Sanremo Story
 

IL 2000 - LA STORIA

A cura di Rey Brambilla


Per la seconda volta consecutiva è Fabio Fazio a condurre questa edizione; il presentatore stesso dichiara che questa sarà la sua ultima volta.

E’ affiancato dal suo grande amico ed irresistibile comico, Teo Teocoli; dalla bellezza di turno, tutta mediterranea, Ines Sastre e da il grande tenore italiano, Luciano Pavarotti (“Big Luciano”), che arriva a Sanremo con tantissime valigie e la sua compagna Nicoletta Mantovani.

Fazio sarà come sempre bravo, senza aumentare il numero dei conduttori come l’anno prima ma dando più spazio alle canzoni; Teocoli sarà grandioso nelle sue imitazioni (memorabile quella del motociclista Valentino Rossi); Ines Sastre si arrangerà col suo sorrisone e la sua parlata italo-spagnola (abbastanza imbarazzante è il rumore della sua risata) ed infine “Big Luciano”, sarà un po’ la personalità di turno (come l’anno prima Dulbecco), tentando di insegnare ad Ines Sastre l’intonazione lirica (con Fazio che farà la parte dello scettico) e portando avanti l’idea dell’azzeramento del debito dei paesi del terzo mondo,nei confronti dei paesi industrializzati.

Ci sarà ancora la” giuria di qualità” (che ancora farà delle sorprese) capitanata, stavolta, da Mike Bongiorno (che non farà mancare la sua gaffe parlando di una classifica di soli primi tre posti, mentre in verità la classifica alla fine sarà intera).

Anche Striscia la Notizia si quieta un po’, eccetto il bravissimo Dario Ballantini, sosia di Gianni Morandi, presente in gara.

Il Dopofestival sarà presentato dalla brava e bella Alessia Marcuzzi, che lo presenterà seriamente e senza fronzoli e dai comicissimi Fichi d’India, che daranno un “commento”, alla loro maniera, all’inizio di ogni serata del Dopofestival (memorabile la battuta: “Oggi ho visto un grasso russo col colbacco in testa..ma poi ho scoperto che era Luciano Pavarotti con in testa Lucio Dalla..).

La grana più grossa viene dai super-ospiti italiani. Lucio Dalla, che canterà “4 Marzo 1943″ e che riceverà, commovendosi visibilmente, un grosso complimento da Pavarotti; la bravissima Fiorella Mannoia e Tony Renis, direttamente dagli Stati Uniti con un aereo, che riceverà il premio alla carriera e ricorderà il grande Domenico Modugno e bravo anche Antonello Venditti. La grana però scoppia con Jovanotti. Il cantante presenta un rap, fuori programma, dal titolo “Cancella il debito” (anche lui segue questo compito). Il problema sorge quando lui indirizza la canzone al presidente del consiglio, di quell’anno, Massimo D’Alema (che difatti avrà in udienza Jovanotti e Bono degli U2); la Destra però non accetta e parla di Festival di sinistra e di mancata Par Condicio. Davanti alle scuse e le proteste dello stesso Jovanotti, sarà Teocoli a sdrammatizzare la cosa, improvvisando un rap su Berlusconi.

Come sempre scelti anche gli ospiti stranieri: gli Eurithmycs (incredibilmente riuniti); Enrique Iglesias (figlio di Julio); Tom Jones, l’intramontabile; i grandi Oasis; il grande Sting; la sempre verde Tina Turner; Robbie Wiliams (l’ex Take That) che si porta dietro il solito numero di fans e il grande Bono degli U2 (che sponsorizza, come già detto, l’azzeramento per il debito dei paesi del terzo mondo).

Fino alla fine ci sarà l’insicurezza totale sul vincitore. Il primo nome viene dal grande ritorno di Gianni Morandi. Gianni ritorna con una canzone firmata da Eros Ramazzotti, forse più adatta ad Eros che a lui, poiché Gianni la trasforma in una canzone vecchio stile (con tendenze alla Modugno), “Innamorato” ma è una canzone da festival.

Con clamorosa sorpresa però, i risultati parziali della prima sera, danno come primo posto Gerardina Trovato con la sua “Gechi e vampiri. La giovane cantante, che non tornava a Sanremo dal 1994 (“Non è un film”) aveva attraversato una lunga depressione, dove era diventata brutta e grassa (infondo come era apparsa nel 1994) ma si era poi tirata su grazie ai genitori e grazie ad un amore; proprio di questo parla la sua canzone,”Gechi e vampiri”, eseguita solo con la sua chitarra acustica.

Papabile alla vittoria sembra anche Irene Grandi. La brava e bella cantante toscana, ritorna a Sanremo da vera Big, dopo il suo esordio nel 1994 (“Fuori”) con un pezzo scritto da Vasco Rossi, “La tua ragazza sempre”, dove Irene scatena tutta la sua energia e la sua simpatia, saltando da una parte e l’altra del palco, con una bella canzone.

Alla fine però, dopo la girandola di nomi (Trovato, Morandi, Grandi), vince chi meno te l’aspetti, cioè la Piccola Orchestra Avion Travel. Tornati a Sanremo dopo il successo di “Dormi e sogna”, del 1998, il gruppo porta una canzone forse meno interessante e più demodè, “Sentimento”, che però vince a sorpresa. Si dirà che per una volta al festival, non ha vinto la classica canzone da Sanremo.

Seconda è Irene Grandi e terzo è lo “sconfitto” Morandi.

Per la seconda volta, si tenta di portare o riportare, sul palco di Sanremo, dei Big giovani, ossia le nuove leve, che magari avevano partecipato a Sanremo ma poi non erano più tornati. Un caso già detto è Irene Grandi. Con grande sorpresa riappare Carmen Consoli. La cantante catanese (detta la “cantantessa”), torna a Sanremo dopo il 1997 e la sua incredibile bocciatura con “Confusa e felice”; dice di aver chiesto di venire anche l’altro anno ma senza risposta e che quest’anno ci voleva venire a tutti costi, poiché l’atmosfera di San Remo gli ricorda tanto la festa di Sant’Agata, alla sua amata Catania. Porta un pezzo lento ma originale, “Bianco e nero”, dove vede delle foto di sua madre alla sua età e pensa a quanto era uguale a lei fisicamente e anche a come poteva avere gli stessi problemi,da questo scaturisce un pentimento su un possibile scontro generazionale, pensando che in fondo sono uguali e con gli stessi problemi.

Un debutto clamoroso è quello del bolognese Samuele Bersani. Il cantautore aveva sempre avversato Sanremo ma improvvisamente decide di parteciparci con una canzone molto bella ma difficile, “Replay”, per cui molti lo paragonano a Luigi Tenco (che lui stesso ammette di aver sempre ascoltato).

Infine un debutto che forse non c’entra molto con Sanremo ma è pur sempre un esperienza in più. Vi partecipano per la prima volta, il gruppo dei Subsonica:un rock elettronico che era sempre stato ai bordi delle Hit-Parade popolari, portano un bel pezzo, “Tutti i miei sbagli”. Ritorna, dopo un anno tra le Nuove Proposte Max Gazzè con una canzone, forse molto simile alle sue come voce e melodia ma di un bel testo, un ironica poesia, “Il timido ubriaco”. Debutta, per la prima volta, anche il “figlio” di Nino D’Angelo e il “nipote” di Mario Merola, il nuovo idolo neo-melodico dei napoletani, Gigi D’Alessio. Porta una canzone delle sue, “Non dirgli mai” e ha un certo successo.

Si notano inoltre alcuni clamorosi ritorni, magari anche dopo tanto tempo. Dopo la sua vittoria nel 1981 e dopo il suo proposito di non tornare mai più a Sanremo, ritorna la brava Alice. La cantante ha ormai lasciato la rudezza e la grinta del 1981, influenzata come è dal suo grande “maestro”, Franco Battiato e porta un pezzo molto bello, “Il giorno dell’indipendenza”, facendo trasparire la sua voce che è sempre presente. Dopo il terzo posto del 1991 e dopo un periodo di magra, torna Marco Masini, che porta però una canzone molto prevedibile, Raccontami di te”, che viene relegata al penultimo posto. Sempre dopo la sua esperienza nel 1991, galvanizzato dalla presenza del suo amico e co-vincitore (1987), torna anche Umberto Tozzi. Il cantante si rivela però polemico e porta un brano non certo bello, “Un’altra vita”, guadagnandosi un inglorioso ultimo posto.

Si rivedono poi: Spagna, questa volta con una bellissima canzone, dove esprime la sua vocalità, “Con il tuo nome” l’inizio della quale però l’inizio è molto simile al film “Braveheart”; Mietta, che si presenta molto carina e con una canzone abbastanza osé, “Fare l’amore” e Amedeo Minghi che si unisce a Mariella Nava (esaltata del suo terzo posto dell’anno prima). Portano una canzone particolare, “Futuro come te”, dove i due si esibiscono con due pianoforti in un duetto di voci con “botta e risposta”; molto bello ma il pezzo è forse troppo simile a tanti di Minghi ed è tenuto al terz’ultimo posto. Infine è particolare la presenza dei Matia Bazar. Il gruppo in verità era già sciolto, dopo l’abbandono di Laura Valente e del mitico “Bibo”, Carlo Marrale. Però, a causa della morte del loro ex-compagno Aldo Stellita (cui già la Ruggero aveva dedicato una canzone l’anno prima), il gruppo si ritrova e si riunisce in memoria sua.

Senza la Ruggero, rimpiazzata da una giovane cantante passata senza farsi notare nelle Nuove Proposte, Silvia Mezzanotte e senza Carlo Marrale: il gruppo si ritrova con un nuovo strumentista, col batterista Giancarlo Golzi e col “mitico” Piero Cassano, già uscito dal gruppo nel 1982 e portano una bella canzone dedicata la loro amico scomparso, “Brivido caldo”. Silvia Mezzanotte non ha la voce della Ruggero ma neppure lo sfondo “rock” della Valente, è una musica apprezzabile ed elegante.

Nelle “Nuove Proposte” è sicuramente presto dire chi farà strada o meno, è sicuro che però in quest’anno,gran pochi si sono visti. Anche qui partecipavano cantanti già “conosciuti” ma in attesa di consacrazione.

Una di queste ha vinto Sanremo, Jenny B.Siciliana ma di origini extra-europee (visto anche il colore scuro della sua pelle), la cantante (con un passato famigliare molto poco chiaro), espone una bellissima voce soul, “imitando” anche le grandi cantanti nere nei vestiti e nelle movenze, vince con “Semplice sai”. Partecipa inoltre un mattatore di un hit estivo, Davide De Marinis, che porta una bella canzone, “Chiedi quello che vuoi”, con l’originale inizio della pioggia che scroscia (lui è l’unico che ha avuto un certo successo in quest’anno).

Infine c’è anche il protetto di Carmen Consoli, Moltheni (“Nutriente”), che possiede però una voce troppo simile a Carmen e non ha successo.

Si vedono poi delle novità: l’hip-hop per la prima volta va a Sanremo, con Tiromancino e Riccardo Sinigaglia (“Strade”); una canzone di una giovane toscana, sull’uccisione di Simone Nardacci, un caso di pedofilia, cantato con pathos, dalla giovane e impaurita Luna (“Cronaca”); belle voci e canzoni come Majiorie Biondo (“Le margherite”) ed Enrico Sognato (“E io ci penso ancora”); gruppi bravi e particolari, dove la cantante addirittura è vestita da “ape”, i Bau (“Ogni ora”) e anche un giovane napoletano (scoperto dagli Avion Travel), Alessio Bonomo, che porta una canzone molto particolare, quasi una talking-ballads ma con una voce quasi annoiata, “La croce”. Folkloristica inoltre, dopo il 1983 e Fra’ Cionfoli, la presenza di un frate in gara. Padre Alfonso Maria Parente, proveniente addirittura da Monterotondo . Il frate porta una canzone-denuncia sull’ipocrisia del clero sui bisognosi, “Che giorno sarà”, si presenta col saio e i sandali ma questa volta addirittura con la chitarra elettrica. Creerà proteste a non finire dai suoi confratelli e addirittura un accusa di aver diminuito l’età.


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