Sanremo Story
 

Festival di Sanremo 2004
La prima serata

Commento e pagelle a cura di Cristiano Mancin

1) Marco Masini – “L’uomo volante”
Bella canzone, ma troppo legata al suo solito stile. Per i suoi più appassionati fans è sicuramente un altro successo.
Voto: 6,5

2) Morris Albert & Mietta – “Cuore”
Sebbene si senta l’emozione della prima serata, specialmente in Mietta che torna al Festival dopo 4 anni, e nonostante qualcuno abbia definito troppo “mielosa” la canzone, i due forniscono un’ottima prova di affiatamento (a differenza di alcune coppie del passato anche recente, come Anna Tatangelo e Federico Stragà del 2003) e ci regalano una bella canzone d’amore.
Voto: 9

3) Stefano Picchi – “Generale Kamikaze”
Un bel testo, dal tema tanto forte quanto attuale, sostenuto da un’ottima musica. A mio giudizio tra i migliori della serata.
Voto: 8

4) Paolo Meneguzzi – “Guardami negli occhi (Prego)”
La maggiore delusione della prima serata. Canzone al di sotto delle aspettative, esecuzione che fa rimpiangere gli anni del playback.
Voto: 5

5) Andrea Mingardi & I Blues Brothers – “E’ la musica”
Scatenato rythm’n blues per il 55enne bolognese, che torna così alle sue origini. Coinvolgente e ben coreografato dalla presenza sul palco della Blues Brothers Band. Ma dov’è l’amore che, secondo lui, doveva trasparire dal testo?
Voto: 7

6) Mario Venuti – “Crudele”
Alcuni tg l’hanno inserito tra i possibili vincitori (insieme a Neffa) ma a parer mio la sua canzone è di ben poco impatto. Non l’aiuta Simona Ventura, definendolo sadomasochista per il suo testo.
Voto: 5,5

7) Danny Losito & Las Ketchups – “Single”
Principale candidato a vincere l’Oscar del trash 2004, Losito si avvale di tre “coriste per caso” che rispondono al nome di Las Ketchup (quelle di “Asereje”). Strappa un timido sorriso ed è già un gran risultato.
Voto: 6+

8) Neffa – “Le ore piccole”
Altro favorito per i giornalisti, ancora prima dell’inizio del Festival, delude un po’ le aspettative. Lo swing non è proprio un genere adatto a uno come lui, che di suo è già piuttosto “soporifero”…
Voto: 6-

9) Dj Francesco – “Era bellissimo”
E’ il primo a salire sul palco e per vincere l’emozione si scatena più del solito, sfiorando quasi il ridicolo. Ma è nella sua natura di gran trascinatore, ed è questo il suo maggiore (e forse unico) pregio.
Voto: 6

10) Veruska – “Un angelo legato a un palo”
Prima donna di questo Festival quasi esclusivamente maschile (le altre sono Linda e Mietta), ha buone qualità vocali anche se la canzone non l’aiuta.
Voto: 6,5

11) DB Boulevard & Bill Wiman – “Basterà”
Per descrivere questa esibizione prendo spunto da una frase di Simona Ventura: basterà la presenza di Bill Wyman per vincere il Festival? La risposta è scontata: no! Era proprio il caso di scomodare l’ex bassista dei Rolling Stones per andare a Sanremo? Peraltro questa band nostrana se la cava dignitosamente, anche se devo togliere mezzo punto al voto finale per la voce non sempre perfetta del cantante.
Voto: 6

Le Cirque du SoleilDurante la serata sono intervenuti in qualità di ospiti i Black Eyed Peas, gruppo hip-hop rivelazione del 2004, che hanno cantato due loro grandi successi (“Where is the love?” e “Shut Up”) e Le Cirque du Soleil, esibizione di saltimbanchi davvero spettacolare.

In chiusura, con una serata d’anticipo rispetto al previsto, è stato consegnato il
Gino Paolipremio alla carriera 2004 a Gino Paoli, che ha cantato tre suoi grandi successi: “Un altro amore” (terza al Festival del 2003), “La gatta” e “Una lunga storia d’amore”. Segue piccola gaffe di Simona Ventura che non intervista Gino Paoli, il quale mestamente ritira commosso il suo premio e se ne va.

In definitiva, un Festival veloce, divertente, con qualche imprecisione che però ci sta per un gruppo di presentatori e intrattenitori al debutto sul prestigioso e suggestivo palco dell’Ariston.

Anche se qualcuno già rimpiange Pippo Baudo…
Una serata all’insegna dell’intrattenimento più che della musica quella di Martedì 2 Marzo 2004, prima serata del 54° Festival della Canzone Italiana.

Il primo siparietto vede protagonista Raoul Bova, ospite e “valletto” di Simona Ventura. Gag un po’ stentata. Bova è più bravo di Simona Ventura a parlare siciliano.

Troppe e ad un certo punto quasi insopportabili le battute satiriche di Gnocchi, Crozza & C. sul direttore artistico Tony Renis e le sue trattative per portare sul palco dell’Ariston numerosi ospiti internazionali. La loro simpatia va scemando nell’arco delle 3 ore di trasmissione (come promesso non si è andato molto oltre la mezzanotte).

Ciò nonostante si ride, con la sorprendente imitazione di Elton John firmata Maurizio Crozza, con gli interventi di Paola Cortellesi e con alcuni filmati preparati da Gene Gnocchi ad hoc per ogni cantante.

Tra le varie gag, troviamo una simpatica quanto gratuita pubblicità ad Adriano Pappalardo (in gara il giorno dopo) che viene ricordato come concorrente del reality show “L’isola dei famosi”, condotto anch’esso da Simona Ventura.
La conduzione della Ventura, visibilmente emozionata ed evidentemente poco abituata a certi lunghi spettacoli, è caratterizzata dalla consueta “sindrome del gobbo”: legge tutto e, purtroppo, si vede! Senza contare che ad ogni stacco pubblicitario, nell’ultima inquadratura da lontano, sembra dire “ma chi me l’ha fatto fare!”.



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