Bruno Canfora
Bruno Canfora (Milano, 6 novembre 1924) è un direttore d’orchestra, compositore, arrangiatore, e occasionalmente paroliere italiano. È entrato nella storia della musica leggera italiana come autore di alcune canzoni diventate degli evergreen, come Fortissimo, Il ballo del mattone, Il geghegè (lanciate da Rita Pavone), Due note, Brava, Sono come tu mi vuoi, Vorrei che fosse amore, Zum zum zum (portate al successo da Mina), Da-da-un-pa e La notte è piccola (successi delle gemelle Kessler) e Stasera mi butto, incisa da Rocky Roberts.
Figlio di Ludovico, dirigente della Banca Commerciale appassionato di musica (con precedenti in gioventù come attore) e chitarrista dilettante, si avvicina alla musica insieme al fratello maggiore Oreste, iniziando a studiare l’oboe con il maestro Leandro Serafin, primo oboe al Teatro alla Scala di Milano; Oreste smette presto, mentre Bruno continua, arrivando a conseguire il diploma in oboe al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano.
Si accosta al pianoforte alle superiori, grazie al professor Alessandro Longo ed al professor Enzo Calace, entrambi docenti di pianoforte al Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli.
In questi anni inoltre, grazie soprattutto all’incontro con Franco Cassano, si avvicina al jazz, iniziando a suonare in alcuni complessi; durante la Seconda guerra mondiale, militare in marina, viene nel 1943 coinvolto dai tedeschi in un’orchestra che trasmette da un’emittente radio a Padova, suonando musica americana, e qui conosce la cantante Elsa Pejrone, già voce solista del complesso del Maestro Enzo Ceragioli, che diventa la sua prima moglie.

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