocky Roberts e dal Supergruppo composto per l'occasione oltre che dallo stesso Gianco da Montalbetti dei Dik Dik, Sogliani dell'Equipe 84, Di Martino M dei Giganti e Dall'Aglio dei Ribelli, Pino Donaggio in gara con la cantante scalza Sandie Shaw presenta un brano accattivante ma non della sua produzione felice dal titolo "Che effetto mi fa" che viene eliminato alla prima esecuzione.

Debuttano come autori Toto Cutugno con il brano "Ahi che male che mi fai" proposto dal castrocarino Mengoli e dal gruppo del clan I ragazzi della Via Gluck, e Luciano Rossi che scrive "La Stagione in un fiore" proposto dai Gens forti del loro recente successo e da Emiliana.

Torna sulle scene sanremesi anche un altro cantautore Plinio Maggi autore del brano "L'addio" qui proposto da un inadatto Michele e dalla giovane Lucia Rizzi.

Altri due giovani interpreti presenti sono Francesco Banti e Dino Drusiani che propongono la loro scattante "Ora Vivo". Numerose sono le signore della musica leggera italiana che si contendono la palma della vittoria: Ornella Vanoni interpreta magistralmente "Eternità" un ottimo brano di Bigazzi ripetuto dai Camaleonti, Patty Pravo che esegue con raffinatezza "La spada nel cuore" in coppia con Little Tony giungendo in prima posizione nella prima serata, Gigliola Cinquetti che con Bobby Solo esegue elegantemente "Romantico blues" un blues di stampo sin troppo melodico, la rivelazione dell'anno precedente Nada che tiene a battesimo Rosalino Cellamare in un brano scritto da Jimmy Fontana intitolato "Pà diglielo a mà" brano con due testi differenti uno femminile e l'altro maschile, la delicata Marisa Sannia che sussurra "L'amore è una colomba" riproposta dal bel tenebroso Gianni Nazzaro, la genuina Orietta Berti che in gonna pantalone presenta la sua marcetta-tormentone intitolata "Tipitipiti" e rieseguita da Mario Tessuto, la graffiante Rita Pavone che in coppia con l'emergente Valeria Mongardini presenta un accattivante brano di Umberto Napolitano "Ahi ahi ragazzo" che non accede in finale ma che trova successo sul mercato iberico, la mediterranea Rosanna Fratello che ha dalla sua parte il tifo di Celentano compositore del brano da lei proposto "Ciao anni verdi" e dall'altra quello di Mina che le invia 24 rose rosse nel suo camerino, perché suo padre è il discografico dei Domodossola, gruppo vocale che ripete il brano in seconda esecuzione, la recente sposa Caterina Caselli che in coppia con Nino Ferrer presenta "Re di cuori", la malinconica Anna Identici che raccoglie successo con "Taxi" ripetuta da Antoine il quale sul palco addirittura balla un valzer con una belloccia di turno e l'outsider Dori Ghezzi che con Rossano gareggia con il brano "Occhi a mandorla".

Presente alla manifestazione anche Claudio Villa che con Tony Del Monaco propone "Serenata", senza accedere alla finale, appreso il verdetto si infuria perché Tajoli è giunto in finale con un brano di cui aveva chiesto l'esecuzione.

Debutta al festival inoltre Donatello che con i Dik Dik propone un ottimo brano "Io mi fermo qui" di Albertelli senza accedere alla finale, ma che venderà bene sul nostro mercato discografico.

Sul podio sale Adriano Celentano con la sua "Chi non lavora non fa l'amore" ispirata dalla rivoluzione degli operai di cui ho sopra esposto. Nel corso delle serate fa finta di dimenticarsi le parole della sua canzone, chiedendo scusa al pubblico e pregando il direttore di riattaccare, affinché il pubblico memorizzi meglio la sua canzone che diviene quasi uno slogan. A ripeterla c'è sua moglie Claudia Mori che con la sua bellezza e la sua sensualità cerca di aiutarlo nella vittoria piuttosto criticata dalla stampa che definisce il brano "Qualunquista".

Nella sera finale si fa coadiuvare da i ragazzi della via gluck nella ripetizione del ritornello e fa impazzire il coro di Nora Orlandi perché non rispetta i ritornelli.

Medaglia d'argento per "La prima cosa bella" uno dei più bei brani di quest'edizione presentato dal suo autore Nicola Di Bari e dal gruppo dei Ricchi e Poveri noto per i suoi impasti vocali (almeno fino a quando è stata presente Marina Occhiena).

Inizialmente l'esecuzione di questo brano fu proposto a Morandi che poi finalista a Canzonissima decise di partecipare a quella trasmissione e rinunciò a sanremo. Allora venne scelto Don Backy che la ascoltò ma la rifiutò.

Al terzo posto Sergio Endrigo si classifica con la sua canzone "ermetica" ma molto suggestiva dal titolo "L'arca di Noè" ripetuta da una Iva Zanicchi sempre più in cerca di un nuovo percorso artistico.

Si chiudono i giochi con i Mintrels già conosciuti nella riviera sanremese che ripetono i refrain dei brani da sottoporre alle giurie e cantano in una nuova formazione la sigla di chiusura.


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