Tutto sul Festiva e la Città dei Fiori!

CANALI
LINK CONSIGLIATI
NEWSLETTER
I NOSTRI NUMERI
7958 utenti registrati
4743 utenti iscritti
alla newsletter
1088 pagine
da consultare


  Sei qui:    Home >> Festival >> Biografie >> Andrea Bocelli
Andrea Bocelli

Da quando l'Opera è nata il passatempo preferito dei suoi seguaci viene rappresentato dalle continue lamentele sul suo passato, sul suo presente e soprattutto sul suo futuro. La frase canonica, che sentirete declamare da anziani e melomani in fiore, è: "Non ci sono più le voci di una volta!". È un tragico refrain, un carillon terribilmente ripetitivo che fa parte del tipico rituale operistico: non a caso si usa il termine "melodrammatico" per individuare qualcuno che appaia lamentoso, nostalgico e disfattista.
In verità le voci ci sono, ci sono sempre state e sempre ci saranno mentre cambiano i tempi, i modi di vivere e le mode, le esigenze del pubblico, creando quel gioco di corsi e ricorsi che è la linfa vitale di un genere altamente spettacolare, lussuoso e fantastico come l'Opera.

L' astro di Andrea Bocelli è appunto sorto nel pieno di una grande querelle melodrammatica; finita l'Era dei nomi altisonanti che hanno riempito le copertine dei dischi d' opera più venduti, al culmine della loro parabola i Tre Tenori, Bocelli è oggi una delle più importanti e inaspettate novità proposte in campo lirico. Proprio nel momento in cui si leggeva e si discuteva sulla presunta agonìa del genere operistico, con i teatri malinconicamente mezzi vuoti, con la crisi del mercato discografico, con la sparizione di fatto dell'Opera dai palinsesti televisivi, ecco apparire il tenore Andrea Bocelli, tenore moderno ma all'antica, come lui stesso ama definirsi.

Una naturale predisposizione alla musica e al canto, fin da piccolo, anzi da piccolissimo: non poteva che essere così, considerata l'innata, straordinaria musicalità del tenore pisano. Un'intonazione nitida e precisa, la ricerca quasi maniacale della perfezione, il gusto ricercato consentono a Bocelli di affrontare la pagina musicale con l'approccio di uno strumentista piu' che di un cantante, caso rarissimo tra gli artisti.
A questo si unisce un colore di voce personalissimo, suadente, chiaro nella dizione, caldo, venato d'una sottile, malcelata malinconia che arriva puntualmente al pubblico e determina l'esplosione del successo. Il famoso "quid" che occorre per essere davvero unici.

Dopo gli studi effettuati sotto la sapiente guida del Maestro Luciano Bettarini, gia' docente di Ferruccio Tagliavini, Ettore Bastianini e Franco Corelli (tanto per citare alcuni nomi mitici), ed a seguito d'una masterclass a Torino con lo stesso Franco Corelli (per il quale Andrea Bocelli nutre una autentica venerazione, invero ricambiata), il tenore pisano pote' debuttare in scena nel Macbeth di Verdi nel 1994, realizzato a Pisa, Mantova, Lucca e Livorno, sotto la direzione di Claudio Desderi. Un importante debutto, all'insegna di Verdi (nume tutelare del tenore assieme al prediletto Puccini), cui seguì nel 1995 la realizzazione del disco "Viaggio italiano" con il M.° Vladimir Fedoseyev, pubblicato su etichetta Sugar.

I primi concerti interamente operistici, di rilievo internazionale, avvennero a Cagliari e a Torre del Lago Puccini nell'estate del 1997, una vera e propria sfida vinta con sé stesso e con un assetto critico non propriamente favorevole: in quell'occasione Bocelli eseguì arie e duetti da Madama Butterfly e Tosca, l'aria dei 9 Do dalla Figlia del Reggimento bissata a furor di popolo.

Nel 1998 un secondo debutto, stavolta nell'importante ruolo di Rodolfo ne La Bohème di Puccini a Cagliari, sotto la direzione di Steven Mercurio, partner di Daniela Dessì. Questo spettacolo, affrontato con straordinario impegno, fu una tappa ancor più importante per la maturazione scenica e vocale di Bocelli, che lo stesso anno incontrò il M.° Zubin Mehta per un grande concerto a Tel Aviv. Il celebre direttore d'orchestra restò entusiasta delle doti di Bocelli, tanto da rilasciare dichiarazioni pubbliche in merito alla musicalità, alla preparazione e al gusto del tenore toscano. Lo stesso anno vide la realizzazione dell’album "Aria", uno dei principali successi discografici di tutti i tempi per la musica classica, che balzò immediatamente in vetta alle classifiche.

Nel 1999 fu la volta del debutto all'Arena di Verona, quale ospite nel Galà della Vedova Allegra di Léhar diretta da Anton Guadagno: Bocelli ebbe l'ovazione di 18000 spettatori dopo il re bemolle sopracuto di "Tu che m'hai preso il cuor" e il "Brindisi" di Traviata con la Gasdìa. Nell'ottobre dello stesso anno il debutto negli Stati Uniti nel Werther di Massenet, a Detroit, con Steven Mercurio sul podio e Denyce Graves nella parte di Charlotte. Il pubblico italiano potè ascoltare in diretta sul popolare programma "La Barcaccia" (Rai Radiotre) alcuni brani del secondo e del terzo atto, con il bis dell'aria "Pourquoi me réveiller".

Da questo momento il mito di Bocelli, tra l'altro supportato da un enorme successo discografico, cresce a dismisura. I suoi concerti vedono alternarsi sul podio mostri sacri quali il M.° Lorin Maazel (tour classico nel 1999, a Monaco, e Requiem di Verdi a Verona nel 2000 e a Monaco nel 2001), il M.° Seiji Ozawa (a Monaco nel 2000), il M.° Valerij Gergev (Requiem di Verdi registrato a Londra nel 2000) ed ancora il M.° Zubin Mehta (Tel Aviv nel 2000). Da sottolineare lo stretto rapporto di collaborazione che lega Bocelli con il M.° Myun Whun Chung, Direttore dell' Orchestra dell'Accademia Nazionale di S. Cecilia in Roma, culminato con la pubblicazione del disco "Arie Sacre" (Sugar, 1999) e con la trasmissione televisiva in tutto il mondo di importanti eventi che li videro protagonisti.
Le sfide continuano con la registrazione dell’album "Verdi", pubblicato in occasione del Centenario della morte di Giuseppe Verdi, e de "La Bohéme" (Sugar, 2000), sotto la direzione del M.° Zubin Mehta. Ai cimenti discografici si aggiungono inoltre le registrazioni de Il Trovatore (2001) e dell'abbinata classica Cavalleria Rusticana e Pagliacci (2002), entrambe dirette dal M.° Mercurio, che verranno pubblicate solo nel corso del 2004.

Nel gennaio del 2001 si aggiunge il debutto in scena al Filarmonico di Verona con Amico Fritz di Mascagni, ruolo particolarmente adatto ai mezzi vocali di Bocelli, che costituisce un tipo molto speciale di tenore di grazia dall'ampia estensione e dalla inusuale brunitura di timbro. Nell'estate del 2002 , debutta nel ruolo di Pinkerton nella Madama Butterfly a Torre del Lago. Nell'autunno del 2002 la sua carriera classica discografica continua grazie all’unione delle sue energie con quelle del M.° Lorin Maazel per la pubblicazione di "Sentimento", un album che esplora la tradizione musicale delle canzoni per voce e violino risalente all'inizio del XX secolo. Una collezione di brani romantici di compositori del calibro di Francesco Paolo Tosti e Franz Liszt, arrangiata per orchestra dal M.° Maazel che vi ha anche suonato il violino; un enorme successo per il quale Andrea ha ricevuto la nomination ai Classical Brit Awards nel 2003, aggiudicandosi due premi per "Album of the Year" e "Best Selling Classical Album of the Year". Contestualmente a tale lusinghiero riconoscimento viene pubblicata nel Maggio 2003 "Tosca", seconda opera completa di Bocelli, diretto dal M.° Zubin Mehta, sempre su etichetta Sugar.

Il percorso del tenore pisano può definirsi senz'altro anomalo: la storia del canto lirico non annovera casi del genere. Ovvio che la grande novità costituita da Andrea Bocelli abbia ingenerato fazioni contrapposte. Al di là dei pregi e dei difetti che possono essere ravvisati nella sua come in tutte le vocalità, un dato è certo: per la prima volta, in un momento di grande crisi, si son visti a teatro pienoni degni di stadi del rock, televisioni interessate alla ripresa degli eventi, giovani che si sono affacciati per la prima volta all'Opera. Andrea Bocelli come mito e quindi come naturale richiamo a un genere considerato dalla maggior parte dei giovani vetusto, obsoleto, da museo. Andrea Bocelli, dal timbro inconfondibile e dall'incantevole dizione, che allunga la vita e restituisce dignità ad un genere che sembrava appartenere al solo passato, di cui ormai si celebrava la morte. Andrea Bocelli che affronta a suo rischio e pericolo l'agone operistico senza l'ausilio del microfono e che compie un miracolo, quello di aver annullato sulla scena, recitando come e meglio di tanti colleghi, il problema della cecità. Una serie di sfide che segnano l'inizio di una nuova Era per l'Opera: lo spettacolo più bello che esista, con un tenore stavolta per tutti.

Siti correlati
http://www.andreabocelli.it/








CERCA NEL WEB
SONDAGGIO
2010 GLI ARTISTI il Vostro preferito (concluso)
Arisa
146
Malika Ayane
145
Simone Cristicchi
54
Toto Cutugno
103
Nino D'Angelo
839
Irene Grandi
102
Marco Mengoni
353
Morgan
85
Fabrizio Moro
56
Noemi
92
Nomadi e Irene Fornaciari
92
Povia
106
Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici
83
Enrico Ruggeri
315
Valerio Scanu
1737
Sonohra
83

Totale voti: 4391
PARTNERS


  Chi siamo | Scrivici | Disclaimer | Privacy | Promo | Dicono di noi  
© 2001-2004 Xenial  -  Tutti i diritti sono riservati