Amadeus e Warner Bros. Discovery si separano dopo appena due stagioni. Un sodalizio nato nel 2024 con grandi aspettative, che si chiude in anticipo, ben prima del termine previsto dal contratto pluriennale. I numeri degli ascolti, deludenti soprattutto nelle fasce più importanti, hanno pesato più di ogni parola ufficiale. Nel comunicato, nessuna polemica, ma è chiaro che il progetto non ha raggiunto gli obiettivi sperati. Una decisione consensuale, che segna la fine di un percorso iniziato con entusiasmo, ma concluso in fretta.
Il 22 settembre 2024, Amadeus ha fatto il suo esordio sul Nove con due programmi in contemporanea: il game show «Chissà chi è» in access prime time e «Suzuki Music Party» in prima serata. Il format, ispirato a «I soliti ignoti» e basato sull’originale internazionale Identity, puntava sul carisma del conduttore per conquistare il pubblico in quella fascia. Il debutto, trasmesso in simultanea su diversi canali Warner Bros. Discovery, ha ottenuto numeri incoraggianti: 1,6 milioni di spettatori e l’8,8% di share complessivo. Sul solo Nove, però, l’attenzione è stata più bassa, con 926 mila spettatori e il 5,2% di share.
Purtroppo, però, il pubblico non si è mantenuto stabile. Nel giro di poche settimane gli ascolti sono scesi, fermandosi tra il 2,5 e il 3% di share, un dato che ha portato alla chiusura anticipata del programma già a dicembre 2024.
Non tutti i progetti hanno avuto lo stesso destino. «La Corrida», con Amadeus alla guida, ha trovato un pubblico più solido e fedele. La finale di fine anno ha raccolto 1,5 milioni di spettatori e uno share del 10% in simulcast, un risultato importante per il canale. La media stagionale, però, si è fermata a 905 mila spettatori e il 6,3% di share. Altri programmi, come il talent musicale «Like a Star», con una giuria composta da artisti come Elio, Rosa Chemical e Serena Brancale, non hanno invece avuto lo stesso successo, raccogliendo solo 473 mila spettatori e il 2,4% di share al debutto nel maggio 2025.
L’ultimo tentativo di risollevare l’access prime time è stato il game show «The Cage – Prendi e scappa», condotto da Amadeus insieme a Giulia Salemi e prodotto da Endemol Shine Italy. L’adattamento di Raid the Cage avrebbe dovuto dare nuova linfa a quella fascia, ma il pubblico non è cresciuto come sperato. La difficoltà del Nove a competere con Rai 1 e Canale 5 in questo slot è rimasta evidente.
La decisione di interrompere il contratto con due stagioni di anticipo è frutto di un confronto lungo tra le parti. Dal 2024 a oggi, la collaborazione ha vissuto alti e bassi, con ascolti altalenanti e la sfida costante di trovare una collocazione stabile nel panorama televisivo italiano. L’idea iniziale prevedeva un ruolo centrale per Amadeus: un programma in access prime time e due in prima serata per stagione. Ma la continuità sperata non si è mai vista.
Il pubblico che Amadeus aveva conquistato negli anni su Rai, con «Affari Tuoi», «I soliti ignoti» e cinque Festival di Sanremo consecutivi, non è riuscito a seguirlo con la stessa forza sul Nove. Warner Bros. Discovery ha mantenuto un tono istituzionale e rispettoso nel comunicare la fine del rapporto, sottolineando la professionalità del conduttore e della sua squadra e ringraziandoli per l’impegno e il contributo ai progetti.
L’assenza di polemiche pubbliche conferma la volontà di chiudere questa esperienza in modo sereno e costruttivo. Dietro questa scelta, però, si nasconde la consapevolezza di un risultato inferiore alle aspettative, soprattutto per quanto riguarda la capacità di costruire ascolti solidi in access prime time.
Alessandro Araimo, amministratore delegato di Warner Bros. Discovery Southern Europe, ha commentato la separazione ricordando l’impegno e la dedizione dimostrati da Amadeus in questi due anni. Ha descritto il rapporto come solido, basato su stima e rispetto reciproci, ma ha anche sottolineato che il gruppo si sta preparando a nuove sfide, riorganizzando la propria offerta televisiva nelle fasce di access e prima serata. La scommessa su Amadeus, insomma, non ha avuto l’effetto strutturale sperato.
Il conduttore, da parte sua, ha ringraziato Warner Bros. Discovery e Alessandro Araimo definendo «intensi» gli ultimi due anni. Il suo messaggio è sobrio, senza anticipazioni sulle prossime mosse, e si limita a un saluto e a un augurio di buon lavoro per il gruppo. Al momento non c’è una nuova collocazione televisiva per Amadeus. Nel panorama attuale, le principali posizioni in access prime time sono già occupate da nomi come Stefano De Martino e Gerry Scotti, lasciando aperta la domanda su quale sarà il prossimo passo del conduttore.
Così si chiude un capitolo complicato per Amadeus e Warner Bros. Discovery, segnato da qualche successo ma anche da difficoltà nel costruire una presenza stabile e competitiva. Ora resta da vedere come si muoverà Amadeus nel panorama della tv italiana nei prossimi mesi.
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