Renato Tagliani
La rottura con la Rai e Canale Tre
Dopo una lunga parentesi in spettacoli radiofonici, succedono poi periodi avversi. In particolare nel 1972 si ha una definitiva rottura con i vertici Rai quando viene escluso dal programmato impegno all’Eurofestival 1973, in programma per l’anno successivo, a causa di un atto di censura subito in diretta per ragioni d’opportunità politica e relazioni internazionali.
Una sua prima iniziativa è stata quella di fondare una nuova società di produzione televisiva, Canale Tre (ancora operativa, anche se oggi esclusivamente nel mercato di monitoraggio ed analisi di radio e tv). La società sviluppa subito un progetto legato alla nascita delle regioni: diffondere la cultura locale all’interno del territorio regionale.
La formula, all’epoca innovativa, pensava ad un finanziamento regionale per realizzare videoclip format da trasmettere in ambito locale, ma nonostante il successo dell’esperimento non è stato ripetuto; nel convegno di Aosta del 15-16 giugno 1974 la Rai riuscì a “bloccare” la tendenza regionale a costituire proprie reti via cavo, delineando una propria rete articolata a livello regionale, la futura Rai 3.
L’esperienza maturata rendeva però Renato Tagliani uno dei “tecnici” più apprezzati delle nascenti televisioni “libere”: quando, per iniziativa della rivista Millecanali, si svolse presso il Museo Nazionale della Scienza e della tenica di Milano, la relazione introduttiva alla tematica sul software delle TV via cavo, fu appunto Tagliani a svolgerla, in quanto indicato come direttore della società Canale Tre.

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