Sanremo Story
 

IL 1952 - LA STORIA

A cura di Mirko Fini


Riscosso grande successo nel 1951, il Festival si avviò alla sua seconda edizione. Nessuna grande trasformazione ci fu in questa edizione. L'atmosfera è sempre "quella dei tavolini" dove cenano signori abbienti che possono permettersi di pagare Lire 4.000 cena compresa (avete visto che lievitazione dei prezzi dallo scorso anno?). Tutti i discografici capirono quanto fosse importante questa manifestazione (primo tra tutti Ladislao Sugar) e le case editrici si organizzarono per inviare le loro canzoni. Ne pervennero 380 di cui solamente 20 ebbero accesso alla manifestazione.

Anche questa seconda edizione fu trasmessa solo radiofonicamente sul secondo programma alle ore 22,00 del 28 gennaio 1952. 

La conduzione fu affidata nuovamente a Nunzio Filogamo e la direzione dell'Orchestra a Cinico Angelini. La stampa fa per la prima volta il suo ingresso all'interno della manifestazione; infatti se lo scorso anno furono davvero poche le righe dedicate al Festival sia prima che dopo la programmazione, quest'anno i giornalisti accorsero numerosi. Aumentò anche il numero dei cantanti: da 3 passarono a cinque. Vennero confermati la Pizzi, Togliani ed il Duo Fasano con l'aggiunta di Gino Latilla ed Oscar Carboni. Tante furono le polemiche. Un radioascoltatore cronometrò gli applausi che vennero tributati dal pubblico in sala ad ogni canzone.

La canzone che risultò più applaudita fu "Madonna delle rose". Fu così che questo tizio scrisse ad un quotidiano chiedendosi se il festival fosse truccato (già allora). Si polemizzò ancora sul fatto che la Rai avesse scelto Sanremo come luogo di svolgimento del Festival e non un'altra città. Cosi ogni città volle avere il suo festival. Cominciò Napoli, per poi seguire Venezia, Velletri, Assisi, Trani, Vibo Valentia, Ancona. Vinse la manifestazione la canzone "Vola colomba" una canzone patriottica, orecchiabile quanto basta per far presa sul pubblico , attento alla questione storicamente irrisolta di Trieste, cantata da una sanguigna Nilla Pizzi, che si aggiudicò anche il secondo posto ed il terzo tanto da essere soprannominata "La regina della canzone italiana". Al secondo posto si classificò "Papaveri e papere" che fu un vero successo, infatti fu tradotta in 40 lingue. Addirittura venne utilizzata in politica, dalla sinistra per la campagna elettorale, con l'allusione ai democratici che venivano considerati "alti papaveri" da tagliare. Anche il fiore ebbe la sua popolarità dal momento che ogni decorazione, dai tessuti alle ceramiche venivano ornati con i papaveri. Al terzo posto si classificò "Una donna prega", un brano strappalacrime nel quale si parla di una madre che attende il ritorno del figlio perso in guerra, pregando. 

Grande successo riscosse anche "Madonna delle rose" una canzone tipicamente italiana dal tema religioso all'epoca tanto cari agli autori di canzonette. Nunzio Filogamo coniò quello che poi fu lo slogan che caratterizzò la sua carriera di presentatore: "Mie cari amici vicini e lontani buonasera". Questa frase la inventò casualmente; infatti il pubblico era assorto nei pensieri della cena, piuttosto che ascoltare con interesse i brani proposti, per cui Filogamo pensò che salutare con tanta energia i radioascoltatori (che poi furono coloro che decretarono il successo del Festival) chiamandoli "amici lontani", fosse un modo elegante per attirare l'attenzione di quelli vicini più distratti da ostriche e champagne. 

Anche la commisione selezionatrice fu la stessa della scorsa annata ed i giurati furono riconfermati con l'aggiunta di 1000 (mi sembrano tante) persone selezionate tra il pubblico pagante. 

Tutti i discografici a fine manifestazione tirarono un bilancio di vendita dei 78 giri e ritennero ancora una volta valida la formula festivaliera che ha sempre avuto il compito di diffondere le canzoni in pochi minuti d'ascolto e spianare la strada agli stessi cantanti e discografici.


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