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Roby Facchinetti
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Il vero nome è Camillo Ferdinando Facchinetti, soprannominato "Roby" sin dall'infanzia, dal termine bergamasco robìn, ovvero piccolino, data la gracile corporatura del giovane Camillo. L'infanzia la passa nel luogo natio, una cascina ad Astino, quartiere periferico di Bergamo.
Il nonno di Roby era compositore e direttore di un coro polifonico. Il suo primo approccio con la musica avviene all'età di 4 anni quando, ad orecchio, comincia a suonare un'armonica a bocca. Seguono lo studio della fisarmonica a 8 anni, e il pianoforte a 10.
Milita con "I Monelli", e, dopo tanta gavetta, si esibisce al Grand Hotel di Rimini a cui segue la scrittura per venti serate al locale La Stalla di Riccione. Mentre suona con la band Pier Filippi e Le Copains, nel 1966, conosce i Pooh. Il gruppo, che aveva qualche problema con un tastierista inglese, gli propone di entrare a sostituirlo.
Nel 1966 i Pooh sono ancora un gruppo "sperimentale", quando il giovane Facchinetti fa il suo ingresso nella band. Diventa subito il compositore della maggior parte dei pezzi, è difatti della coppia "Facchinetti-Negrini" il primo dei brani non Cover del gruppo, si tratta di Brennero '66, canzone portata con scarso successo al "Festival delle Rose" del 1966. Oltre ad esserne l'autore, Roby ne è anche l'interprete. Il brano è censurato dalla Rai, viene anche intimato alla band di cambiar titolo e modificare il testo, pena l'estromissione dal concorso. Diventa così Le campane del silenzio, in una performance radiofonica disturbata da problemi tecnici che non ne permisero l'ascolto. Si classificò all'ultimo posto.
Il ruolo di Facchinetti nel gruppo è preponderante. Fino al 1971 le composizioni dei brani passano tutte dalle sue sapienti mani, anche se l'interpretazione degli stessi viene affidata alle voci di Riccardo Fogli e Dodi Battaglia. Roby si toglie la soddisfazione di cantare in La Fata della Luna del 1969, uno dei brani più importanti del Lp Memorie, già pubblicata l'anno precedente come La leggenda della Luna nel disco Contrasto.
È di Roby il primo grande successo del gruppo, Piccola Katy, Lato B della meno fortunata In silenzio, 45 giri pubblicato nel 1968.
Seguono altri singoli di secondaria importanza prima di arrivare alle canzoni che aprono le classifiche mondiali al quartetto. Scritte in coppia con il fido paroliere Valerio Negrini, nascono così Tanta voglia di lei, Pensiero, Noi due nel mondo e nell'anima , Nascerò con te, Parsifal.
Nel primo Lp pubblicato dai Pooh con la nuova casa discografica "Cbs", nel 1971, Roby si limita a cantare la strofa finale della titletrack "Opera Prima".
Dal 1972, con l'uscita di Alessandra (album e canzone dedicati alla neonata bimba di casa Facchinetti) anche Dodi Battaglia comincia a proporsi come autore delle musiche del gruppo. Pur cantando nel singolo Cosa si può dire di te, la voce di Roby è ancora in secondo piano, sovrastata dapprima da Riccardo e poi da Dodi.
Nel Lp Parsifal, che consacra la formazione definitiva della Band, Roby si ritaglia alcune parti vocali in Lei e lei (scritta però da Dodi Battaglia), L'anno, il posto, l'ora e Solo cari ricordi, alternandosi con Dodi e Red nel cantato delle ultime due.
Con l'uscita del singolo Per te qualcosa ancora, la voce leader del gruppo diventa Roby, che interpreta successivamente le hit di maggior successo del decennio, partendo da Linda, Pierre, Dammi solo un minuto, Cercami, Ci penserò domani e Io sono vivo.
Il suo ruolo di leader vocale continua per tutti gli anni '80 e raggiunge l'apice con la vittoria sanremese del 1990, dove a Roby viene affidato il potente ritornello di Uomini soli.
Successivamente, il suo ruolo come compositore viene affiancato con maggior insistenza da Red Canzian e Dodi Battaglia, mentre i testi delle canzoni iniziano ad esser affidati con maggior frequenza a Stefano D'Orazio, che scrive sulle musiche di Roby brani importanti come La donna del mio amico o Dimmi di sì (interpretata poi dallo stesso D'Orazio).
Ha pubblicato 2 dischi da solista, nel 1984 (“Roby Facchinetti”, inciso con musicisti inglesi e l'orchestra sinfonica di Monaco) e nel 1993 (“Fai col cuore”, un album introspettivo, anche questo registrato con un'orchestra sinfonica). Ha collaborato con Milva per la composizione di Uomini addosso (Festival di Sanremo, 1993).
Vedi anche Pooh
Siti correlati http://www.robyfacchinetti.it/
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