Niccolò Fabi
Niccolò Fabi (Roma, 16 maggio 1968).
E’ figlio d’arte: il padre, Claudio, è stato uno dei più importanti produttori discografici degli anni Settanta (PFM, Alberto Fortis), e non solo.
La sua esperienza parte da Roma, la città dove è nato nel 1968 ed è inserito nel suo fervido ambiente musicale di inizio Novanta, assieme a nomi come Daniele Silvestri, Max Gazzè, Federico Zampaglione, Riccardo Sinigallia.
Nel 1997, con Capelli, vince il Premio della Critica nelle Nuove Proposte al Festival di Sanremo. Dello stesso anno è il disco d’esordio, Il giardiniere, stretto fra melodie pop, reminiscenze anni 80 e qualche fendente rock.
Nel 1998 presenta, sempre a Sanremo, Lasciarsi un giorno a Roma. Fa parte del secondo album, Niccolò Fabi, che contiene pure Vento d’ estate, in coppia con Max Gazzè e Immobile assieme a Frankie HI-NRG.
Il terzo lavoro, Sereno ad Ovest, è del 2000, è ideato e arrangiato in proprio e sostenuto dal singolo Se fossi Marco. L’anno dopo esce una raccolta dei suoi pezzi più celebri, cantati in lingua spagnola per il mercato estero.
La cura del tempo è del 2003: il protagonista è il tempo che scorre, la storia, la prospettiva dell’esistenza. Fra gli ospiti Fiorella Mannoia, che canta in Offeso. Canzoni come È non è, Il negozio d’antiquariato sottolineano una vena compositiva sfaccettata e matura, che supera le pastoie del pop italiano.
Dopo la partecipazione, nel 2005 a La fantastica storia del pifferaio magico di Edoardo Bennato, Fabi arriva a Novo mesto, 2006, con brani come Costruire e Oriente che proseguono il suo allontanamento dalla linearità dei brani dei primi tempi. Seguono, nello stesso anno, la raccolta Dischi volanti 1996-2006 e un altro cd per il mercato spagnolo.

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