Roby Facchinetti
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Dal 1972, con l’uscita di Alessandra (album e canzone dedicati alla neonata bimba di casa Facchinetti) anche Dodi Battaglia comincia a proporsi come autore delle musiche del gruppo. Pur cantando nel singolo Cosa si può dire di te, la voce di Roby è ancora in secondo piano, sovrastata dapprima da Riccardo e poi da Dodi.

Nel Lp Parsifal, che consacra la formazione definitiva della Band, Roby si ritaglia alcune parti vocali in Lei e lei (scritta però da Dodi Battaglia), L’anno, il posto, l’ora e Solo cari ricordi, alternandosi con Dodi e Red nel cantato delle ultime due.
Con l’uscita del singolo Per te qualcosa ancora, la voce leader del gruppo diventa Roby, che interpreta successivamente le hit di maggior successo del decennio, partendo da Linda, Pierre, Dammi solo un minuto, Cercami, Ci penserò domani e Io sono vivo.

Il suo ruolo di leader vocale continua per tutti gli anni ’80 e raggiunge l’apice con la vittoria sanremese del 1990, dove a Roby viene affidato il potente ritornello di Uomini soli.
Successivamente, il suo ruolo come compositore viene affiancato con maggior insistenza da Red Canzian e Dodi Battaglia, mentre i testi delle canzoni iniziano ad esser affidati con maggior frequenza a Stefano D’Orazio, che scrive sulle musiche di Roby brani importanti come La donna del mio amico o Dimmi di sì (interpretata poi dallo stesso D’Orazio).

Ha pubblicato 2 dischi da solista, nel 1984 (“Roby Facchinetti”, inciso con musicisti inglesi e l’orchestra sinfonica di Monaco) e nel 1993 (“Fai col cuore”, un album introspettivo, anche questo registrato con un’orchestra sinfonica). Ha collaborato con Milva per la composizione di Uomini addosso (Festival di Sanremo, 1993).

Nel 2007 partecipa al Festival di Sanremo in coppia con il figlio Francesco con il brano “Vivere normale“.

Vedi anche Pooh

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Partecipazioni al festival

2007

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