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Lamante presenta “Non dico addio”: il nuovo album registrato in chiesa sconsacrata e il tour esclusivo in provincia

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Redazione

«Non dico addio». È il titolo del nuovo album di Lamante, un disco che arriva dopo anni di silenzio e racconta molto più di semplici canzoni. Nel 2024, la cantautrice veneta torna con un lavoro intenso, fatto di emozioni vere, nate lontano dal caos degli studi di registrazione. Immaginate una stanza tranquilla, dove ogni nota sembra un respiro profondo, un diario aperto sulla sua vita. A firmare la produzione, Taketo Gohara, che ha aiutato a trasformare quelle sensazioni in musica pura. Lamante ha scavato nel passato, riscoprendo radici e momenti che l’hanno definita, con uno sguardo sincero, senza filtri.

La chiesa di San Francesco a Schio: una scelta che dà voce ai sentimenti

Per registrare questo album, Lamante ha scelto un luogo speciale, quasi sacro: la chiesa di San Francesco a Schio, nel cuore del Veneto, dove ha passato l’infanzia. Ha abbandonato la consueta routine degli studi di registrazione per immergersi in un ambiente naturale capace di accogliere e far risuonare la sua musica con genuinità. L’acustica particolare della chiesa ha catturato ogni sfumatura emotiva dei brani, trasformando quel luogo antico nella culla sonora del disco, dove suoni e silenzi si intrecciano in armonia.

Accanto a sé, Lamante ha portato oggetti simbolici, piccoli manufatti raccolti in due anni di riflessioni, sogni e ricordi personali. Questi elementi, concreti e ispiratori, hanno accompagnato la registrazione, quasi a rendere palpabile un mondo interiore che altrimenti sarebbe rimasto nascosto. L’atmosfera così creata ha spinto l’artista a entrare in sintonia con le proprie emozioni, dando vita a un legame profondo tra musica e memorie. Ogni nota è un pezzo di vita, un dialogo tra passato e presente.

Un album che vive di emozioni vere, senza spiegazioni

Non dico addio non è un disco fatto per essere solo ascoltato o interpretato: è un viaggio dentro il dolore, senza bisogno di spiegarlo o razionalizzarlo. Qui il sentimento diventa materia sonora e visiva, una presenza concreta. La scrittura è libera, istintiva, tutta autobiografica, senza forzature e con una sincerità disarmante. Lamante lascia da parte ogni sovrastruttura melodica o narrativa, per far emergere spontaneamente musica e parole.

Il disco si presenta come una narrazione senza filtri, dove le immagini interiori della cantante si trasformano in musica e viceversa. Non ci sono risposte pronte, ma un’esperienza che coinvolge chi ascolta nel passaggio attraverso emozioni complesse, nella trasformazione del dolore in arte. Proprio questo rende l’album unico nel panorama attuale: non racconta solo una storia, ma invita a viverla in tutte le sue sfumature più profonde.

Taketo Gohara: il produttore che ha valorizzato l’anima del disco

Il ruolo di Taketo Gohara nella produzione di Non dico addio è stato fondamentale. La collaborazione con Lamante ha permesso di conservare intatta la freschezza e la spontaneità della scrittura, mettendo in luce ogni dettaglio della registrazione nella chiesa. Gohara ha saputo cogliere la dimensione intima del progetto e tradurla in arrangiamenti che esaltano la forza emotiva dei brani senza appesantirli.

La produzione ha evitato effetti inutili o artificiosi, puntando su sonorità essenziali e trasparenti, in linea con la scelta dell’ambiente di registrazione. Il risultato è un suono chiaro, che accompagna e amplifica l’esperienza emotiva del disco senza mai sovrastarla. Un equilibrio perfetto tra tecnica e sentimento, tra tradizione e modernità.

Il tour: emozioni dal vivo, senza fronzoli

Con l’uscita di Non dico addio, Lamante annuncia anche il suo nuovo tour, pensato per portare dal vivo questo album intenso e personale. Gli spettacoli punteranno a ricreare quell’atmosfera raccolta che si è respirata nella chiesa di Schio, anche in altri spazi, immergendo il pubblico in questo viaggio emotivo.

L’obiettivo è rafforzare il legame tra artista e ascoltatori, offrendo un momento di confronto diretto. Le performance saranno essenziali, senza esagerazioni scenografiche, per mettere al centro la purezza della musica e delle parole. Un proseguimento naturale del lavoro fatto in studio, che mostra la volontà di Lamante di condividere emozioni senza filtri.

Dal silenzio che ha accompagnato la registrazione fino all’incontro con chi ascolta, Lamante propone un’esperienza intensa, sospesa in uno spazio che ispira e accoglie. Nel 2024, Non dico addio si presenta come un progetto che racconta senza retorica la forza di un vissuto trasformato in arte.

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