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Aperture serali straordinarie: Colosseo, Pantheon e Castello Sforzesco protagonisti a Roma e Milano

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Redazione

Al Colosseo, il flusso dei visitatori non è più lasciato al caso. Da Roma a Milano, una nuova fase prende forma: si sperimenta un sistema per contare chi entra e regolare gli accessi, partendo da tre simboli italiani: Colosseo, Pantheon e Castello Sforzesco. Nessun annuncio roboante, ma un cambio di passo concreto. L’obiettivo? Evitare il sovraffollamento che rischia di danneggiare i monumenti e, allo stesso tempo, rendere la visita più piacevole. L’idea, lanciata nei primi mesi del 2024, combina tecnologia e tutela, senza chiudere le porte a chi vuole continuare a scoprire questi luoghi straordinari.

Colosseo: contare i passi per salvaguardare l’anfiteatro

Il Colosseo, uno dei siti più visitati al mondo, è una vera sfida per chi cerca di gestire il turismo. Le autorità hanno messo in campo sistemi elettronici che contano in tempo reale i visitatori in entrata e uscita. Così si capiscono i momenti di maggiore affluenza e si può regolare l’accesso per evitare assembramenti. L’obiettivo è proteggere la struttura dall’usura causata dal continuo passaggio di persone, ma anche garantire la sicurezza di chi varca gli archi dell’anfiteatro.

L’installazione di sensori e telecamere è stata pensata con cura, rispettando i vincoli storici e senza disturbare chi visita il sito. Il sistema lavora in modo discreto, senza impattare sull’aspetto del monumento. Inoltre, grazie a app e piattaforme digitali, i visitatori più connessi potranno ricevere aggiornamenti in tempo reale, scegliendo orari meno affollati o percorsi alternativi nei dintorni. I primi dati raccolti mostrano già una buona capacità di modulare gli ingressi e ridurre i picchi di affollamento nelle ore più critiche.

Pantheon: tecnologia al servizio della conservazione

Anche al Pantheon, cuore di Roma, si punta a un equilibrio delicato tra tutela e accessibilità. Questa costruzione millenaria, con la sua celebre cupola, attira ogni giorno migliaia di visitatori e rischia un degrado accelerato dal calpestio intenso. Qui la sperimentazione prevede sensori distribuiti nei punti chiave per misurare in tempo reale la densità della folla.

Fondamentale sarà anche il monitoraggio delle condizioni microclimatiche: umidità e temperatura verranno controllate costantemente per evitare danni ai materiali storici, specie durante i periodi di maggiore affluenza. I dati saranno a disposizione degli enti di tutela, che potranno intervenire rapidamente se necessario. Grazie alla collaborazione con università locali, si stanno studiando nuove soluzioni per l’illuminazione e per i percorsi interni, così da ridurre al minimo il contatto diretto con le superfici delicate. Tutto questo mentre si continua a mantenere il Pantheon aperto e accessibile.

Il progetto, avviato nei primi mesi del 2024, coinvolge esperti nella gestione dei siti culturali e si avvale di fondi del Ministero della Cultura.

Castello Sforzesco: Milano punta su digitalizzazione e controllo accessi

A Milano, la sperimentazione prende forma al Castello Sforzesco, un contesto diverso ma altrettanto delicato. La fortezza, oggi polo museale, deve gestire un grande afflusso di visitatori senza trascurare la manutenzione delle collezioni e l’organizzazione degli eventi. Qui sono stati installati dispositivi agli ingressi e all’interno delle sale per monitorare in tempo reale la capienza e regolare l’accesso.

A differenza di Roma, nel Castello Sforzesco la digitalizzazione coinvolge anche la vendita dei biglietti e il sistema di prenotazione, che si integrerà con la piattaforma di monitoraggio. Questo permetterà di gestire i flussi in modo più flessibile, variando l’affluenza in base a giorni e orari. L’obiettivo è ridurre code e attese, migliorando l’esperienza di visita e al contempo aumentando le entrate senza compromettere la fruizione.

Un altro punto chiave è il controllo delle condizioni ambientali all’interno del complesso. Sensori misureranno costantemente umidità, luce e temperatura, con un sistema di allarme pronto a intervenire se qualcosa dovesse uscire dai parametri di sicurezza. Così il Castello Sforzesco si prepara a diventare un modello di gestione intelligente per i grandi poli culturali italiani.

La fase di sperimentazione durerà fino a fine anno, seguita da una valutazione approfondita per decidere i prossimi passi e possibili estensioni a livello nazionale. L’obiettivo è costruire un sistema che metta al centro la tutela dei luoghi, unita a una fruizione sostenibile e tecnologicamente aggiornata.

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