Sanremo Story
 

Festival di Sanremo 2006
La terza serata

Commento a cura di Cristiano Mancin

Il riepilogo della terza serata e la scaletta della quarta venerdì 3 marzo

Dopo l’esaltante prestazione della nazionale italiana di calcio, tocca a Panariello e compagni riscattarsi dopo le prime due serate, a detta di molti, non troppo esaltanti.
A sorpresa, apre la serata Leonardo Pieraccioni.
Entra con una piantina in mano, perché “più che il festival di Sanremo sembra il festival del marmo di Carrara” e fa battute per sdrammatizzare l’incerto esordio della manifestazione.
Tocca a lui introdurre Ilary Blasi, nonché Giorgio Panariello travestito da fratello di Pieraccioni. Piccola gag tra loro, ma l’unico a divertire davvero è Pieraccioni.

Ad aprire la gara, per la categoria donne, è Simona Bencini con “Tempesta”, brano scritto da lei insieme alla cantautrice Elisa.
Siparietto di Victoria Cabello, sempre meno divertente, che dal backstage lancia un finto televoto per eliminare le 4 modelle madrine delle 4 categorie, che stasera indossano abiti di Gianfranco Ferré.

Tocca quindi ai Nomadi, primo gruppo della serata, con “Dove si va”: sembrano galvanizzati dal provvisorio primo posto e sicuramente ne giova la loro esecuzione.
Prima della pubblicità, viene introdotta la categoria uomini, la cui madrina è la modella Marta Cecchetto: per lei in platea c’è il fidanzato Luca Toni. Il primo big della categoria uomini a gareggiare è Alex Britti con “…solo con te”.

Ed arriva il momento del primo ospite internazionale di questa serata ed è il campione mondiale di wrestling John Cena, affermato anche come rapper.
Giorgio Panariello, con addosso una maschera da Pippo Baudo, si presenta come “Festival Man” per sfidarlo, salvo smascherarsi non appena Cena alza la voce .
Inaspettatamente, John Cena non è a Sanremo come rapper ma proprio come atleta, per raccontare un po’ della sua esperienza e per lanciare l’ennesimo messaggio ai ragazzi che seguono il wrestling: “Don’t try this at home” (letteralmente “Non provateci a casa”).

Si torna poi alla gara con Spagna e il suo brano “Noi non possiamo cambiare”, prima della pantomima che anticipa l’esibizione degli Zero Assoluto (“Svegliarsi la mattina”): Victoria Cabello e Vanessa Hessler, più impacciate che mai, non sanno che dire per riempire il tempo che occorre per preparare l’esibizione del duo romano. E subito dopo, altro ospite:
Carlo Verdone, che entra travestito da “Assunta De Senis”, fantomatica vecchia gloria del festival. Gag lunghissima, fortunatamente interrotta a un certo punto da Silvio Muccino; i due, infatti, sono entrambi interpreti del film “Il mio miglior nemico”, nelle sale in questi giorni.

Dopo la pubblicità, altra gaffe di Victoria Cabello, che presenta la canzone di Michele Zarrillo come “L’alfabeto degli animali” anziché “L’alfabeto degli amanti”: altro episodio che sta rendendo irritante la conduzione di questa serata del festival. Zarrillo comunque applauditissimo.
Completa la categoria donne DolceNera con “Com’è straordinaria la vita”: emozionatissima, dà il meglio di sé nella prima parte, quando si accompagna al pianoforte. Seguono Noa, Carlo Fava e Solis String Quartet con “Un discorso in generale” e Luca Dirisio con “Sparirò” per chiudere la serie dei big in gara.

Giunge così il momento dei giovani.
La prima a cantare è L’Aura con “Irraggiungibile”: esegue in maniera originale un pezzo non eccezionale; ricorda vagamente Valentina Giovagnini (seconda nel 2002), speriamo solo abbia un po’ più successo di lei.
Secondo giovane è Riccardo Maffoni con “Sole negli occhi”: discreto il brano, ma è lontano da quando vinse Castrocaro.
A rischio. Seguono gli Ameba 4 con “Rido… forse mi sbaglio”: il loro rock è troppo sofisticato per pensare di lasciare il segno nelle giurie di Sanremo.

Vengono poi ospitati gli atleti italiani che hanno vinto le medaglie d’oro alle recenti olimpiadi invernali di Torino; si evidenzia così come solo gli uomini siano saliti sul gradino più alto del podio.
Cantano insieme a Panariello “Bella” di Jovanotti, dedicandola ad Ilary Blasi.

La gara dei giovani riprende con Ivan Segreto, che canta “Con un gesto”: buon jazz, ma va seguito col testo davanti per comprenderlo al meglio. Segue Andrea Ori con “Nel tuo mare”: tra gli autori del brano c’è Mino Vergnaghi, vincitore del Festival nel 1979 e ora collaboratore di Zucchero. E in questo brano si sente l’influenza del “Joe Cocker” italiano. Chiude la gara Tiziano Orecchio con “Preda innocente”: cerca di salvare con un paio di acuti finali un’esecuzione mediocre, ma invano.

In attesa dei risultati, secondo ospite internazionale: Shakira. Come gli ospiti che l’hanno preceduta, canta in playback, per promuovere senza sbavature il suo nuovo singolo, ma a differenza degli altri parla piuttosto bene l’italiano.

Giungono i primi risultati e sono quelli riguardanti i giovani: passano il turno L’Aura, Riccardo Maffoni e Tiziano Orecchio.
Per la categoria gruppi, passano il turno i Nomadi e gli Zero Assoluto.
Per la categoria donne, passano il turno Simona Bencini e DolceNera. Per la categoria uomini, passano il turno Alex Britti e Michele Zarrillo.
E’ chiaro che gli artisti conoscono già il risultato, dal momento che nel backstage mancano proprio Luca Dirisio, Noa e Carlo Fava che sono stati eliminati. Solo Ivana Spagna, sportivamente, si presenta sul palco a prendere il meritato applauso.

All’una e mezza, dopo un riepilogo di chi ha passato il turno e dopo aver ricordato i codici con cui votare da casa e col cellulare, si chiude questa lunghissima terza serata. Sanremo scricchiola: speriamo regga fino a sabato notte!



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