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Approfondimento
Chiusura col botto per Sanremo con oltre 12 mln di spettatori. Clerici:
Chiusura col botto per il Sanremo 60 targato Antonella Clerici(nella foto) che nella finale che ha incoronato Valerio Scanu è stato visto da 12.462.000 spettatori con il 53,21% di share. L'analogo dato dello scorso anno fu del 54,24% di share.
"Un festival oltre le mie più rosee aspettive. Se avessi dovuto sognare qualcosa di più bello di quello che mi ha dato questo Sanremo non ci sarei riuscita. Non dimenticherò mai questa esperienza. In questa settimana, è inutile negarlo, qualcosa è cambiato nella mia vita", ha detto la Clerici tracciando il suo bilancio del 60esimo festival che l'ha vista trionfare alla prova Auditel sul palco dell'Ariston, portando a casa un bottino paragonabile solo alle edizione condotte da Paolo Bonolis e da Fabio Fazio.
Durante la finale sono stati registrati picchi d'ascolto superiori al 70% di share e ai 15 milioni di spettatori: il picco di share è stato raggiunto alle 00.48 con il 77.34% di share, quando sul palco è salito il vincitore Valerio Scanu. Il picco di telespettatori alle 22.13 con 15.195.000.
Per Antonella Clerici, tra l'altro, il giorno del bilancio trionfale del suo Sanremo ha un sapore tutto particolare: oggi infatti è anche il giorno del primo compleanno di sua figlia Maelle, avuta dal compagno Eddy Martens. "Scusate, ma se non avete altre domande, vorrei proseguire questo giorno felice festeggiando la mia bimba che compie un anno. Per il festival ha un significato tutto particolare: lo scorso anno, il giorno della finale del festival di Paolo Bonolis, ho partorito", ricorda ragiante la conduttrice.
"Missione compiuta. Anche se non ci eravamo dati una soglia minima o una soglia massima certamente ci fa piacere questo successo degli ascolti. Certo, su altre cose rifletteremo. Come sul sistema di voto, anche se siamo convinti che parte della grande partecipazione del pubblico è dovuto anche all'interazione diretta costituita dal televoto", ha detto dal canto suo il direttore di Raiuno, Mauro Mazza.
"Io sono abbastanza contrario al televoto, anche se ha delle implicazioni non trascurabili dal punto di vista economico. Perché è in apparenza il sistema più popolare e più giusto ma in realtà non lo è - ha detto il direttore artistico di Sanremo 2010, Gianmarco Mazzi - penalizza gli artisti delle grandi città dove non scatta l'effetto campanile e avvantaggia artisti di derivazione televisiva. Ma un cambiamento di rotta implica una decisione aziendale anche al di sopra della direzione artistica". Ma non giustifica la ribellione in diretta della Sanremo Festival Orchestra: "Non ho apprezzato il loro atteggiamento, sono dei professionisti. Avevano a disposizione il loro voto e lo hanno usato come hanno creduto. Ma di fronte ad un esito contrario a quello sperato non ci si può comportare così", dice.
Per il prossimo Sanremo, assicura poi Mazza, "non è ancora stato deciso nulla. L'unica certezza che posso darvi e che la conduzione dovrà essere di un personaggio Rai". Sebbene già prima del festival fossero circolate indiscrezioni su Carlo Conti, la risposta di Mazza al dato il via a rumors anche su altri nomi, a partire dall'eterno 'rincorso' Fiorello. Che finora, però, ha sempre ritenuto la liturgia festivaliera incompatibile con il suo ruolo da showman 'fantasista'.
"Non credo di avere la forza di rifare il festival da direttore artistico - ha ribadito dal canto suo Mazzi - E' un lavoro molto faticoso che implica tanti risvolti sia sulla vita privata che sui rapporti professionali. Per la tensione e il nervosismo mi è capitato anche di alzare la voce con un'amica come Caterina Caselli, alla quale chiedo scusa, perché aveva ragione lei. Per cui non credo che lo rifarei, anche perché ho all'orizzonte altri impegni professionali".
Maruzio Costanzo, ospite del 60esimo Festival di Sanremo, ha raccontato il momento di talk show socio-politico all'interno della serata finale: l'intervista dei tre operai di Termini Imerese "ha avuto oltre 13 milioni di telespettatori e il 64% di share. Che dire di piu'? In quei casi una parola in più e rovini tutto". "Avevo chiesto al direttore Mauro Mazza se era d'accordo che invitassi gli operai di Termini Imerese. Mi ha detto di sì e abbiamo preso contatti con la Fiom di Palermo. Sono delle belle persone - ha detto Costanzo dei tre lavoratori saliti sul palco dell'Ariston - e a qualcosa sarà valso anche a loro".
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Fonte: Adnkronos
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