Cinico Angelini
L’orchestra di Barzizza era assai meno “americana” di quanto si dicesse e quella di Angelini (che di tanto in tanto si esibiva in composizioni più ritmiche con un piccolo gruppo di esecutori) più aperta alle importazioni di quanto molti pensassero. In qualunque caso, Angelini fu uno dei primi a comprendere l’importanza delle voci, inserite nella struttura musicale orchestrale e soprattutto si dimostrò oculato nella scelta del repertorio, costituito da brani gradevoli ed accattivanti alle orecchie del grande pubblico della radio.
Il Festival di Sanremo
In questa veste di mediatore del nuovo, Angelini assunse dopo la guerra il ruolo di figura indiscussa di riferimento, per tutti gli anni cinquanta e i primi anni sessanta, del Festival di Sanremo, dove la sua direzione si ispirava ostentatamente ai modelli anche visivi delle orchestre classiche, a sottolineare forse non tanto la natura finto-operistica della musica eseguita (ci fu comunque chi ironizzò, come Gaetano Mosca che, sul Corriere della Sera, presentò due spettatori del Festival davanti ad una distesa di archi e violini intenti a chiedersi se stessero assistendo ad una prima del Tristano o ad una prima esecuzione di Occhi neri e cielo blu) quanto la solennità e ufficialità dell’evento.
Fu anche in finta rivalità col napoletano Giuseppe Anepeta, direttore di una delle due orchestre del Festival di Napoli. Angelini raggiunse l’apice del successo e del potere negli anni cinquanta, quando si trovò di fatto a capo di una “scuderia” composta dai maggiori divi musicali del tempo, inclusa Nilla Pizzi (con cui il Maestro ebbe anche una relazione sentimentale). Nel corso degli anni sessanta, la contrapposizione tra la sua musica e quella più moderna venne riproposta, ancora artificiosamente ma forse con qualche maggiore elemento di verità, nel confronto tra i cosiddetti “melodici” e le nuove tendenze del rock and roll, identificate per qualche tempo in Italia con il termine spregiativo “urlatori”: etichetta che fu affibbiata di volta in volta a Mina, Celentano, Little Tony.

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