Sanremo Story
 

Festival di Sanremo 2019

La cronaca della seconda serata, mercoledì 6 febbraio 2019

Commento a cura di Cristiano Mancin

Seconda puntata un po' più vivace, se non altro per la maggior alternanza tra canzoni in gara e performance d'altro genere, ma i conduttori continuano a stentare.

L'apertura è affidata a Claudio Baglioni e alla sua “Noi no”, con tanto di coreografia liberamente ispirata a “Another Brick in the Wall”.

Questa sera ad esibirsi in gara sono 12 artisti, valutati con le stesse modalità e pesi percentuali della prima sera. I voti ottenuti andranno a sommarsi a quelli di ieri, e così fino alla finale.
Nell'illustrare le modalità di televoto, Claudio Bisio si interroga: “Ma come fa un voto a non essere valido?”
Risponde Baglioni: “Non so... se voti “Vecchio Scarpone” non è valido!”

Il primo artista in gara stasera è Achille Lauro con “Rolls Royce”, un omaggio al rock con citazioni di artisti del passato. Qualcosa di simile, ma in chiave decisamente più melodica, fece Peppino Di Capri nel 1993 con “La voce delle stelle”.
Il secondo artista è Einar con “Parole nuove”. Pulito, semplice, forse anche troppo. Non incide.

Claudio Bisio, poi, costruisce una gag prendendo in giro Claudio Baglioni e la mancanza di punteggiatura nelle sue canzoni, ma alla lunga stufa. Potevano chiuderla prima.

La gara riprende con Il Volo, sempre fortemente acclamati dal pubblico. Vestiti in maniera casual, pure troppo, la loro “Musica che resta” ha un ritornello che funziona.
Segue Arisa con “Mi sento bene” (anche se non sembra visto come incespica sul testo).

I social media, si sa, sono un'arma a doppio taglio e gli artisti ne sanno qualcosa. Claudio Bisio, a modo suo, li sberleffa leggendo alcuni tweet personalmente ricevuti, che si prestano ad essere presi in giro per quanto sono illogici e sgrammaticati.

È poi la volta del primo ospite della serata: Fiorella Mannoia.
Presenta “Il peso del coraggio”, nuovo singolo che anticipa l’uscita in primavera di “PERSONALE”, il suo prossimo progetto discografico.
A seguire interpreta il suo cavallo di battaglia, “Quello che le donne non dicono”, duettando con Baglioni che la accompagna alla chitarra.

La gara riprende con Nek e la sua “Mi farò trovare pronto”. Solita grinta, ma canzone non eccezionale.

Alla richiesta di Claudio Baglioni di uno sgabello per sedersi al pianoforte, entra una poltrona gigante spinta da Virginia Raffaele, che invita il direttore artistico a sedersi vista l’età avanzata.
La gag introduce il loro duetto in omaggio a Lelio Luttazzi, al termine del quale interviene brevemente Pippo Baudo.

 

 

Sesto artista in gara è Daniele Silvestri con “Argentovivo”, canzone meritevole di attenzione e, perché no, del premio della critica.

Dopo Pierfrancesco Favino nella prima serata, stavolta tocca a Michelle Hunziker tornare ospite al Festival dopo la conduzione dell'anno scorso. Ritrova così Claudio Bisio, dopo tanti anni trascorsi insieme alla conduzione di Zelig, e con lui duetta nel brano “La lega dell'amore” di Elio e Le Storie Tese (nemmeno troppo velato riferimento al partito di governo).
Michelle in pochi minuti dimostra a tutti come si conduce, con piglio e naturalezza.
A lei è affidata l'introduzione dei settimi artisti in gara, gli Ex-Otago con “Solo una canzone”.

Ma è già tempo di un nuovo ospite.
È Marco Mengoni, che si esibisce con Tom Walker in “Hola (I Say)”.
Propone poi “L'essenziale”, canzone con cui vinse il Festival nel 2013, e duetta con Baglioni sulle note di “Emozioni” di Lucio Battisti.

La gara riprende con Ghemon e la sua (pallida) “Rose viola”.
Loredana Bertè con “Cosa ti aspetti da me” conquista una standing ovation che sa molto di omaggio alla sua carriera, dato che ha annunciato che questo sarà il suo ultimo Festival. Per lei Sanremo potrebbe anche finire qui, ma il podio quest'anno è alla sua portata.
Paola Turci ha una bella canzone, “L'ultimo ostacolo”, ma poca voce nel momento in cui il brano spinge di più, e questo alla lunga la penalizzerà.

Simpatica Virginia Raffaele, che sulle note della “Carmen” prima canta, poi finge di perdere il testo, improvvisa e fischietta. Divertente.

La gara si chiude con i Negrita (“I ragazzi stanno bene”), che pare tengano il freno a mano tirato, e il duo Federica Carta/Shade (“Senza farlo apposta”): radiofonici, ma male assortiti.

Al rientro dalla pubblicità, è Pippo Baudo ad accogliere il pubblico. Parla del festival del 1985 e ricorda come Baglioni fu l'unico, in qualità di ospite, a cantare dal vivo, nell'epoca in cui gli artisti in gara si esibivano in playback.
Il brano in questione era “Questo piccolo grande amore”, premiato come canzone del secolo, e stasera Baglioni la ripropone con tutta l'orchestra.

In attesa dei risultati parziali della serata, si alternano numerosi ospiti.

Si parte con Pio e Amedeo, che ci regalano forse il primo vero momento comico di questo festival.

Mezz'ora dopo la mezzanotte, in un orario infelice, Riccardo CoccianteRiccardo Cocciante torna a calcare il palco di Sanremo insieme a Giò Di Tonno, Graziano Galatone e Vittorio Matteucci per proporre il brano “Bella” tratto dalla sua opera teatrale Notre-Dame de Paris.
A seguire, insieme a Baglioni, canta “Margherita”, non senza difficoltà reciproche col testo.

 

Laura Chiatti e Michele RiondinoLaura Chiatti e Michele Riondino, poi, cantano “Un'avventura” di Lucio Battisti per promuovere il film omonimo ispirato alle canzoni di Battisti e Mogol.


C'è tempo anche per consegnare il premio “Città di Sanremo” alla carriera, quest'anno assegnato postumo a Pino Daniele. A ritirarlo sono le figlie Cristina e Sara.


In chiusura viene resa nota un'indicazione del gradimento delle canzoni da parte dei giornalisti della Sala Stampa, il cui voto incide per il 30% sul risultato di questa sera.
Gli artisti da loro preferiti risultano essere Daniele Silvestri, Arisa, Achille Lauro e Loredana Bertè.





 


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