Raffaella Carrà
Raffaella Carrà, nome d’arte di Raffaella Maria Roberta Pelloni (Bologna, 18 giugno 1943).
Raffaella Carrà,ha sempre dichiarato di essere nata a Bologna, in realtà,è nata in una piccola città in provincia di Rimini, Bellaria-Igea Marina.
Trascorsa l’infanzia a Bellaria-Igea Marina, a otto anni lascia la Romagna per seguire a Roma Jia Ruskaia, fondatrice dell’Accademia Nazionale di Danza di Roma.
La sua carriera cinematografica ha inizio al principio degli anni ’50: partecipa infatti al film Tormento del Passato (1952) dove interpreta il personaggio infantile di Graziella, apparendo nei titoli con il suo vero nome: Raffaella Pelloni. Tra il 1958 e il 1959 prende parte ad altri due film
Nel 1960, dopo essersi diplomata al Centro Sperimentale di Cinematografia, fa il suo vero debutto cinematografico in La lunga notte del ’43 di Florestano Vancini e in Il peccato degli anni verdi di Leopoldo Trieste. Partecipa poi a altre pellicole, tra cui I compagni di Mario Monicelli e Il colonnello Von Ryan con Frank Sinatra. La sua carriera cinematografica si arresterà prima di quanto previsto, poiché il pubblico si affezionerà a Raffaella come conduttrice di programmi televisivi. Eppure la Scuola Nazionale di Cinema, nel proprio sito ufficiale, la cita come attrice piuttosto che come presentatrice.
Negli anni ’60 le cronache rosa si occupano spesso di lei per la relazione con il calciatore della Juventus Gino Stacchini, durata otto anni.
Nella stagione 1969-1970 arriva il successo televisivo, nello spettacolo Io Agata e tu (con Nino Taranto e Nino Ferrer), in cui la Carrà lancia un nuovo stile di showgirl, scattante e moderna.
Nell’autunno dello stesso anno è al fianco di Corrado in Canzonissima, dove dà scandalo per l’ombelico scoperto mostrato nella sigla d’apertura Ma che musica maestro! L’anno seguente è di nuovo a Canzonissima, dove lancia il famoso ballo Tuca Tuca e canta la sigla Chissà se va. Sempre in questa edizione lancia anche “Maga Maghella”, una canzoncina per bambini che si ispira a un personaggio da lei inventato. Segue poi (nel 1974) Milleluci, presentato assieme a Mina e a seguire la sua terza “Canzonissima”, presentata questa volta da sola.

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