Sanremo Story
 

IL 1964 - LA STORIA

A cura di Mirko Fini


Tantissime sono le novità per questa edizione. La più importante è sicuramente la presenza di sedici interpreti stranieri che affiancano i cantanti italiani nell'esecuzione dei brani ed obbligatoriamente cantano in lingua italiana.

Tale decisione suscita critiche ed i sindacati insorgono in favore degli interpreti nazionali. Anche il pubblico si divide in due: quelli pro e quelli contro gli stranieri. Comunque tutto questo serve per creare attesa per l'esibizione degli artisti stranieri finora conosciuti solo attraverso i 45 giri.

Un altra novità è rappresentata dall'elezione di una sola canzone regina, le altre si piazzano tutte al secondo posto senza una classifica stilata.
Per quanto concerne la direzione orchestrale, dapprima si pensa di affidarne la direzione al maestro Lelio Luttazzi, già contattato l'anno precedente, il quale aveva rinunciato perché era rimasto vittima di un incidente stradale che non gli aveva permesso di essere presente alla manifestazione, ma dopo le case discografiche pensano che è più proficuo far dirigere i cantanti direttamente dal maestro con il quale hanno inciso il vinile che viene messo in commercio subito dopo la manifestazione.

Ecco che si alternano ben 22 direttori a capo dell'orchestra Stabile al Salone delle feste del Casinò.

Altra novità di rilievo, non sono più gli autori a presentare le canzoni alla commissione selezionatrice, ma direttamente le case discografiche. Questo a garanzia dell'interprete, che avrebbe sicuramente interpretato una canzone confacente al suo modo di cantare ed a non essere obbligato a interpretare un brano spesso inadatto alla sua vocalità.

Mike Bongiorno è nuovamente chiamato a condurre la manifestazione coadiuvato da Giuliana Lojodice una graziosa attrice che si limita però a illustrare i testi delle canzoni in gara.

Il Quartetto Cetra e Lou Monte danno forfait proprio una settimana prima dell'inizio della manifestazione e devono essere sostituiti immediatamente.
Esaminando il lato artistico delle canzoni si nota un certo rinnovamento musicale; Little Tony presenta con successo un blues dal titolo "Quando vedrai la mia ragazza" scritto da Gino Paoli, che fa conoscere agli italiani anche Gene Pitney che più volte sarà presente alla manifestazione. Paul Anka già noto per aver venduto tantissimo con il suo hit "Diana" coglie uno straordinario successo con "Ogni volta" presentata in coppia con il suo autore Roby Ferrante.

Pino Donaggio propone uno dei più interessanti motivi in gara la sinfonica "Motivo d'amore" bene interpretata anche da Frankie Avalon.

Gino Paoli riesce ad accedere alla finale con "Ieri ho incontrato mia madre" una delle canzoni più cupe dell'intera manifestazione.

Bruno Filippini e Gigliola Cinquetti avendo vinto Castrocaro 1963 sono di diritto ammessi alla manifestazione. Bruno Filippini guadagna la finale con "Sabato sera" un brano orecchiabile ripetuto dai Fraternity Brothers.

Anche Fabrizio Ferretti proviene dal Festival di Castrocaro e si afferma con "La prima che incontro" ottenendo un ottimo successo di vendita.

Domenico Modugno torna al festival con un tango "Che me ne importa a me" ripetuto da Frankie Laine.

Vengono eliminati invece Giorgio Gaber che presenta un delicato brano dal titolo "Così felice", Fausto Cigliano che propone un ottimo brano di Carlo Alberto Rossi "E se domani" che scalerà le classifiche di vendita nell'interpretazione post-festivaliera di Mina.

Anche Cocky Mazzetti che presenta la frizzante "Mezzanotte" ottiene l'applauso più lungo che il pubblico tributa alle canzoni in gara, ma non riesce però ad accedere alla finale forse non troppo aiutata dai Los Hermanos Rigual che non cantano in perfetto italiano; anche Lilly Bonato una urlatrice di talento non accede in finale nonostante le prerogative ci siano tutte, con il brano "Tu piangi per niente".

Stessa sorte tocca a Claudio Villa che presenta un brano di Umberto Bindi dal titolo "Passo su passo" e riproposto dalla giovanissima Peggy March. Nicola Arigliano con la sua swingante "20 km al giorno" riesce comunque a cogliere discrete vendite.

Bobby Solo giovanissimo cantante romano debutta al Festival presentando "Una lacrima sul viso" che a tutt'oggi risulta essere il brano festivaliero che ha venduto di più. La serata della finale è colto da una faringite e deve utilizzare il playback ; gli viene concesso ma non può concorrere alla vittoria finale. Al suo partner invece salta una capsula dentaria e dunque non può cantare al suo posto salvaguardando la vittoria. Altri successi di vendita sono "Un bacio piccolissimo" proposta da Robertino e "Stasera no,no,no" di Remo Germani.

Vincono quest'edizione due giovanissime ragazze: Gigliola Cinquetti che qualche mese più tardi si aggiudica anche L'Eurofestival e Patricia Carli cantante da night belga con il brano "Non ho l'età". Ancora una volta vince una canzone melodica supportata dalla creazione di un personaggio. Infatti alla Cinquetti, i discografici che fiutano sempre più l'affare fanno recitare la parte della brava ragazza senza grilli per la testa. Questa parte dà credibilità al brano, aiutandola senz'altro a vincere.

Comunque questa formula escogitata sempre dal patron Ravera, dà ben presto i suoi frutti in termini di vendita.

E' l'anno del boom economico discografico: trenta milioni di dischi venduti per un volume d'affari di mezzo miliardo di lire e solo di dischi sanremesi se ne vendono più di sei milioni di copie.

Niente male se solo si pensa alle vendite esigue odierne! E' senz'altro uno degli anni migliori dell'intera storia della manifestazione.


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