Sanremo Story
 

IL 1959 - LA STORIA

A cura di Mirko Fini


Dopo il successo riscosso da Modugno l'anno scorso che è sicuramente servito a trovare un nuovo percorso musicale da seguire, nell'edizione 1959 l'Ata che organizza il festival è tutta concentrata a scegliere brani che in qualche modo possano continuare su questa strada del rinnovamento. Succede però che il patron Cajafa muore in un incidente e la manifestazione vive momenti di panico. Ma fortunatamente tutto è pronto. L'avv. Fosco nuovo patron dell'Ata affida le ultime modifiche al Maestro Confalonieri. Le giurie sono scelte fra cento persone presenti nel casinò e tra i 110 abbonati ad undici testate giornalistiche riunite presso le loro sedi.

Una ventata di novità arriva dall'Orchestra. Al bando vengono messi tutti i direttori delle precedenti edizioni e gli arrangiamenti vengono affidati al Maestro Gianni Ferrio ed al Maestro William Galassini: il primo propone orchestrazioni jazz, il secondo pop-swinganti.

La conduzione viene affidata ad Enzo Tortora beniamino del pubblico televisivo ed ad Adriana Serra raffinata ed elegante annunciatrice.
Non mancano le solite grane: l'intero cast minaccia uno sciopero generale: è scontento del compenso di 70mila lire uguale per tutti. Si risolve poi tutto. Una nuova clausola festivaliera di quest'anno impone che non ci sia al Festival due cantanti imparentati, per cui molte coppie di cantanti rimangono scontente ed alcuni di loro sono costretti a rimanere a casa, perché in gara c'è già il consorte.

Per quanto concerne la diretta televisiva, la regia si mostra assai stizzita; infatti rimprovera a Fierro di mettere le mani in tasca, a Reno di toccarsi sempre la faccia, alla Martino di aprire troppo la bocca, a Latilla di muoversi troppo, alla Torrielli e alla D'amico d'essere troppo statiche, alla De Palma contesta la troppa drammaticità della sua faccia, a Togliani rimprovera il ricciolo sulla fronte ed addirittura a Dorelli il colore troppo acceso dei capelli. Questo a dimostrazione di quanto è diventato importante anche il look e l'atteggiamento dei cantanti che vengono presentati in Eurovisione.

Il festival è vinto nuovamente dalla coppia Modugno-Dorelli che propone "Piove" che ottiene un grandissimo successo consolidando il successo dei due interpreti.

Al secondo posto si classifica "Io sono il vento" proposta con energia da Arturo Testa. Sarà forse a causa della pioggia di Modugno ed il vento di Testa che i cantanti accusano tosse, febbre e mal di gola durante la manifestazione?

Posto d'onore per "Conoscerti", un pezzo composto dal Maestro D'anzi per Teddy Reno e Togliani.

Il primo grande scandalo lo provoca però Jula De Palma cantando "Tua" che scandalizza i benpensanti con la sensualità vocale sorretta da un'ottima orchestrazione jazz. Il testo è ritenuto troppo audace e lei avvolta in una tunica lunga dà adito a pensare che stia cantando in vestaglia soffusamente "Tua" parole per l'epoca audaci soprattutto se dette da una donna!

Debuttano al festival Wilma De Angelis e Betty Curtis con "Nessuno" cogliendone uno straordinario successo. Il brano vive poi una seconda giovinezza l'anno dopo grazie a Mina che ne stravolge i tempi di esecuzione.

Debutta anche Miranda Martino che propone "La vita mi ha dato solo te" un ottimo brano jazz. Grande successo l'ottiene anche

"Avevamo la stessa età" proposta con brio da Natalino Otto, "Lì per lì" che diviene un cavallo di battaglia di Aurelio Fierro ed "Una marcia in fa" allegra canzoncina proposta in due versioni: quella moderna da Curtis-Dorelli e quella classica da Villa-Latilla.


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