Laura Villa
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   Voto medio: 5.0 (1 voti)

Laura Villa, pseudonimo di Emilia Laura Facetti (Sondrio, 5 febbraio 1930).

Inizia ad esibirsi in varie orchestre jazz in tutta Italia, tra cui quella del pianista e fisarmonicista Alex Biancheri (che diventerà suo marito), fino ad ottenere un contratto discografico con la Polydor: l’etichetta la lancia come La regina della bossa-nova in Europa, facendole quindi incidere molte cover di canzoni brasiliane, in particolare di Tom Jobim.

Ottiene un buon successo nella seconda metà degli anni cinquanta, arrivando ad esibirsi anche all’Olympia di Parigi.
Laura Villa e Sacha Distel nel corso di uno spettacolo in Francia (1962)

Nel 1962 incide l’album Laura Villa bossanova, registrato a Parigi con grandi musicisti come Ney De Castro alla batteria ed alle percussioni, Dimas Sedicias al trombone e alle chitarre, Severino De Oliveira detto “Sivuca” alla fisarmonica (oltre al marito alle tastiere): tra le canzoni, oltre ad alcune cover come Corcovado, Desafinado, Chega de saudade, Barquinho (di Roberto Menescal) e Samba de uma nota, “Corcovado” e “Chega de saudade”,vi sono anche alcuni originali, come Rosinha, scritta da Sivuca e O vento e O Bossa nova, scritti da Biancheri che usa lo pseudonimo Paco Garro.

Quest’album è il primo disco di musica brasiliana realizzato da un’artista italiana.

I suoi dischi vengono anche pubblicati all’estero, in Francia, Svizzera e Canada; tra i suoi successi in francese ricordiamo Je m’ennuie e Pas de larmes.

Partecipa al Festival di Sanremo 1964 con Sole sole (in abbinamento con i Los Hermanos Rigual, di cui inciderà anche una versione Sarah Vaughan.

Si ritira dall’attività a metà degli anni sessanta, trasferendosi in in paese nei pressi di Sanremo.

Tra i successi: “I treni”, “Un poncho e un sombrero”.

Laura Villa, 5.0 out of 5 based on 1 rating

Partecipazioni al festival

1964

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