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IL 1987 LA STORIA (a cura d Rey
Brambilla)
Questa edizione, contrassegnata dalla morte del grande
Gianni Ravera e dalla successione del figlio, Marco Ravera ha alcune novità di
rilievo.
Prima di tutto le serate sono 4 e non più tre, per fare meglio
imparare le canzoni ai votanti del Totip ed inoltre, nel corso della terza
serata, è creato un dibattito al casinò, tra i cantanti (non parteciperà
Patty Pravo per una, non definita, influenza) e i giornalisti. Presenta Pippo
Baudo (che questa volta si esibirà in alcune papere) e Carlo Massarini al
Palarock (una costruzione a forma di nave, su una collina di Sanremo, dove
cantano gli ospiti).
Pippo, all'inizio della serata, ha la febbre a 37 e mezzo
ma si presenta lo stesso. Chiede una passerella dei cantanti, non concessa ma
lui la crea lo stesso, ed ha una iniziale gaffe con Flavia Fortunato (a cui dice
che è come il prezzemolo poiché appare da tutte le parti ma lei prontamente
dice lo stesso di lui) e con Rossana Casale (che lui dimentica nel chiamare gli
artisti per la passerella e lei scoppia a piangere).
Inoltre si indice il
Talk-Show, per altro criticato perché annoiante, dove lui dice che sono vietati
i giornali di partito (e questo provoca critiche) e dove ha uno scontro con
Mangiarotti, del "giorno", per delle critiche date al Festival.
Come
sempre si esibiscono molti cantanti stranieri:tanti danno forfait (Tina Turner,
Paul Young, Frankie goes to Hollywood). Bob Geldoff, creatore di molti concerti
benefici, presenta il suo nuovo singolo; Witney Houston, che dice di cantare in
play-back ma poi decide di cantare dal vivo a sorpresa; Eight Wonder, alla cui
cantante, poi famosa come Patsy Kensit, scende una spallina e scopre un seno
nudo davanti alla telecamera. Inoltre si rappresentano i soliti (ormai in fase
calante): Spandau Ballet, Duran Duran, Nick Hamen (il "bello" delle
ragazine di quegli anni), Simply Red, Pet Shop Boys e il fenomeno di quell'anno,
i capelloni svedesi, gli Europe.
Partecipano anche comici italiani come Giorgio
Faletti (che tra molto si presenterà anche come cantante) e Zuzzurro e Gaspare
(Baudo vorrà, ma invano, Beppe Grillo).
Dovrebbe partecipare anche Adriano
Celentano, con "La luce del sole", come ospite ma l'AFI
(l'associazione dei discografici), non vuole ma il "molleggiato"
sdrammatizzerà tutto con una telefonata. Inoltre ogni Big è presentato da una
"madrina" o "padrino" d'eccezione (Lino Banfi, Jerry Calà,
Edvige Fenech, ecc.).
Verso la fine del Festival, Pippo Baudo annuncia,
anticipando il telegiornale, la morte di Claudio Villa. Villa era stato
ricoverato a Padova per questioni cardiache ma sembrava tranquillo e doveva pure
venire a Sanremo per promuovere un libro di sue memorie; dietro le quinte vi è
sconforto, Marcella piange, Gianni Morandi (che vincerà e voleva presentarsi
sul palco con la tuta e un pallone in mano) si accascia su un gradino piangendo
a dirotto.
Per lui il "reuccio" era un avversario a Canzonissima ma
pure un amico. Villa "muore" al Festival, posto dove è
"nato", facendo notizia ancora una volta. Sicuramente un grande
contestatore ma anche un grandissimo artista. Vince un trio, un' idea nata a
casa di Caterina Caselli, Gianni Morandi (che per la seconda volta partecipa con
una canzone degna di lui), Enrico Ruggeri (che ormai ha abbandonato il suo look
bizzarro, per diventare una cantante serio) e Umberto Tozzi (già un idolo ma
alla sua prima esperienza sanremese).
La loro canzone,"Si può dare di più",
non è un capolavoro ma sicuramente è una canzone vincente. Morandi, per
scommessa, il giorno dopo serve come cameriere all'albergo di Sanremo la
colazione.
Secondo si piazza l'abbonato,Toto Cutugno, con un pezzo
bello,"Figli", che viene criticato, poiché sembra sempre un tentativo
di "comprare" i voti degli elettori (alla fine Toto sfiorerà la
vittoria).
Terzi, anche loro criticatissimi, Al Bano e Romina Power, con un
pezzo bello, "Nostalgia canaglia", ma molto nel loro stile, piuttosto
prevedibile. Per il resto molte sono canzoni sono belle ma altre sono piuttosto
scontate.
Due grandi ritorni ma con esiti diversi. Fausto Leali, con un pezzo
bellissimo,"Io amo", che lo rilancia in pieno nella musica italiana,
grazie anche alla sua voce da "negro-bianco", sempre apprezzabile e al
suo stile non certo demodè. Nada, che non tornava dal 1972 e dai suoi grandi
successi, che torna diversa e con brani più impegnati, testualmente e
musicalmente, porta un bel pezzo,"Bolero", ma non è compreso dal
pubblico che lo relega all'ultimo posto.
Come sempre è importante il gruppo
femminile, pur a volte senza canzoni apprezzabili: Lena Biolcati (qualificata di
diritto per aver trionfato nelle "nuove proposte"), che sforna la sua
bella voce in una bella canzone,"Vita mia"; Rossana Casale, che ha un
bellissimo pezzo,"Destino", e lo esegue con la sua solita bellissima
voce ed interpretazione, Flavia Fortunato, che da una gran bella
canzone,"Canto per te" ma come sempre non è capita dal pubblico ed
infine le bellissime canzoni di Dori Ghezzi ("E non si finisce mai"),
che ritorna dopo il terzo posto di 4 anni prima ("Margherita non lo
sa") e con tutta la sua potenza vocale e Fiorella Mannoia.
La Mannoia si
conferma una grande interprete, portando un bellissimo pezzo di Enrico
Ruggeri,"Quello che le donne non dicono", privilegiando sempre di più
la sua voce al suo fisico, che per altro è perfetto.
Un caso diverso è Patty
Pravo, l'ex ragazza del "Piper", stupisce come sempre con una
bellissima canzone,"Pigramente signora", grandiosamente interpretata (Patty
canta incredibilmente scalza). Il caso è però incredibile, poiché un gruppo
di ragazzi sentendola ha un sussulto, è uguale a "To the morning", di
Dan Fogelberg, all'inizio lo staff della cantante nega ma poi una radio Ligure
fa sentire i due pezzi e in effetti sono uguali. Patty Pravo sviene ma poi tutto
va avanti lo stesso e Patty sosterrà che, in fin dei conti, tutti a Sanremo
copiano.
Negativa è la presenza di Marcella, questa volta,che porta "Tanti
auguri", una canzone allegra ma non certo di effetto come altre che
potrebbe cantare.
Il gruppo dei cantanti è invece variegato, in canzoni belle e
meno belle: Luca Barbarossa porta il suo solito ottimo pezzo,"Come dentro
un film", che analizza la sua vita come un film; ritorna Mario Castelnuovo,
dopo 4 anni, con una canzone molto bella ma molto difficile (un suo solito testo
ermetico), che non verrà compresa dagli elettori del Totip,"Madonna di
venere"; Peppino Di Capri porta un bellissimo pezzo, "Il
sognatore", che svela tutta la classe del bravo cantante caprese; Mango
porta un altra bella composizione, seppur non paragonabile a "Bella età",
"Dal cuore in poi" e ritorna anche Scialpi, in versione diversa e non
più punk e con una canzone carina, "Bella età". Del resto molti
cantanti si ripetono: il giovane Nino Bonocore ("Rosanna") si fa
notare più che altro per la sua "erre"; Christian, è abbonato alla
sua solita canzone melodica, "Aria e musica" e così anche Edoardo De
Crescenzo (che ricerca vanamente il successo di "Ancora", in
"L'odore del mare", anche se sfodera la sua bella voce) e i Ricchi e
Poveri, che ci riprovano sul filone delle canzoncine facili, con "Canzone
d'amore".
Una piccola delusione sono anche le Orme, che tornano con un bel
brano ma non certo alla loro altezza (o di "Marinai" del 1982),
"Dimmi che cos'è". Curiosità è segnalata da due debutti. Il primo
è Tony Esposito, amoso percussionista biondo di Napoli, andato al successo con
"Kalimba de luna", amante della musica etnica, che regala una bella
"Sinuè". Inoltre partecipa un cantante, famoso per i tuoi testi
allegri e le sue melodie simpatiche, Sergio Caputo, porta una canzone divertente
che favoleggia Giuseppe Garibaldi, "Il Garibaldi innamorato" ma non ha
consensi tra i votanti.
Tra i giovani ci sono dei grandi debutti: vince il
bravissimo Michele Zarrillo, con "La notte dei pensieri" (dopo due
esperienze nel 1981 e 1982) e rimane così la sua unica vittoria in carriera
(anche se meriterebbe di più). Esordiscono inoltre una brava autrice ed
interprete, Mariella Nava (che andrà in finale con "Fai piano"; ci
riprova la brava Paola Turci ("Primo tango") ma come sempre senza
fortuna e finale.
Un altro esordio è di un giovane biondo, Alessandro Bono, che
non va in finale con "Nel mio profondo fondo"; avrà purtroppo una
breve carriera,poiché lo stroncherà l'AIDS. Curiosità e sgomento lo porta una
ragazzino di 13 anni, Enrico Cifiello (che va anche in finale), che porta un
"Un bacio alla mia età", lui però rassicura che la canzone è
dedicata a sua madre.
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1986 - 1988 -->
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