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57a Edizione del Festival di Sanremo

QUARTA SERATA
LA SERA DEI GIOVANI E DI GRANDI OSPITI

Quarta serata dedicata, come da tradizione con Pippo Baudo come direttore artistico, ai Giovani che si contendono il titolo nella gara a loro riservata.
Otto i finalisti (7 solisti e un duo), che durante la serata alterneranno le loro esibizioni a quelle di sei superstar della musica leggera italiana.
Tre le giurie: quella demoscopica (composta da acquirenti di dischi d’età compresa tra i 18 e i 36 anni), quella di esperti (formata da: Sergio Assisi, attore; Laura Chiatti, attrice; Carolina Crescentini, attrice; Marco Maccarini, conduttore televisivo e Giorgia Surina, conduttrice televisiva) e il pubblico da casa che può esprimere la propria preferenza col televoto.
L’ordine delle esibizioni viene deciso di volta in volta con un sorteggio in diretta, senza quindi una scaletta predefinita.
Il primo ad esibirsi è Marco Baroni, che canta “L’immagine che ho di te”; molto malinconica, non ottiene grossi consensi da parte della giuria di qualità, i cui voti vengono immediatamente resi pubblici.
Il primo super ospite della serata è
Franco Battiato.
Così come coloro che lo seguiranno, tiene un mini concerto dal vivo, eseguendo tre splendidi brani: “I giorni della monotonia”, “Il vuoto” (entrambi presenti nell’ultimo lavoro dell’artista) e “La cura”, uno dei suoi successi più belli.
Tocca a lui estrarre a sorte il secondo Giovane che dovrà esibirsi: Sara Galimberti.
Nella sua “Amore ritrovato”, un tango milonga, alterna momenti di sensualità ad altri di maggior impatto. Ottiene 41 dei 50 voti che i giurati di qualità possono assegnarle: brava.
Dopo la pubblicità, secondo ospite: Gigi D’Alessio.
Per lui un inizio strano con una dedica alla nipotina appena nata: “Con il nastro rosa” di Lucio Battisti. Segue poi un medley dei tre brani che Gigi ha portato a Sanremo nelle passate edizioni: “Non dirgli mai” (2000), “Tu che ne sai” (2001), “L’amore che non c’è” (2005).
Infine presenta il suo ultimo singolo, “Un cuore malato”, in cui duetta con la cantante italo-belga Lara Fabian.
Proprio a lei tocca il compito di estrarre il nome del terzo Giovane in gara: Elsa Lila.
La sua “Il senso della vita” è molto melodiosa, ma i giurati in sala la ritengono troppo classicheggiante per una così giovane artista. Nulla da eccepire sull’interpretazione.
Ospite internazionale di stasera una cordialissima e simpaticissima
Penelope Cruz.
Parla piuttosto bene in italiano e racconta la sua vita, le sue emozioni, la sua esperienza in Italia, soprattutto in occasione della sua partecipazione al film di Sergio Castellitto “Non ti muovere”.
Peccato che dopo tanta bellezza, Baudo la congeda consegnandole un finto Oscar di cioccolato!
Dopo diverse interruzioni, è la volta di
Elisa, che apre il suo intervento con la canzone “Luce (Tramonti a nord-est)” con cui ha vinto il Festival nel 2001; straordinaria, poi, la sua interpretazione di “Almeno tu nell’universo”, brano della compianta Mia Martini che già aveva inciso in un suo disco. Chiude anche lei il suo intervento con l’ultimo singolo di successo, “Eppure sentire un senso di te”, attualmente molto trasmesso dalle radio e facente parte della colonna sonora del film “Manuale d’amore 2”.
Nel salutarla, Michelle Hunziker accenna al fatto che Elisa nel suo ultimo disco ha duettato con Ligabue ed ecco così spuntare dalla scalinata proprio il grande Liga!
In realtà è un divertentissimo
Neri Marcoré, che canta una versione rivisitata di “Viva!”: diventa così “L’Iva” ed è un inno contro questa tassa che sulla musica è del 20% (contro il 4% dei libri).
Davvero un artista poliedrico.
Riprende poi la gara con i Pquadro e la loro “Malinconiche sere”: il brano non sarebbe male, ma l’interpretazione lascia un po’ a desiderare. La giuria di qualità mi dà ragione, con una sola eccezione: Laura Chiatti dà addirittura un 10 alla coppia. Che abbia fatto la somma di due 5, uno a testa?

L’alternanza tra giovani e ospiti prevede quindi
Tiziano Ferro. Il successo dell’artista, soprattutto tra il pubblico degli adolescenti, è stratosferico, ma sul palco dell’Ariston dimostra di essere più un cantante da studio d’incisione che da palcoscenico.
Esegue un medley di suoi successi, tra cui “Ero contentissimo” e “Sere nere”, perdendo però l’incanto delle incisioni originali. Conclude con l’ultimo suo singolo di successo, molto bello, “Ti scatterò una foto”.
Dopo la pubblicità, altro super ospite:
Gianna Nannini.
Presenta al pubblico, in anteprima nazionale, brani tratti da uno spettacolo rock da lei realizzato, una sorta di musical con ballerini al seguito e musiche inedite. Originale.
Dopo l’ennesima pubblicità (troppe le interruzioni stasera) tocca a Fabrizio Moro, già vincitore morale di questa rassegna col brano “Pensa”. Non gli serve una gran voce per eseguire questo brano, che quasi parla da solo. Dalla giuria di qualità, quattro voti alti e un solo 6 che fa indignare il pubblico dell’Ariston.
Chiude la serie dei super ospiti
Renato Zero, che osannato dal pubblico in sala si presenta con un emozionante medley: “Ciao amore ciao” di Luigi Tenco, “Ritornerai” di Bruno Lauzi, “Era d’estate” di Sergio Endrigo. Tre omaggi a tre grandi cantautori scomparsi.
Passa poi a un medley di suoi successi, tra cui “Il carrozzone”, “Ave Maria” (portata con successo al Festival nel 1993), “Il cielo”.
La gara entra nel vivo con gli ultimi tre artisti in gara.
Il primo è Stefano Centomo con “Bivio”, canzone veramente sanremese e di certo tra i miei favoriti.
Segue Romina Falconi, che con “Ama” conferma l’ottima impressione che mi aveva dato con la prima esibizione.
Ultima cantante in gara è Jasmine col brano “La vita subito”: anima nera, ma poca voce. Meglio la prima sera.

In attesa dei risultati, viene assegnato un premio alla prestigiosa carriera del maestro Armando Trovajoli. Eccelso compositore, Trovajoli ha diretto due volte l’orchestra del Festival (nel 1953 e nel 1957).

All’1.20 di notte, finalmente, arrivano i risultati.
Vince indiscutibilmente Fabrizio Moro con la canzone “Pensa”, acclamato a gran voce fin dalla prima esibizione, col 23,6% delle preferenze; a lui è stato assegnato anche il premio della critica.
Secondo posto per Stefano Centomo con “Bivio” e terzo posto per i Pquadro col brano “Malinconiche sere”.