Milva
Maria Ilva Biolcati, conosciuta con il solo nome Milva (Goro, 17 luglio 1939).
Inizia giovanissima a cantare nelle balere del basso ferrarese e lì viene notata per la sua grinta e la sua straordinaria voce. Dopo aver trionfato in un concorso di voci nuove, arrivando prima su ben 7600 partecipanti, comincia ad incidere per la Cetra, la casa discografica di stato, partecipando al Festival di Sanremo nel 1961, dove arriva terza con Il mare nel cassetto. L’anno dopo è seconda con Tango italiano. In questo periodo sono tantissimi i 45 giri incisi, tra i quali si ricordano due successi come Flamenco Rock (1960) e Blue spanish eyes (1966).
Milva conquista immediatamente un’enorme popolarità, e per la linea melodica e tradizionale che caratterizza le sue canzoni, viene fin dall’inizio contrapposta dalla stampa a quella che per molti anni verrà identificata come la sua storica rivale, e cioè Mina. La rivalità, in realtà, non è mai esistita ed è stata più volte smentita dalla stessa Milva.
Nel 1961 sposa Maurizo Corgnati, dal quale nel 1963 ha anche una figlia, Martina, curatrice e critica d’arte. Milva ha definito Corgnati l’uomo più importante della sua vita malgrado sarà lei a lasciarlo nel 1969. Di fatto, attraverso Corgnati, Milva entra a contatto con una dimensione culturale che le permetterà di evolversi artisticamente in maniera esponenziale.
Verso la metà del decennio si avvicina ad un repertorio più ricerato, attraverso gli LP Le canzoni del Tabarin – Canzoni da cortile (1963) e Canti della libertà (1965), dove incide la prima versione di Bella ciao, una delle sue più famose interpretazioni, che alcuni anni dopo Milva riproporrà addirittura in una puntata di Canzonissima. Ma, soprattutto, si avvicina alla recitazione, lavorando nel teatro leggero con Gino Bramieri e David Riondino, per poi passare a Giorgio Strehler, che diventa una figura-chiave per la crescita artistica di Milva, che in pochi anni diventa una delle più importanti attrici teatrali italiane.
In particolare, si specializza nella rappresentazione del repertorio brechtiano, diventandone la maggiore interprete italiana, nonché una delle più apprezzate in assoluto in ambito internazionale. Alle canzoni di Bertolt Brecht Milva ha dedicato ben quattro progetti discografici e innumerevoli recital teatrali (i famosi Milva canta Brecht). Famosissima la sua interpretazione di Jenny dei Pirati nell’allestimento de L’Opera da tre soldi (1973).
Parallelamente continua la sua carriera come cantante attraverso l’incisione di importanti album, ai quali collaborano Ennio Morricone (che la omaggia con un intero LP), Francis Lai, Mikis Theodorakis, fino a Vangelis, Enzo Jannacci e Franco Battiato (siamo già negli anni ’80).
Come cantante, Milva sembra proporsi al pubblico sotto due aspetti fondamentali: uno, più tradizionale, che comprende la pubblicazione di numerosissimi singoli di tipo abbastanza covenzionale e il relativo presenzialismo televisivo attraverso la partecipazione a popolarissime gare canore. L’altro, quello più impegnato, vede la riproposizione di un repertorio colto, importante, secondo un accordo con la casa discografica Ricordi (dove incide dal 1966 al 1993), grazie alla quale Milva può permettersi la pubblicazione di lavori di grande spessore, impegnandosi però a presentarsi annualmente al Festival di Sanremo e a lavorare parallelamente su una produzione più popolare.

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