Sanremo Story
 

2009 (59a Edizione)
La serata finale

Commento a cura di Cristiano Mancin


La serata conclusiva della 59° edizione del Festival di Sanremo
si apre con due star del balletto internazionali: l’elegante Giuseppe Picone, che dalla sequenza iniziale di Billy Eliott esegue la sequenza finale del Lago dei cigni di
Tchaicowski, e la scatenata Carolina Rice.
La serata prevede l’esibizione dei 10 Artisti rimasti in gara: i tre Artisti che otterranno il maggior consenso, si giocheranno la vittoria con un’ulteriore votazione.
Prima di cominciare la gara, viene dato spazio alla vincitrice della sezione Proposte, Arisa, che ha stregato tutti con la sua “Sincerità”.
Altra piccola gioiosa parentesi, la telefonata ad Antonella Clerici che in mattinata ha partorito la piccola Mael.
Finalmente parte la gara ed il primo artista ad esibirsi è Sal Da Vinci (“Non riesco a farti innamorare”), seguito a ruota da Pupo, Paolo Belli e Youssou N’Dour (“L’opportunità”).

È poi il momento tanto atteso dell’ingresso sul palco dell’Ariston di Maria De Filippi: come suo solito, ironizza su se stessa (chiede il corrimano per scendere la scalinata), chiede di fare la valletta e annuncia a modo suo la telepromozione. Abito discutibile.
Dopo la telepromozione viene mandato in onda un servizio da New York, che testimonia l’affetto degli italo-americani per il Festival.
La gara riprende con Povia (“Luca era gay”), che per l’occasione ha sciolto i capelli… Il consueto cartellone mostrato a fine canzone stasera recita: “Ognuno difende la sua verità”. Sacrosanto. Un plauso anche a Monia Russo, la corista che l’ha accompagnato durante le cinque serate.
Tocca poi a Maria De Filippi presentare per la prima volta un artista in gara al Festival di Sanremo: è Patty Pravo (“E io verrò un giorno là”).
Segue Francesco Renga col brano “Uomo senza età” dedicato alla figura del tenore ed in particolare a Luciano Pavarotti.

Dopo la pubblicità, fa il suo ingresso Luca Laurenti, osannato dal pubblico.
Entra con lo stacchetto riservato nelle precedenti sere alle Proposte e presenta, naturalmente fuori gara, una sua canzone inedita: “Sogni d’oro”. La dedica a suo figlio ma in generale anche a tutti i figli del mondo, perché “ogni figlio che nasce è una luce che si accende nel cuore”. Bravo.

È poi il momento del modello di turno: è David Gandy, noto testimonial di Dolce & Gabbana.
Insieme a Bonolis, introduce l’esibizione di Marco Carta (“La forza mia”), pupillo della De Filippi che l’ha scoperto nel suo talent-show “Amici”. Sbaglia un attacco, oltre alla dizione.
Segue Al Bano col brano “L’amore è sempre amore”, ripescato dal televoto dopo la provvisoria eliminazione nella seconda serata.
Cambio d’abito (di male in peggio) per Maria De Filippi, che presenta con la sua solita professionalità e in rapida successione Marco Masini (“L’Italia”), Fausto Leali (“Una piccola parte di te”) e Alexia con Mario Lavezzi (“Biancaneve”).

Dopo l’ennesima pubblicità, in attesa del responso del televoto, fa il suo ingresso l’attore Vincent Cassel. Francese, marito di Monica Bellucci, si dimostra simpaticissimo nonostante nella sua carriera tenda a prediligere ruoli da cattivo. Coglie l’occasione per promuovere il suo nuovo film, “Nemico pubblico N°1”, che uscirà in due parti nei prossimi mesi.
L’intervista si chiude con una simbolica testata data da Bonolis a Cassel, che ripaga quella di Zidane a Materazzi.

Spazio anche alla vincitrice del concorso SanremoWeb, Ania, che esegue per la prima volta sul palco dell’Ariston il brano “Buongiorno gente”, che le è valso la vittoria di questa prima edizione del concorso riservato alla Rete. A lei viene assegnato anche il premio Siae, consegnatole dal presidente della Siae, avv. Giorgio Assumma.
A mio parere, il brano non è proprio eccezionale e stento a credere che tra gli altri 99 pezzi in gara non ce ne sia stato uno migliore.

Lo spettacolo continua con due modelli a confronto: David Gandy e Luca Laurenti. Vince, in simpatia, il secondo.
Ma l’attesa per i risultati è ancora lunga, quindi viene dato spazio ad un altro ospite internazionale: Annie Lennox.
Grande carriera musicale, prima negli Eurithmics poi da solista, è considerata una delle dieci donne più influenti del rock.
Dopo una breve intervista, delizia il pubblico eseguendo al pianoforte una nuova versione del suo successo, “Why“.
Viene quindi assegnato il premio speciale “Città di Sanremo” alla carriera di Mino Reitano. A ritirarlo commossa è la moglie Patrizia.

Finalmente arrivano i risultati, dalle mani di Maria De Filippi: i tre finalisti sono Marco Carta, Povia e Sal Da Vinci. I più giovani tra i dieci finalisti.
Risultato sorprendente ma fino ad un certo punto, considerando la popolarità di Marco Carta, l’interesse mediatico di Povia e la napoletanità di Sal D’Alessio…oops.. Da Vinci.
Per gli altri artisti, più o meno bravi, non c’è stato scampo.
Tutti e tre riproporranno la loro canzone e saranno nuovamente televotati, fino a definire il podio ufficiale del 59°Festival della Canzone Italiana.
L’entusiasmo maggiore dal pubblico in sala sembra rivolto a Sal Da Vinci, l’unico melodico rimasto in gara, mentre scandiscono il tempo battendo le mani sul rap di Povia.

Anche per la serata finale viene dato spazio ad una lettera aperta al Festival: questa sera è l’attrice Piera Degli Esposti a recitare la lettera scritta da Dacia Maraini.
Viene quindi riproposta la canzone che ha aperto questa edizione del Festival: il “Nessun dorma” cantato da Mina, a cui è stato sapientemente abbinato un mix di immagini tratte da queste cinque serate festivaliere.

Prima del vincitore assoluto, vengono annunciati vari premi collaterali.
Il premio della critica “Mia Martini” viene assegnato ad Arisa per la sezione Proposte e agli Afterhours per la sezione Artisti. Ad Arisa viene anche assegnato il premio Sala Stampa, Radio e Tv, premio che per la sezione Artisti viene assegnato a Povia. E quest’ultimo è un risultato sorprendente, dato il tanto clamore sollevato sulla sua canzone proprio dai giornalisti.

Il vincitore della 59a edizione del Festival di Sanremo è Marco Carta, con la canzone “La forza mia”.

 

Una curiosità: il brano è stato scritto da Paolo Carta, compagno di Laura Pausini, già partecipante al Festival di Sanremo e protagonista dell’apertura del Festival 2005 sempre condotto da Bonolis (eseguì l’inno di Mameli alla chitarra elettrica).
Una vittoria schiacciante non per le qualità espresse ma per merito del televoto, modalità che gli ha garantito un risultato quasi plebiscitario (se non è così, poco ci manca).
Ma la domanda che continuo a pormi è: cosa ci faceva Marco Carta tra i big?
Perché, diciamocelo chiaro, non basta cambiare nome alla categoria, da BIG a ARTISTI per giustificare l’ingresso tra loro del 24enne vincitore di un “reality”.
E’ la vittoria anche di Maria De Filippi (presenza non casuale la sua), che ha rischiato di fare la doppietta con Karima tra le proposte, trasformando così Sanremo in una succursale di “Amici”.

La classifica ufficiosa vuole Povia al secondo posto e Sal Da Vinci al terzo.
Risultati a parte, è stato un bel Festival, ben organizzato e briosamente condotto.
Speriamo che, epurato dei pochi difetti (tra cui il sistema di voto), possa essere riproposto nel 2010, in occasione del 60° anniversario del Festival della Canzone Italiana.

 

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