Sanremo Story
 

2009 (59a Edizione)
La prima serata

Commento a cura di Cristiano Mancin

Le pagelle della prima serata


Apertura insolita per il Sanremo-bis di Paolo Bonolis
. Seduto ai piedi del palco, il conduttore romano discute con la piccola Beatrice, 7 anni, sull’importanza del teatro Ariston per la musica e sulla storia della musica stessa, prima di dare spazio alla voce insuperabile di
Mina e alla sua interpretazione del Nessun dorma di Puccini. Solo la sua voce e qualche breve immagine del backstage della registrazione del suo disco, ma il fascino della “tigre di Cremona” cattura sempre.
Fuochi d’artificio all’esterno del teatro, come in un’olimpiade, sanciscono ufficialmente l’inizio del Festival di Sanremo 2009.
Ed è subito gara, con Dolcenera e la sua “Il mio amore unico”.
La giuria demoscopica è presente in sala, come non succedeva dagli anni cinquanta, ed esprime il proprio voto da 1 a 10 attraverso una pulsantiera elettronica.
Secondo big in gara è Fausto Leali con “Una piccola parte di te”.

Stupenda l’entrata “a sorpresa” di Luca Laurenti, che si dimostra ancora una volta straordinario interprete, cantando, anche meglio di chi l’ha preceduto, “That’s life”, classico brano di Frank Sinatra.
Poi, come di consueto, si presta a fare da spalla a Bonolis con un siparietto “ad hoc”.
La gara riprende poi con “Il bosco delle fragole” cantata da Tricarico.

Giunge quindi il momento di Alessia Piovan, modella e attrice (?), che si presta alle facili battute sul suo primo ruolo d’attrice (il cadavere del film “La ragazza del lago”); nell’arco della serata incapperà in una serie di piccole “distrazioni”…
E’ lei ad introdurre Marco Carta, vincitore della passata edizione del programma “Amici”, in gara con “La forza mia”. Segue Patty Pravo con “E io verrò un giorno là”.

Dopo la pubblicità, collegamento con Miguel d’Escoto, presidente dell’ONU; attraverso la sua testimonianza, si cerca di lanciare anche da Sanremo un messaggio di pace.
Tocca a Marco Masini riprendere la gara, con “L’Italia”.
Fa quindi il suo ingresso il primo modello di questo Festival: Paul Sculfor, noto alle cronache rosa per i suoi flirt con Jennifer Aniston e Cameron Diaz, scherza con Luca Laurenti, che si aspettava una donna!
Calda accoglienza per Francesco Renga, già vincitore nel 2005, che interpreta un omaggio ai grandi tenori in “Uomo senza età”.

Super ospite della serata è Roberto Benigni.
Dopo una mega sviolinata al Festival, condita con le sue classiche battute su Berlusconi, si complimenta con Mina, anche se “ormai manda solo filmati, come Bin Laden” e propone a Berlusconi di fare lo stesso.
Simpatizza sul testo della canzone di Iva Zanicchi, che ancora deve esibirsi, mettendo un po’ in imbarazzo Bonolis, e accenna alla polemica su Povia e la sua canzone “Luca era gay”, difendendo a spada tratta gli omosessuali in quanto “persone che amano altre persone” e citando Oscar Wilde, anch’egli omosessuale e per questo incarcerato.
Da applausi, come sempre.

Dopo la pubblicità, primo cambio d’abito per Alessia Piovan, che insieme a Bonolis introduce l’inedito trio composto per l’occasione da Pupo, Paolo Belli e Youssou N’Dour (“L’opportunità”).
Tocca quindi a Luca Laurenti presentare, a modo suo, i prossimi cantanti in gara: i Gemelli DiVersi, col brano “Vivi per un miracolo”.
Un intoppo tecnico ritarda la loro esibizione e dà il tempo a Bonolis per una sviolinata a tutto lo staff tecnico.
Giunge poi il momento del ritorno di Al Bano, col brano “L’amore è sempre amore”.
Quindi Bonolis permette agli orchestrali di dar sfoggio delle loro doti artistiche, alternando rock e classica fino a fonderle insieme.
Segue un altro siparietto con Paul Sculfor, in attesa che si appronti il palco per l’esibizione degli Afterhours con “Il paese è reale”.
Tocca quindi alla già citata Iva Zanicchi, col brano “Ti voglio senza amore”, seguita dai beniamini di Bonolis, Nicky Nicolai e Stefano Di Battista col brano, scritto da Jovanotti, “Più sole”.
Dopo la pausa pubblicitaria, è il momento della discussa “Luca era gay” di Povia, a seguito della quale Bonolis concede la parola al presidente onorario dell’Arcigay, Franco Grillini, che ottiene così l’ultima (speriamo) parola. In fin dei conti, tanto rumore per nulla…
Debutta quindi Sal Da Vinci col brano “Non riesco a farti innamorare”, mentre a chiudere la gara sono Alexia e Mario Lavezzi con “Biancaneve”.

Ospite internazionale della serata è la popstar del momento: Katy Perry.
Canta dal vivo, evento sempre più raro per gli ospiti del Festival di Sanremo, e nonostante la febbre, finché non arriva Luca Laurenti che la prende in braccio e se la porta via.
Si apre quindi un angolo dedicato alla poesia, che si ripeterà ad ogni serata: stasera è lo stesso Bonolis a decantare alcuni versi scritti apposta per l’occasione da Alda Merini.

Finalmente, all’una meno un quarto (come sempre troppo tardi), comincia anche la gara delle Proposte.
Mai termine è stato più indicato, in quanto sono proprio dieci illustri artisti affermati a “proporre” dieci artisti da loro selezionati, quasi tutti non nuovi alle platee e ai successi discografici (ecco perché è stato tolto l’aggettivo “Nuove”).
La prima a gareggiare è Malika Ayane, col brano “Come foglie”: ben eseguita, con un timbro decisamente particolare. E’ poi la volta di Irene, figlia di Zucchero: ha appreso molto dal padre e il brano con cui gareggia, “Spiove il sole”, ne è la prova. Potrebbe fare meglio. Simona Molinari è una delle due vincitrici di SanremoLab: la sua “Egocentrica” è un brano ben ritmato, in bilico tra jazz e swing. Molto brava. Chiude la serata Filippo Perbellini, diciottenne, pupillo di Riccardo Cocciante, che si dimostra artista interessante col brano “Cuore senza cuore”.
I primi risultati bocciano gli Afterhours, Tricarico e Iva Zanicchi. Avranno la possibilità di essere ripescati, grazie al televoto, nel corso della terza serata.
Un inizio decisamente esaltante per questo Festival, quanto meno per lo spettacolo offerto.
Le pause sono ridotte al minimo e Bonolis con la sua ironia sa bene come intrattenere il pubblico nei momenti “morti”. Decisamente fuori ruolo Alessia Piovan: fa la bella statuina, sbaglia anche a leggere il gobbo e quando decide di prendere l’iniziativa fa un’infelice battuta su uno dei direttori d’orchestra.
I migliori interpreti, purtroppo, sono fuori gara e sono Katy Perry e Luca Laurenti, mentre credo che le Proposte, almeno quelle sentite finora, possano garantire un miglior spettacolo rispetto ai big.


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