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Festival di Sanremo 2019

La cronaca della prima serata, martedì 5 febbraio 2019

Commento a cura di Cristiano Mancin

Le pagelle di Cristiano Mancin

Prima serata del Festival senza troppi fronzoli, con tanta musica e pochi intermezzi.
La presenza di 24 artisti, tutti in gara già dalla prima sera, ha necessariamente indotto il direttore artistico nonché conduttore Claudio Baglioni a incalzare sul susseguirsi delle canzoni.
Canzoni, c'è da dire, non proprio eccelse, salvo qualche eccezione, così come la conduzione di Baglioni affiancato da Virginia Raffaele e Claudio Bisio, che si limitano a qualche sporadica gag ma per il resto risultano un po' ingessati dal ruolo istituzionale di cui sono stati investiti.
Scenografia minimale, ma palco decisamente ampliato, con l'Orchestra posizionata in una sorta di golfo mistico alle spalle del palco.

Il regolamento prevede, come detto, per la prima serata tutte e 24 le canzoni in gara, giudicate da Televoto (con un peso del 40%), Giuria demoscopica (30%) e Sala stampa (30%).

L'ingresso dei tre conduttori avviene sulle note della canzone di Claudio Baglioni “Via”.

I primi ad esibirsi sono, nell'ordine: Francesco Renga, Nino D'Angelo con Livio Cori, Nek, The Zen Circus (primi debuttanti assoluti di questa sera), Il Volo e Loredana Bertè.

Primo ospite di questo Festival è Andrea Bocelli, che 25 anni dopo ripropone la canzone che gli valse il primo posto nelle Nuove Proposte, “Il mare calmo della sera”, duettando con Baglioni.
Bocelli si presenta indossando il chiodo, come in quel 1994, prima di cederlo al figlio Matteo, in un commovente passaggio di testimone.
Padre e figlio si esibiscono poi nel loro recente successo, “Fall On Me”.

Dopo la pubblicità, la gara riprende con Daniele Silvestri, accompagnato dal rapper Rancore.

Claudio Bisio, poi, interviene intelligentemente sulle polemiche che hanno investito Baglioni prima del Festival, relativamente alle sue dichiarazioni sui migranti, dissacrando l'aspetto politico della questione attraverso una disanima dei testi “sovversivi” delle sue canzoni.

Riprende poi la gara col duo Federica Carta – Shade, seguiti da quello che quest'anno è considerato fin dalla vigilia il favorito per la vittoria finale, Ultimo, vincitore dell'ultima edizione nelle Nuove Proposte.

Un intermezzo di spettacolo vede Pier Francesco Favino, co-conduttore della passata edizione, duettare con Virginia Raffaele in una sorta di gara, sulle note dei musical “Sister Act”, “Mary Poppins” e “Bohemian Rapsody”.

Riprende la gara con Paola Turci e Motta, mentre, dopo la pubblicità, si prosegue con i Boomdabash, Patty Pravo con Briga, Simone Cristicchi.

C'è poi un sentito ricordo di Fabrizio Frizzi, che avrebbe compiuto 61 anni, da parte di Claudio Baglioni, che rimarca come il simpatico conduttore romano avrebbe meritato di presentare almeno una volta il Festival di Sanremo.

Al rientro dalla pubblicità, è la volta del secondo superospite della serata: Giorgia.
Esordisce con un medley di alcune cover tratte dal suo ultimo album: “Le tasche piene di sassi”, “Una storia importante”, “I will always love you”.
A seguire, come per Bocelli, viene ricordato il primo successo di Giorgia al Festival: “Come saprei”, 1995.

La gara riprende con l'esordiente Achille Lauro, seguito da Arisa e dai Negrita.

Per il preannunciato omaggio al Quartetto Cetra, il trio di conduttori viene supportato dall'attore Claudio Santamaria.

La gara riprende poi spedita, con due blocchi di cantanti, inframezzati dalla pubblicità.
Il primo vede in gara Ghemon, Einar e gli Ex-Otago.
A chiudere, si esibiscono Anna Tatangelo, Irama. Enrico Nigiotti e Mahmood.

Il Dopofestival quest'anno vede alla conduzione, tra gli altri, Rocco Papaleo, che viene invitato sul palco. Con lui dal teatro del Casinò di Sanremo ci saranno Anna Foglietta e Melissa Greta Marchetto.

In chiusura di serata viene data una prima indicazione del voto della giuria demoscopica, suddividendo gli artisti in tre fasce di gradimento.
Risultano tra i primi Ultimo, Loredana Bertè, Daniele Silvestri, Irama, Simone Cristicchi, Francesco Renga, Il Volo e Nek.
Nessuno dei debuttanti assoluti, la cui selezione è stata tanto apprezzata dalla critica, risulta momentaneamente tra i preferiti (se escludiamo Irama, che viene dalla vittoria di Sanremo Giovani dello scorso dicembre).
Ma è solo un primo dato, molto provvisorio e molto incompleto, destinato a rivoluzionarsi nel corso delle serate che verranno, e che speriamo possano essere più scintillanti.
 

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