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Sanremo in un dipinto Il cuore antico di Sanremo, carico di ricordi e di storia, si annida nella " Pigna", il quartiere medievale abbarbicato alla collina, costruito ad anelli concentrici (fatto di case antiche, vicoli, passaggi coperti, silenziose piazzette, scalinate ed archi) per renderlo inaccessibile agli attacchi dei pirati barbareschi, che nel passato minacciarono, per lungo tempo, le popolazioni della costa.
Si accede al borgo oltrepassando la porta di Santo Stefano (costruita nel 1321) e, percorse le
Rivolte di San Sebastiano, dalle volte a crociera, si raggiunge la piazzetta dei Dolori (dal nome della Confraternita della Madonna dei Sette Dolori, che pose la sua sede nell'antico, prospiciente oratorio di San Sebastiano).

Poco più in là, via Palma (la strada principale del borgo) conduce alla secentesca chiesa di San Giuseppe e alla
omonima porta. In via Palma, al numero 21, casa Manara (un palazzetto ottenuto dall'accorpamento di più edifici medievali, disposti a schiera), che nel 1538 ebbe l'onore di ospitare papa Paolo III, diretto a Nizza. Più sotto, al numero 18 di via Montà, nel palazzo dei conti Sapia Rossi, soggiornò, nel 1794, Napoleone Bonaparte.

La Pigna è, comunque, tutto un susseguirsi di scorci ed angoli affascinanti; dalla chiesa di Santa Brigida (che possiede il più grazioso campanile di Sanremo), a
via Capitolo, con il suo palazzotto, già sede del Magnifico Consiglio della Comunità di San Romolo, con la caratteristica fontana, all'oratorio di San Costanzo (probabilmente il più antico tempio di Sanremo), ai giardini di Regina Elena, donde la Pigna apre d'improvviso al castello e al secentesco santuario della Madonna della Costa, dal sagrato policromo.

La chiesa, costruita nel 1630 su una precedente cappella quattrocentesca, con il suo interno fittamente decorato da marmi e stucchi, raduna, nella cupola, gli affreschi di Giacomo Boni; una tavola, Madonna col Bambino, attribuita a Niccolò da Voltri (oggetto di grande venerazione per la popolazione locale); la tela, Visione di San Giacinto, di Domenico Fiasella e alcune statue lignee di Anton Maria Maragliano.

Testi e immagini liberamente tratti e pubblicati per gentile concessione
dell'
AZIENDA DI PROMOZIONE TURISTICA della Riviera dei Fiori




















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