Sanremo Story
 

2009 (59a Edizione)
La seconda serata

Commento a cura di Cristiano Mancin


La seconda serata del Festival
si apre con alcune immagini del film “Amadeus”, mentre la Messa da Requiem prende pian piano forma nell’esecuzione dell’orchestra di Sanremo, coadiuvata dal coro Jubilate di Legnano, e con l’ennesima contaminazione rock (stavolta tocca ad “Another brick in the wall” dei Pink Floyd).
Dopo un accenno agli esclusi di ieri, in particolare a Iva Zanicchi, parte la gara dei 13 big rimasti in gioco.

I primi a salire sul palco sono gli ultimi della prima serata, ovvero Alexia e Mario Lavezzi; resto dell’idea che Alexia meritava un miglior partner e che Lavezzi sia ottimo come compositore ma meno come interprete.

Partner femminile di questa sera è l’elegante Eleonora Abbagnato, prima ballerina all’Operà di Parigi. Spigliata, tiene testa alle battute di Bonolis.

Povia canta la sua “Luca era gay” concludendo con un cartello che recita “Nessuno ha sempre ragione”, che mi sembra azzeccato. Segue Al Bano, che parte meglio della prima sera, candidandosi seriamente per la vittoria finale con la sua “L’amore è sempre amore”.

Dopo una battuta col direttore di Raiuno, Fabrizio Del Noce, entra da far suo Luca Laurenti, che bissa il successo della prima sera cantando magistralmente “New York, New York”. Da notare il sorriso sornione di Bonolis, che gongola d’innanzi al successo del suo fedele compagno di lavoro. E a proposito di pupilli di Bonolis, ecco giungere il momento di Nicky Nicolai e Stefano Di Battista. Esibizione da podio, anche se conoscendo le giurie sanremesi temo che ne resteranno fuori. Tocca poi alla napoletanità di Sal Da Vinci, con una canzone (“Non riesco a farti innamorare”) tipica del genere neomelodico portato al successo da Gigi D’Alessio, non a caso autore del brano.

Dopo la pubblicità, cambio d’abito per Eleonora Abbagnato (brutto smoking maschile), prima dell’ingresso dei Gemelli Diversi. Il loro rap è forse il primo, nella storia del Festival, ad avere un senso e a meritare il consenso del pubblico.
Anche stasera per Laurenti butta male, perché ad attenderlo c’è un altro modello: è
l’israeliano Nir Lavi, trentenne, attore di spot pubblicitari e noto ai più come “l’uomo dagli occhi che parlano”.
Insieme introducono il trio formato da Pupo, Paolo Belli e Youssou N’Dour, in gara con “L’opportunità”: canzone con un significato importante ma con un ritornello “da oratorio”.
È poi la volta di Francesco Renga, con la sua romanza “Uomo senza età” che a un secondo ascolto risulta assai più apprezzabile.
Eleonora Abbagnato prova poi a convincere Bonolis a ballare, non ottenendo (per ora) risultati.
La gara riprende con “L’Italia” di Marco Masini, pezzo ricco di citazioni dalla cronaca attuale e forse anche per questo molto criticato.
Paolo Bonolis e Luca Laurenti ripropongono quindi una di quelle classifiche tipiche della loro trasmissione “Il senso della vita”, forse esagerando nel prendersi un tale spazio a scapito della gara. Chiudono il siparietto intonando “Tanto pe’ cantà”.
Si torna poi alla gara con Patty Pravo, molto amata ma decisamente “fuori forma”.

Dopo l’ennesimo stacco pubblicitario, viene reso omaggio a Fabrizio De André, a 69 anni esatti dalla sua nascita.
A farlo in grande stile è la PFM, Premiata Forneria Marconi, gruppo storico con cui De André ha lavorato per anni, insieme agli attori Claudio Santamaria (bravo anche come cantante, l’aveva già dimostrato recitando nella fiction dedicata a Rino Gaetano) e Stefano Accorsi.
Cantano “Bocca di rosa” e “Il pescatore”, due dei brani che maggiormente subirono l’effetto benefico del loro arrangiamento.

Ed è ancora gara, con Marco Carta e la canzone “La forza mia”. Il vincitore di “Amici” è tra i favoriti e porta un buon pezzo; non mi stupirei se arrivasse tra i primi, piuttosto mi stupisco ancora del fatto che gareggi tra i big.
Segue Fausto Leali (“Una piccola parte di te”), ormai decisamente avviato sul viale del tramonto. Peccato.
Prima dell’ultima esibizione, Luca Laurenti presenta Nilla Pizzi, confondendo questa edizione del Festival, la cinquantanovesima, con quella del 1959!
L’ultima ad esibirsi è Dolcenera, che canta molto bene “Il mio amore unico”. Purtroppo il regista non ci permette mai di ammirarla per intero, offrendoci solo primi piani e campi lunghissimi.

Finalmente la Abbagnato riesce ad esibirsi in quello che meglio le riesce, anche se limitandosi nei movimenti e utilizzando l’immobile Bonolis come sbarra!
Il momento letterario è affidato stasera ad Alessandro Haber, che legge una bella lettera (in realtà una sorta di racconto breve) scritta da Paolo Giordano, Premio Strega 2008 col suo romanzo “La solitudine dei numeri primi”.

Un po’ prima rispetto a ieri, complice la mancanza di 3 big, riprende anche la gara delle Proposte.
La prima è Silvia Aprile, reduce dell’esperienza di “X Factor”, con un pezzo (“Un desiderio arriverà”) scritto per lei da Pino Daniele. Bella voce, bella presenza, bella canzone.
La seconda è Chiara Canzian, altra figlia d’arte della grande famiglia dei Pooh (dopo Francesco Facchinetti e Daniele Battaglia). Dimostra ottime doti vocali.
La terza è Karima, anch’essa nota al grande pubblico per la sua partecipazione al programma “Amici”. Ha una voce sorprendente, il pezzo è super classico, lei è un’ottima interprete, anche se a tratti allontana troppo da sé il microfono finendo per non essere sentita. A metà esecuzione si toglie le scarpe dai vertiginosi tacchi, rimanendo a piedi nudi: sembra un gesto studiato a tavolino…
Quarta proposta della serata è Iskra, con “Quasi amore”.
Da tantissimi anni segue Lucio Dalla nelle sue tournée, raccogliendo sempre molti apprezzamenti. Questo pezzo da solista, accompagnata dal coro polifonico di Bologna, non ne esalta però al meglio la qualità.
Segue Barbara Gilbo con “Che ne sai di me”. Voce a tratti graffiante, a tratti afona. L’unica forse tra tutte le Proposte a deludere le aspettative.
Ultima proposta in gara è Arisa, col brano “Sincerità”.
Motivetto orecchiabile, cattura subito il pubblico, che la accompagna battendo le mani. Sembra timida e un po’ stralunata, ma è ben intonata e dalla dolce voce.
La serata si chiude con la lettura dei dieci Artisti che approdano di diritto alla serata di venerdì, quella dei duetti.

Il responso ha del sorprendente, perché elimina provvisoriamente Al Bano, Nicky Nicolai con Stefano Di Battista e Sal Da Vinci.
Lo stesso Bonolis si dice sorpreso dal risultato (immagino soprattutto per gli amici Nicolai – Di Battista), lasciandosi anche scappare “questo non me l’aspettavo” all’uscita del nome di Marco Carta come qualificato al prossimo turno.
Riepiloghiamo i nomi dei sei artisti fin qui esclusi: Afterhours, Al Bano, Sal Da Vinci, Nicky Nicolai con Stefano Di Battista, Tricarico, Iva Zanicchi.
Nella terza serata del Festival potranno esibirsi nuovamente, ma solo due di loro verranno ripescati dal televoto e si uniranno ai 10 Artisti già qualificati.


La serata si chiude con la lettura dei dieci Artisti che approdano di diritto alla serata di venerdì, quella dei duetti.

Il responso ha del sorprendente, perché elimina provvisoriamente Al Bano,
Nicky Nicolai con Stefano Di Battista
e Sal Da Vinci.

Lo stesso Bonolis si dice sorpreso dal risultato (immagino soprattutto per gli amici Nicolai – Di Battista), lasciandosi anche scappare “questo non me l’aspettavo” all’uscita del nome di Marco Carta come qualificato al prossimo turno.


Riepiloghiamo i nomi dei sei artisti fin qui esclusi:
Afterhours, Al Bano, Sal Da Vinci, Nicky Nicolai con Stefano Di Battista, Tricarico, Iva Zanicchi
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Nella terza serata del Festival potranno esibirsi nuovamente, ma solo due di loro verranno ripescati dal televoto e si uniranno ai 10 Artisti già qualificati.


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