Sanremo Story
 

Festival di Sanremo 2004
La seconda serata

Commento e pagelle a cura di Cristiano Mancin

La seconda serata del Festival di Sanremo 2004 si apre, dopo il consueto siparietto di Gene Gnocchi, con la classifica parziale della prima serata. Simona Ventura commenta la classifica facendo notare che a Sanremo essere dati per favoriti porta rogna (vedi Neffa solo ottavo): peccato che al primo posto ci sia proprio Marco Masini, che per anni è stato accusato di essere uno iettatore! .

Una novità positiva viene dall’eliminazione della voce fuori campo che introduceva i cantanti, cosa che troncava la presentazione della Ventura ed era molto poco carina. Assente Maurizio Crozza, per i suoi impegni teatrali, la parte comica resta affidata ai soli Paola Cortellesi e Gene Gnocchi, che bissano il successo della prima sera. Tra gli ospiti, il gruppo caraibico degli Aventura, che hanno proposto il loro successo planetario “Obsesiòn”, e Roberto Bolle, ballerino di fama mondiale che ha deliziato il pubblico con la sua tecnica e le sue linee eleganti.

La star della serata è senza dubbio Dustin Hoffman. L’attore americano, arrivato a Sanremo con la moglie che lo segue divertita in platea, scambia numerose battute, anche in italiano, con un’estasiata Simona Ventura, che riesce comunque, in maniera impietosa, a rovinare un meraviglioso momento televisivo facendogli canticchiare a fatica “Quando, quando, quando” dell’ormai bistrattato Tony Renis. Più decoroso il duetto con Gene Gnocchi, in cui Dustin Hoffman legge una poesia in inglese e Gnocchi la traduce commentandola a modo suo, ed esilarante la gag con Paola Cortellesi che finge di essere la sua amante! Tutto questo in aggiunta all’intervista semi-seria in cui l’attore elogia il cinema italiano e ricorda con piacere di aver recitato al fianco di Stefania Sandrelli (assente per motivi di salute) nel film del 1972 di Pietro Germi “Alfredo, Alfredo”.

Ma veniamo ai cantanti in gara. Anche nella seconda serata 11 canzoni in gara, ma livello mediamente inferiore alla prima serata. Eccone il dettaglio:

Le pagelle e la classifica provvisoria della 2a serata

1) Mario Rosini – “Sei la vita mia”
Ottimo pezzo melodico, voce incantevole. Straordinario. Strappa numerosi applausi e li merita tutti. Peccato che proprio lui si dimentichi il suo codice per il televoto (che comunque compare prima di ogni esibizione)!
Voto: 10

2) Bungaro – “Guardastelle”
Bella atmosfera, intensa interpretazione. Bravo.
Voto: 7+

3) Linda – “Aria sole terra e mare”
L’hanno definita “l’Anastacia italiana”, una bianca dalla voce nera. Più che nera la voce sembra “grigia”. Le manca una buona dose di entusiasmo, specialmente all’inizio dell’esecuzione di un pezzo che sicuramente merita. Da risentire.
Voto: 5

4) Massimo Modugno & Gipsy Kings – “Quando l’aria mi sfiora”
Per presentarlo, Simona Ventura sottolinea che ha “un cognome importante… il cognome di suo padre”. Che scoperta! Lui, accompagnato dai Gipsy Kings, presenta una canzone scritta dalla premiata ditta Mogol-Bella, che puntualmente ricorda alcune di quelle già scritte per gli ultimi album di Adriano Celentano. Ma Modugno non è Celentano, e purtroppo non s’avvicina nemmeno un po’ al padre. Fece meglio nel 1992.
Voto: 5,5

5) Adriano Pappalardo – “Nessun consiglio”
Secondo le dichiarazioni prefestivaliere, sue e di Tony Renis, avrebbe dovuto far “venire giù” il teatro. In realtà l’unico ad andare giù è proprio lui. Con un look ormai acquisito da “L’isola dei famosi”, cerca di metterci la solita grinta pur manifestando una tensione da cui non riesce a liberarsi. La voce (scarsa) non permette al pubblico di capire bene il testo. E forse è un bene.
Voto: 4,5

6) Daniele Groff – “Sei un miracolo”
Altra voce scarsina, nonostante una canzone accettabile. Vittima dell’emozione? Sicuramente fece meglio nella precedente partecipazione sanremese.
Voto: 5,5

7) Omar Pedrini – “Lavoro inutile”
Già ultimo nel 2002 con i Timoria, Omar Pedrini si candida per bissare quel risultato negativo come solista. Brutta la canzone, altrettanto l’esecuzione. Stonato dal primo all’ultimo verso.
Voto: 4

8) Simone – “E’ stato tanto tempo fa”
Un buon rock, da vero emulo di Vasco Rossi, come Simone si definisce. Vocalmente e fisicamente ricorda il Grignani degli esordi.
Voto: 6,5

9) Pacifico – “Solo un sogno”
Diretto dal figlio d’arte Paolo Jannacci, Pacifico presenta una canzone carina, che la sua voce nasale rende quasi fastidiosa. Avrebbe fatto meglio a restare a scrivere per gli altri.
Voto: 4,5

10) André – “Il nostro amore”
Ritmo giovane, frizzante, ma testo un po’ “povero”. Complessivamente una buona prova, macchiata però da un pauroso gorgheggio finale.
Voto: 6+

11) Piotta – “Ladro di te”
Una prova semplice semplice, senza infamia e senza lode, per il rapper romano. Un “meno” per il testo.
Voto: 6-



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