Sanremo Story
 

 

Festival di Sanremo 2020

La cronaca della terza serata "Le Cover", giovedì 6 febbraio 2020

Commento a cura di Cristiano Mancin

Il Festival dei record (53,3% di share nella seconda serata, il dato più alto dal 1995) giunge alla sua terza serata nella speranza che possa terminare in un orario più felice.
Speranza vana, perché anche senza Fiorello, accusato velatamente da Tiziano Ferro di parlare troppo (con una battuta lanciò l'hashtag #Fiorellostattezitto), i saluti finali arrivano dopo le due di notte.

La serata si apre con una coreografia del corpo di ballo sulle note del “Guglielmo Tell” di Rossini, note che in passato accompagnavano l'inizio delle trasmissioni della Rai.
E' la serata dedicata alla storia del Festival di Sanremo.
Ognuno dei 24 big in gara eseguirà a suo modo un brano scelto tra i tantissimi che hanno fatto la storia del Festival, potendo avvalersi di altri artisti a supporto.
Le interpretazioni verranno valutate dai membri dell'Orchestra e a fine serata verrà stilata una classifica, che inciderà sul risultato finale.

Ad aprire la gara è Michele Zarrillo, che insieme all'interprete originale Fausto Leali interpreta “Deborah”.
Segue Junior Cally, che insieme ai Viito fa una contaminazione rap del brano di Vasco Rossi “Vado al massimo”.

Prima co-conduttrice della serata a scendere la scalinata è Georgina Rodriguez, modella argentina e fidanzata del calciatore Cristiano Ronaldo.
A tal proposito Amadeus costruisce una gag nella quale indossa sotto la giacca una maglia che davanti ricorda i colori della Juventus, attuale squadra di Ronaldo, mentre dietro sfoggia i colori della sua amata Inter.

Terzo artista in gara è Marco Masini, che ha scelto di interpretare insieme ad Arisa la canzone “Vacanze romane”. L'arrangiamento toglie un po' di quella poesia che regnava nel brano originale, ma Arisa spicca, dimostrando ancora una volta di essere un'ottima cantante.

Un cast di eccezione sale poi sul palco per presentare l'iniziativa benefica “Una, nessuna, centomila”, un concerto che si terrà il 19 settembre prossimo all'Arena Campovolo e che vedrà protagoniste sette regine della musica italiana: Alessandra Amoroso, Emma, Elisa, Fiorella Mannoia, Gianna Nannini, Giorgia e Laura Pausini.

 

 

La gara riprende con Riki, che insieme ad Ana Mena dà una nota di freschezza alla canzone di Nilla Pizzi “L'edera”.
Segue l'eleganza di Raphael Gualazzi e Simona Molinari, che interpretano sontuosamente “E se domani”.

Dopo la pubblicità, è Anastasio a riprendere la gara, accompagnandosi addirittura alla PFM e affrontando un brano non semplice come “Spalle al muro”: in questo mix tra vecchio e nuovo, prevale inevitabilmente il “vecchio” e, quindi, la bravura indiscussa dei musicisti della PFM.
Levante sceglie invece due colleghe per cercare di ricreare il trio vincente di “Si può dare di più”: tra Maria Antonietta e Francesca Michielin è senz'altro quest'ultima la migliore del trio.

Altra pubblicità ed ecco tornare sul palco l'ormai leggendaria Ornella Vanoni, questa volta ad accompagnare Alberto Urso nel cantare “La voce del silenzio”. Lui è bravo ma, come si è sempre detto anche per Il Volo, i veri tenori sono un'altra cosa, e si sente in come fatica a tenere la nota finale.

Entra quindi in scena la seconda co-conduttrice della serata, e stavolta il termine è più che mai azzeccato, perché lei in Albania conduce da anni per mestiere ed è una star famosa (dice Amadeus) quanto da noi lo sono Antonella Clerici o Milly Carlucci: è Alketa Vejsiu.
Si dimostra subito spigliata e a suo agio, tanto che occorre trattenerla dal parlare per ore (ci scappa anche un fuori onda col microfono aperto).
Presenta l'esibizione di Elodie che, accompagnata dal maestro Aeham Ahmad (pianista siriano in fuga dalla guerra), esegue senza infamia e senza lode la sua versione di “Adesso tu”.
Decisamente rivoluzionata, invece, la versione di “Luce (Tramonti a nord-est)” che presenta Rancore, accompagnato da Dardust e La Rappresentante Di Lista.

Primo ospite internazionale della serata è Lewis Capaldi, cantautore scozzese dal cognome chiaramente di origine italiana, che propone due suoi successi: “Before you go” e “Someone you loved”.

Ma la star più attesa della serata è sicuramente Roberto Benigni.
Fa il suo ingresso trionfale in teatro partendo, accompagnato dalla banda di Sanremo, dal red carpet allestito in questi giorni fuori dal teatro Ariston.
Inizia dialogando con Amadeus, ricordando i suoi precedenti Festival e lasciando scivolare qua e là qualche battuta politica (“Io ho presentato il 30°, questo è il 70°, abbiam fatto quota 100” “Quest'anno ci son tanti modi per votare, si vota anche via citofono”), ma il clou del suo intervento è una vera e propria lezione sul “Cantico dei cantici”, del quale legge alcuni passi.

La gara riprende con i Pinguini Tattici Nucleari, che presentano un medley di canzoni festivaliere che intitolano “70 volte”. Nello specifico, i brani, eseguiti in rigoroso ordine cronologico, sono: “Papaveri e papere”, “Nessuno mi può giudicare”, “Gianna”, “Sarà perché ti amo”, “Una musica può fare”, “Salirò”, “Sono solo parole”, “Rolls Royce”.

Vengono poi ospitate Margherita Mazzucco e Gaia Girace, le giovani attrici della fiction di gran successo “L'amica geniale”, tratta dall'omonima serie di romanzi di Elena Ferrante, che ripartirà lunedì 10 febbraio.

Enrico Nigiotti gioca facile e interpreta “Ti regalerò una rosa” insieme all'autore e interprete originale, Simone Cristicchi, che con quella canzone vinse il festival del 2007. Bene nell'esecuzione delle singole parti, meno bene quando intonano il ritornello insieme.

Dopo la pubblicità, Georgina Rodriguez si cimenta in un tango appassionato, cavandosela piuttosto bene per essere il primo tango della sua vita, come lei stesso ammette. Riceve in dono un bouquet di fiori e lo porge all'amato Cristiano Ronaldo seduto in prima fila.

E' poi la volta del secondo ospite internazionale: Mika.
Canta “Dear Jealousy” e “Happy Ending”, prima di omaggiare l'Italia e soprattutto Fabrizio De André con un'emozionata interpretazione di “Amore che vieni, amore che vai”.

Dopo un veloce saluto ad alcuni protagonisti del programma “Pechino Express” presenti in sala (Max Giusti, Costantino Della Gherardesca e Dayane Mello), riprende la gara con una bellissima interpretazione di “La nevicata del '56” da parte di Giordana Angi, accompagnata dai Solis String Quartet.

Ritorna Tiziano Ferro, ospite fisso del Festival, che questa sera canta “In mezzo a questo inverno” e l'inedito “Amici per errore”.

Si prosegue poi dritti senza sosta (a parte quelle pubblicitarie) con la gara.
Tocca a Le Vibrazioni che, insieme ai Canova, danno un'energica interpretazione di “Un'emozione da poco”.
Molto coreografica è invece la versione di “24000 baci” fornita da Diodato insieme a Nina Zilli.

Meravigliosa Tosca nell'interpretazione di “Piazza grande” in coppia con Silvia Perez Cruz.

Rita Pavone convince forse più dell'autore della canzone, Amedeo Minghi, che l'accompagna in “1950”.

Achille Lauro, paragonato spropositatamente a David Bowie dopo la prima esibizione, si presenta con un look che ricalca interamente il Duca Bianco e fornisce una rispettosa versione di “Gli uomini non cambiano”, grazia anche al prezioso ausilio di una bravissima Annalisa.

Morgan, che aveva minacciato di lasciare il festival se la Rai non avesse accondisceso a certe sue richieste relative alle prove della performance, sale regolarmente sul palco a dirigere l'orchestra, suonare il pianoforte e cantare, insieme a Bugo, “Canzone per te”. Troppe cose, Bugo non l'aiuta con la sua interpretazione e il risultato ne risente.

Magistrale è invece Irene Grandi, che con Bobo Rondelli confeziona una versione di “La musica è finita” pressoché perfetta.

Piero Pelù pare esser dell'idea che “meglio soli che male accompagnati”. Esegue “Cuore matto” divorandosi il palco e scatenando il pubblico, fino a farci il regalo di inserire un frammento dell'esecuzione di Little Tony, audio e video, all'interno della sua performance.

Paolo Jannacci omaggia invece il padre con “Se me lo dicevi prima”, senza la teatralità spontanea che aveva il padre. Al suo fianco Francesco Mandelli, a recitare le parti in cui Enzo Jannacci dialogava tra sé e sé, e Daniele Moretto ai fiati.

L'unica a presentare un brano che non fu in gara a Sanremo, ma solo ospite, è Elettra Lamborghini, che ha scelto il brano di Claudia Mori “Non succederà più”. Lei non ha certo la classe della Mori, così come Miss Keta che l'accompagna non è Adriano Celentano.

Chiude la gara Francesco Gabbani, che canta “L'italiano” presentandosi vestito con una tuta da astronauta e sventolando la bandiera italiana, in omaggio al comandante Luca Parmitano, da poco rientrato da una missione spaziale.

In attesa dei risultati, Alketa Vejsiu fa un toccante discorso sull'Albania, sulla difficoltà di vivere liberamente in quel paese fino a pochi anni fa e sul suo amore per le canzoni italiane, una su tutte “Una lacrima sul viso” di Bobby Solo. E proprio Bobby Solo giunge a sorpresa sul palco per cantarla insieme a lei, promossa a pieni voti come conduttrice ma anche molto intonata come cantante.

 

 

 

Arriva finalmente la classifica della serata, data dai voti dei componenti dell'Orchestra del Festival diretta dal maestro Leonardo De Amicis, che farà media con le classifiche prodotte dagli altri sistemi di voto.

1. Tosca
2. Piero Pelù
3. Pinguini Tattici Nucleari
4. Anastasio
5. Diodato
6. Le Vibrazioni
7. Paolo Jannacci
8. Francesco Gabbani (ex aequo)
8. Rancore (ex aequo)
10. Marco Masini
11. Raphael Gualazzi
12. Enrico Nigiotti
13. Rita Pavone
14. Irene Grandi
15. Michele Zarrillo
16. Achille Lauro
17. Levante
18. Giordana Angi
19. Elodie
20. Alberto Urso
21. Junior Cally
22. Riki
23. Elettra Lamborghini
24. Bugo e Morgan


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