Sanremo Story
 

Festival di Sanremo 2020

La cronaca della seconda serata, mercoledì 5 febbraio 2020

Commento a cura di Cristiano Mancin

 

Partiamo dalla fine: è l'una e quaranta quando Amadeus dà la buonanotte, di fronte a una platea che già da prima si era quasi svuotata per metà e di certo non per noia.
Troppe cinque ore per distribuire solo 16 cantanti in gara (12 big e 4 giovani), la cui esibizione, al netto delle presentazioni, si potrebbe esaurire in circa un'ora.
Amadeus ha voluto fare le cose in grande, con tanti ospiti a ognuno dei quali ha riservato ampio spazio, relegando la gara quasi a un contorno anziché viceversa.
E a proposito di “Viceversa”, è proprio la canzone di Francesco Gabbani a risultare in testa a fine serata nella graduatoria parziale data dai voti della giuria demoscopica.

Ma torniamo all'inizio della serata.

Questa volta è Amadeus a fare gli onori di casa, fingendo poi di non trovare più Fiorello.
In realtà, il mattatore si stava preparando a tener fede alla sua promessa: presentarsi vestito da Maria De Filippi se la prima serata avesse ottenuto un forte share (ha superato il 52%, battendo anche gli esordi di ottimi Festival come quelli targati Carlo Conti e Claudio Baglioni).
Sembro Boris Johnson castrato”, dice, prima di ricevere in diretta a sorpresa la telefonata della vera Maria De Filippi.

Come la prima sera, è la gara dei Giovani a fare da apripista.
Il primo duello vede Gabriella Martinelli e Lula con “Il gigante d'acciaio” (ispirata alle vicende dell'acciaieria Ilva di Taranto) contro Fasma (“Per sentirmi vivo”).
A vincere è quest'ultimo col 51% delle preferenze.
Il secondo duello vede scontrarsi due proposte molto valide: quella di Marco Sentieri (“Billy Blu”, brano che tratta il tema del bullismo) e quella del cantautore bresciano Matteo Faustini (“Nel bene e nel male”).
Ha la meglio Marco Sentieri con il 52% dei voti.

La finale di venerdì vedrà quindi opporsi Tecla, Leo Gassman, Fasma e Marco Sentieri.

Torna sul palco Fiorello, prima accompagnato dal corpo di ballo, con cui imbastisce una piccola gag, e poi insieme ad alcuni coristi esegue un'ironica canzone dall'emblematico titolo “La classica canzone di Sanremo”.

 

 

Può quindi iniziare la gara dei big e il primo ad esibirsi è Piero Pelù con la canzone “Gigante”: un debutto spumeggiante al Festival per un rocker con 40 anni di carriera.
Tocca poi alle giornaliste del Tg1, Laura Chimenti ed Emma D'Aquino, co-conduttrici della serata, ad introdurre la seconda artista in gara: è Elettra Lamborghini, che canta “Musica (e il resto scompare)”. Solo un pretesto per aumentare i suoi followers sui social e mostrare il prorompente lato b.

 

 

A sorpresa, dalla platea si palesa il numero uno del tennis mondiale, Novak Djokovic, che sale sul palco per una breve intervista e un altrettanto breve scambio tennistico con Fiorello.

 

La gara riprende con Enrico Nigiotti e la sua ballata rock “Baciami adesso”, mentre tocca alla terza co-conduttrice della serata, Sabrina Salerno, introdurre la passionale Levante, in gara con la canzone “Tikibombom”.
Seguono i Pinguini Tattici Nucleari, band musicale indie che con la loro “Ringo Starr” punta sensibilmente a replicare i fasti de Lo Stato Sociale.

Primo vero ospite della serata è Massimo Ranieri, che insieme a Tiziano Ferro, presenza fissa di questo Festival, canta “Perdere l'amore”. E' evidente che tra i due il secondo può solo accompagnare.

 

Amadeus presenta poi Tosca, ma a furia di cedere il compito ad altri finisce per sbagliare anche le cose semplici e la introduce come la vincitrice su quel palco nel 1996 insieme a Ron del Festivalbar (!!). Comunque Tosca non si scompone e confeziona una performance da sogno.

 

Toccante l'esibizione di Paolo Palumbo, 22 anni, giovane artista affetto da sclerosi laterale amiotrofica (comunemente conosciuta come Sla), che porta sul palco fuori concorso il brano con cui si era iscritto a partecipare nella categoria Giovani. Una prova di coraggio, ma anche un invito a non sprecare nemmeno un minuto della propria vita.

 

Dopo la pubblicità, arriva un momento atteso 39 anni.
I Ricchi e Poveri tornano ad esibirsi nella formazione originale: Angela Brambati, Angelo Sotgiu, Franco Gatti e l'ex transfuga Marina Occhiena.
E il teatro Ariston impazzisce sulle note di “L'ultimo amore”, “La prima cosa bella”, “Che sarà” (replicata poi anche insieme a Fiorello), “Sarà perché ti amo” e “Mamma Maria”.
Al gruppo viene assegnato il premio “Città di Sanremo”, che peraltro si aggiudicarono pur senza poterlo ritirare (per la scomparsa del figlio di Franco Gatti) nel 2013 alla carriera.

 

 

 

 

Nel frattempo si è fatta mezzanotte, hanno cantato solo 5 big e sta per salire sul palco un altro ospite.
Un super ospite che il pubblico dimostra di amare a dismisura: Zucchero.
Esegue le recenti “Sprito nel buio”, “Canzone che se ne va” e un suo cavallo di battaglia “Solo una sana e consapevole libidine...

La gara riprende con Francesco Gabbani, che non si smentisce e con “Viceversa” cattura ancora una volta il pubblico e, come anticipato, la giuria.
Segue Paolo Jannacci, che debutta come cantante a Sanremo dopo esserci stato come direttore d'orchestra. Canta con emozione, ma senza incidere, la sua “Voglio parlarti adesso”.

 

Altro ospite, a festeggiare i vent'anni dal proprio debutto a Sanremo, è Gigi D'Alessio, che ripropone appunto “Non dirgli mai”, con cui debuttò al Festival del 2000.

In gara, poi, Rancore e il suo rap ermetico “Eden”.

Torna quindi sul palco Massimo Ranieri, stavolta a cantare in solitudine la sua nuova canzone “Mia ragione”, prodotta da Gino Vannelli.
E torna, anche lui stavolta da solo, Tiziano Ferro con un medley di suoi brani (“Sere nere”, “Il regalo più grande” e “La fine”), anche se purtroppo la voce sembra averla lasciata in camerino.

Decimo big in gara è il tanto discusso rapper Junior Cally con la canzone “No, grazie”. Si presenta senza la maschera con cui ha raggiunto la notorietà, forse per staccarsi dal personaggio che quella maschera stava cominciando a rappresentare nell'immaginario collettivo, ovvero la quintessenza del maschilismo e della violenza sulle donne. Il brano, inutile dirlo, parla di tutt'altro e meriterebbe anche più di altri, ma finirà in coda alla prima classifica generale.

Dopo un intervento di Emma D'Aquino, che elenca dati allarmanti sullo stato del giornalismo e della libertà di espressione nel mondo, si conclude finalmente la gara dei big con Giordana Angi (intensa la sua interpretazione di “Come mia madre”) e un insolito movimentato, ma pur sempre poetico, Michele Zarrillo con “Nell'estasi e nel fango”.

In attesa dei risultati, Laura Chimenti legge una tenera lettera aperta alle proprie figlie.

Al momento di annunciare la classifica parziale la platea ha già cominciato a svuotarsi.
Ed ecco la classifica riguardante questa seconda serata:

1. Francesco Gabbani
2. Piero Pelù
3. Pinguini Tattici Nucleari
4. Tosca
5. Michele Zarrillo
6. Levante
7. Giordana Angi
8. Paolo Jannacci
9. Enrico Nigiotti
10. Elettra Lamborghini
11. Rancore
12. Junior Cally


E per concludere, la classifica generale, che somma i voti delle due serate da parte della giuria demoscopica:

1. Francesco Gabbani
2. Le Vibrazioni
3. Piero Pelù
4. Pinguini Tattici Nucleari
5. Elodie
6. Diodato
7. Irene Grandi
8. Tosca
9. Michele Zarrillo
10. Levante
11. Marco Masini
12. Alberto Urso
13. Giordana Angi
14. Raphael Gualazzi
15. Anastasio
16. Paolo Jannacci
17. Achille Lauro
18. Enrico Nigiotti
19. Rita Pavone
20. Riki
21. Elettra Lamborghini
22. Rancore
23. Bugo e Morgan
24. Junior Cally


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