Arturo è un agente immobiliare che ha una passione fuori dal comune: i dolci. Flora, invece, è una pasticcera di talento e una cattolica devota. Quando si incontrano, tra cassate e cannoli nasce qualcosa di dolce, ma anche complicato. Perché dietro la leggerezza dei dessert, si nasconde un tema più profondo: la fede. Le loro differenze religiose, all’inizio quasi invisibili, cominciano a creare tensioni. È una storia d’amore buffa e vera, che si muove con ironia e delicatezza, senza mai prendere parte. Un racconto che parla a chiunque abbia mai sentito il cuore diviso tra sentimento e convinzioni.
Arturo non è un tipo qualunque: vive per i dolci, è la sua vera passione. Incontrare Flora, la pasticcera che osservava da lontano, è come vincere un terno al lotto. Le loro vite, così diverse – lui con l’immobiliare, lei con la pasticceria – si intrecciano con la vendita del locale da lui gestito a lei. Quel gesto sembra l’inizio di qualcosa di bello, ma la fede di Flora, così radicata, mette in crisi quella felicità. Arturo cerca di adattarsi, a volte con una certa ingenuità, nascondendo i suoi dubbi e le sue speranze. È proprio qui che il racconto si fa interessante: mostra come la fede possa diventare un muro anche tra chi si ama.
“Che Dio perdona a tutti” non è la solita commedia romantica. È il debutto dietro la macchina da presa di Pierfrancesco Diliberto, alias Pif, tratto dal suo romanzo. Il film mescola con originalità temi diversi: da un lato la cura quasi maniacale per i dolci siciliani, dall’altro una critica ironica ma rispettosa della religione. Le inquadrature che indugiano su cassate e cannoli fanno venire voglia di assaggiare quei dolci, quasi quanto le battute sugli equivoci di fede. Spicca la figura di Papa Francesco, interpretato da Carlos Hipólito, che offre un ritratto vero e senza caricature, portando freschezza al racconto.
Il cast funziona bene. Pif e Giusy Buscemi, nei panni di Arturo e Flora, riescono a trasmettere un’intimità credibile, fatta di piccoli gesti e sguardi carichi di significato. Le loro incomprensioni rispecchiano quelle di tante coppie, fuori e dentro lo schermo. Francesco Scianna, amico di Arturo, aggiunge spessore alla storia, con un personaggio ambiguo ma necessario per la crescita del protagonista. Un ruolo che scioglie dubbi senza mai cadere nella banalità, come già dimostrato in altri lavori di Pif.
Pif non vuole spingersi troppo oltre nella critica alla religione. Il film mette in luce ipocrisie e incoerenze, ma senza scavare a fondo. Questa scelta può sembrare prudente, forse per rispetto di temi delicati. Eppure, lascia un po’ di amaro il fatto che non si sia osato di più nel raccontare il contrasto tra le idee di Arturo e Flora. Nonostante tutto, la leggerezza e l’intuito con cui si muove il regista rendono il film piacevole e fresco, evitando polemiche. Il tono resta sempre bilanciato, tra risate e riflessioni sincere sulla fede e le sue sfumature.
“Che Dio perdona a tutti” è uscito il 2 aprile 2026, distribuito da PiperFilm. Nel cast, oltre a Pif e Giusy Buscemi, ci sono Francesco Scianna, Carlos Hipólito, Maurizio Marchetti e Domenico Centamore. Il film ha raccolto un buon consenso, meritandosi tre stelle e mezza. Nei cinema italiani ha saputo attirare un pubblico attento, capace di apprezzare il mix tra leggerezza e temi più profondi, senza rinunciare a una regia e a interpretazioni di qualità. Con questa prova, Pif conferma la sua capacità di affrontare generi diversi mantenendo uno sguardo critico ma gentile sulla realtà.
“Gli scimpanzé cantano?” Può sembrare una domanda strana, eppure è proprio da qui che parte…
«Il pilota dell’F-15 è salvo». Così il presidente degli Stati Uniti ha annunciato un salvataggio…
Quando le prime luci del Venerdì Santo illuminano le strade, un chilometro di arte sacra…
A Trieste, camminando per piazze dove l’impronta asburgica è ancora indelebile, si respira un’aria carica…
Olivia Rodrigo ha scelto il momento giusto per far parlare di sé: a sorpresa, ha…
Ainara ha 19 anni quando annuncia che vuole entrare in convento. La notizia cade come…