Sanremo Story
 

Festival di Sanremo 2020

La cronaca della prima serata, martedì 4 febbraio 2020

Commento a cura di Cristiano Mancin

Un Festival ricco di canzoni e di momenti di riflessione questo che è partito ieri per la 70° edizione.
Soprattutto canzoni, il che non guasta in un festival a loro dedicato, anche se questa prima serata di Amadeus batte forse tutti quanti i record di durata per quanto riguarda le prime serate (pur con solo 12 dei 24 big in gara).
Fin da subito sono chiari i ruoli: Amadeus conduttore istituzionale, Fiorello disturbatore con ampia libertà di movimento.
E' lui infatti ad aprire la serata, entrando vestito da prete, con l'abito di scena di “Don Matteo”, perché “questo è un festival a rischio 15%” e “questo abito da solo fa il 35%, con me dentro arriviamo al 40%”.
Sfrutta in maniera ironica le polemiche che hanno attanagliato Amadeus, e così sarà un po' per tutta la serata, come era auspicabile. Giusto, meglio riderci su.

E' evidente la sintonia tra Fiorello e Amadeus, che quasi si commuove ricordando i loro esordi.

La gara è aperta dai primi 4 Giovani, anche quest'anno accoppiati sadicamente in sfide ad eliminazione diretta. A giudicare le canzoni delle prime due serate sarà la giuria demoscopica.
Gli Eugenio in via di Gioia invitano a ballare con la loro “Tsunami”, Tecla con “8 marzo” punta a far riflettere sulla dignità della donna.
 

Per pochissimo (50,6% contro 49,4%) vince Tecla e approda alla serata del venerdì, che vedrà al tempo stesso semifinali e finale della sezione Giovani.
Il secondo scontro vede Fadi con “Due noi” contro Leo Gassman e la sua “Vai bene così”.
L'accoppiamento sembra fatto apposta per favorire Gassman, che non è eccelso ma vince il confronto con il 54% dei voti.

Una curiosità riguarda la presentazione dei brani in gara, infatti non accadeva da moltissimi anni che gli autori dei brani venissero elencati specificando se autori di musica o parole (spesso si sono elencati indistintamente).

 

 

Dopo il primo blocco pubblicitario, è la volta di uno di quelli che chiameremmo “super ospite”, se non fosse che farà parte del cast fisso per tutte le serate.
E' Tiziano Ferro, che omaggia la storia del Festival con “Nel blu dipinto di blu”.
Dopo Fiorello, un altro pezzo da novanta scelto da Amadeus per questo Festival.

Inizia finalmente la gara dei Big ed è Irene Grandi a rompere il ghiaccio, proprio come dieci anni prima. “Finalmente io”, scritta da Vasco Rossi, non è esaltante ma Irene la risolleva con la sua energia.

Tocca quindi a Diletta Leotta, prima co-conduttrice (valletta rischia di diventare un termine sessista di questi tempi) di questa edizione, tutta vestita di giallo, a introdurre il secondo artista in gara: Marco Masini con “Il confronto”. Bella canzone, come quelle che sa fare lui.

Terza artista in gara è la discussa Rita Pavone con “Niente (Resilienza 74)”. Quel palco non è mai stato veramente suo, delle sue passate partecipazioni al Festival pochi se ne ricordano, ma lei se lo prende tutto e si merita la prima standing ovation della serata.

La seconda co-conduttrice della serata è la giornalista di origine palestinese Rula Jebreal.
Consigliere del presidente francese Macron, Amadeus spera “che ci dia tanti consigli, specialmente a me che ne ho tanto bisogno”.
Tocca a lei introdurre Achille Lauro e la sua “Me ne frego”. Si presenta indossando un mantellone nero, salvo dopo pochi versi denudarsi e rimanere con indosso solo una tutina glitterata. Provocazione allo stato puro, che distoglie l'attenzione dalla brutta canzone.

La gara segue con Diodato, che si conferma come apprezzabile cantautore con “Fai rumore”.
Dopo la pubblicità, tornano in gara Le Vibrazioni, al loro terzo festival in formazione completa (il solo Francesco Sarcina gareggiò nel 2014), con “Dov'è”. Piacciono, e la giuria demoscopica li premierà.

C'è poi una gag di Diletta Leotta, che come nei suoi bordocampo calcistici intervista a “fine primo tempo” Amadeus, ribattezzandolo Amadinho.

Ma è la volta dei veri super ospiti della serata: Al Bano e Romina Power.
Vengono introdotti magistralmente dalla figlia Romina Carrisi, che non sfigurerebbe davvero come co-conduttrice dell'intero festival.
Iniziano interpretando “Nostalgia canaglia”, canzone portata a Sanremo nel 1987 e che Romina cantò con la figlia in grembo, seguita da altre loro canzoni festivaliere: “La siepe” (1968 cantata dal solo Al Bano), “Ci sarà” (vincitrice nel 1984) e “Felicità” (1982).
Presentano poi un inedito, a 25 anni dall'ultimo, “Raccogli l'attimo”, scritto per loro, tra gli altri, da Cristiano Malgioglio, che si dice sia stato scartato per la partecipazione in gara: la cantano in playback, lasciando pensare che dal vivo avrebbero avuto poche speranze di classifica.

La gara riprende con il rap “Rosso di rabbia” di Anastasio.

Torna poi Tiziano Ferro, che emoziona e si emoziona interpretando “Almeno tu nell'universo”.

Comincia quindi una serie di interventi di “contorno”, che a conti fatti allungheranno oltremodo la diretta.
Inizia Diletta Leotta, con un monologo sulla bellezza in cui coinvolge la nonna presente in platea.
Asseconda con autoironia il pensiero di tutti, concludendo che “se non ero bella col cavolo che ero qui stasera”.

Sale poi sul palco il cast principale dell'ultimo film di Gabriele Muccino, “Gli anni più belli”: Pierfrancesco Favino, Claudio Santamaria, Kim Rossi Stuart, Micaela Ramazzotti ed Emma Marrone. Tutti insieme intonano “Tu come stai?” di Claudio Baglioni, brano facente parte della colonna sonora del film.

Elodie, col suo brano “Andromeda” un po' in stile discodance, ricorda a tutti che c'è anche una gara in corso...

E' la volta poi di Rula Jebreal, con un toccante monologo contro la violenza sulle donne, in cui alterna citazioni di fatti di cronaca con citazioni di canzoni scritte da uomini e con protagoniste donne, a dimostrare che gli uomini se vogliono sanno apprezzare e difendere le donne.

Tocca poi agli istrionici Bugo e Morgan, in gara con “Sincero”.

Ritorna Emma, che presenta il brano “Stupida allegria” seguito da un medley di altri suoi brani (“Non è l'inferno”, “Arriverà”, “Amami”, “Fortuna”).
E poi, per la prima volta in assoluto, insieme ad Amadeus esce dal teatro Ariston e raggiunge la vicina Piazza Colombo, dove il Comune di Sanremo ha allestito un mega palco che ogni sera ospiterà show e concerti, ed Emma è l'invitata d'onore della serata.

La gara riprende con Alberto Urso e la sua “Il sole ad est” (brano intitolato come il suo recente album), ma si interrompe subito per il terzo e ultimo intervento della serata di Tiziano Ferro, che stavolta canta la sua canzone “Accetto miracoli”.

Riki, prodotto da Francesco Facchinetti, debutta a Sanremo con la canzone “Lo sappiamo entrambi”.


Antonio Maggio e Gessica Notaro

Ultimi ospiti della serata sono Gessica Notaro e Antonio Maggio, che cantano “La faccia e il cuore”. Gessica Notaro è una donna con la passione per il canto che circa tre anni fa fu aggredita e sfigurata in volto con l'acido dal suo ex fidanzato e Antonio Maggio, insieme a Ermal Meta, ha scritto per lei questa canzone.

Chiude la gara, dopo l'una di notte, Raphael Gualazzi con la canzone “Carioca”.

 

 

A fine serata viene resa nota la prima classifica ufficiale, che si sommerà a quelle delle prossime serate, data dai voti della giuria demoscopica.

1. Le Vibrazioni
2. Elodie
3. Diodato
4. Irene Grandi
5. Marco Masini
6. Alberto Urso
7. Raphael Gualazzi
8. Anastasio
9. Achille Lauro
10. Rita Pavone
11. Riki
12. Bugo e Morgan


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